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E a Bologna il centrodestra si ricompatta per provare a fermare Delbono

giugno 14, 2009 di Redazione 

I grandi ballottaggi. Dopo avervi raccontato di Firenze, il giornale della politica italiana vi porta nella sfida per Palazzo d’Accursio, dove il candidato del centrosinistra, ad un nonnulla della vittoria al primo turno, si trova a dover fronteggiare Cazzola che ritrova il sostegno del “dissidente” ed ex sindaco – colui che nel ’99 strappò la città alla sinistra – Guazzaloca. E siccome si vota il 21 e il 22 giugno, e il rischio di una forte astensione “vacanziera” è elevato, si succedono gli appelli al voto e c’è chi, tra i Democratici, sta pensando di predisporre un servizio di navette dall’Appennino e dalla riviera romagnola per riportare i bolognesi al voto… Ci racconta la sfida di Bologna, Ginevra Baffigo.

Nella foto, Flavio Delbono candidato del Partito Democratico

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di Ginevra BAFFIGO

«C’è Delbono a Bologna»: lo slogan un po’ logoro del aspirante successore di Cofferati non si è tradotto che in una profezia a metà, la cui definitiva smentita o realizzazione verrà decretata dal voto del 21 e 22 giugno. Malgrado gli ultimi sondaggi inducessero a pensare ad un’elezione diretta del candidato dwl centrosinistra, una repentina caduta di un paio di punti ha arrestato la corsa di Flavio Delbono al 49.4%, rimandandolo così ad un secondo esame delle urne assieme al candidato civico, sostenuto da Pdl e Lega Nord, Alfredo Cazzola, passato al ballottaggio con il 29.1% dei voti.
Nel Pd, malgrado la battuta d’arresto, si ostenta una certa tranquillità, così come palesato dalle parole di Pierluigi Bersani: «Flavio non ha sbagliato il gol. Ha preso il palo. Ma al ballottaggio vincerà bene. Farà un bel gol». Sebbene dalle file di destra giungano cori di giubilo - ”abbiamo espugnato i feudi rossi” - la sinistra resiste in questa sua roccaforte, ma i molti punti di vantaggio rispetto al centrodestra non garantiscono la vittoria al secondo turno. Numerose variabili potrebbero infatti ribaltare la situazione, fra queste la più temuta è un forte astensionismo, dovuto magari all’esodo estivo dei primi vacanzieri. Nel Pd si è già pensato di porvi rimedio predisponendo un servizio gratuito di pullman che dall’Appennino e dalla Riviera Romagnola porterà al seggio i bolognesi in ferie, e dopo il voto li riporterà ai luoghi di villeggiatura. Meno fortunati i pensionati dello Spi-Cgil e dell’Arci che hanno visto per lo stesso motivo posticipate le loro gite fuori porta al dopo elezioni. Un’iniziativa aspramente criticata da Cazzola, che però, come si può dedurre dal suo appello pubblicato su Facebook, nutre lo stesso timore del avversario; «Cari bolognesi, il primo traguardo lo abbiamo raggiunto. Dobbiamo tutti andare a votare il 21 e 22 giugno. È importante che i nostri voti non vadano dispersi». Dalle parole rivolte ai suoi 2.228 “amici” virtuali trapela così una certa preoccupazione; i voti da recuperare sono infatti molti, forse troppi per vincere il ballottaggio. Una rimonta non è comunque da escludere, come ricorda il coordinatore regionale Pdl Filippo Berselli: bisogna «pensare al gol segnato da Di Vaio al 94′ minuto nella partita Bologna-Lecce, in un attimo la salvezza è diventata possibile». Le metafore calcistiche fioriscono dunque sia a destra sia a sinistra, in un ultimo stanco tentativo di coinvolgere un elettorato in fuga dalla città ormai rovente, ma anche da una campagna elettorale che non sempre è stata all’insegna del fair play.

La vittoria al secondo turno inoltre dipenderà sia dal voto dei centristi, i quali pur nella speranza di riportare Guazzaloca a Palazzo d’Accursio non sono riusciti a superare la quota del 12%, sia da quello dei sostenitori di Giovanni Favia, il grillino che ha sorpreso tutti con il 3.3% dei voti. Questa frazione dell’elettorato bolognese sarebbe stata più che sufficiente a far vincere Delbono al primo turno ed in vista del ballottaggio è divenuta una preda molto ambita in quanto, sebbene venga considerata potenzialmente più a sinistra che a destra, Cazzola non intende rinunciarvi. In nome del rinnovamento è disposto ad accogliere chiunque voglia appoggiarlo. Proprio per questo motivo si assiste oggi ad una ritrovata, seppur forzata, armonia fra i due candidati della destra bolognese. Giorgio Guazzaloca, il grande sconfitto di queste amministrative sostenuto dall’Udc, ha infatti deciso di appoggiare Cazzola e non Delbono; il che, sebbene possa sembrare la scelta più ovvia da un punto di vista politico, non lo è affatto se si tiene conto della feroce campagna elettorale che sino a domenica scorsa i due candidati hanno perpetrato l’uno ai danni del’altro. Alfredo Cazzola descriveva infatti Guazzaloca come “un uomo disperato, solo e vendicativo”, mentre nel comitato elettorale del sindaco del ’99 un “corvo” gettava in pasto alla stampa una condanna a 11 mesi per evasione fiscale dell’ex patron del Bologna calcio, dando così vita ad una spy-story bolognese che ha di fatto favorito solo lo spettatore silente del Pd. Oggi Guazzaloca, fuori gara per la corsa a Palazzo d’Accursio, teorizza la necessità democratica dell’alternanza; curiosa dichiarazione se a farla è un ex sindaco alla sua terza candidatura. Ma in nome della battaglia «per il cambiamento», ha deciso di mettere in secondo piano gli «aspetti di carattere personale» sostenendo così “un candidato che molto probabilmente non e’ adatto al compito che si e’ prefissato, ma che e’ sostenuto da tanti bolognesi che con me e come me hanno condiviso le battaglie e le speranze per una Bologna migliore”. Strane alchimie politiche si sono create sul finire di questa tornata elettorale proprio per contrastare “un potere cinquantennale che ha danneggiato e normalizzato Bologna”. Sfumano in questo modo le tanto chiacchierate nozze fra Pd e Udc; non ci saranno fiori d’arancio a coronare le tante settimane di corteggiamento, ma una novità movimenterà comunque la sfida bolognese.

Quest’ultima e decisiva settimana di campagna elettorale si sposterà infatti su un altro campo di gioco: dalle piazze più o meno affollate, ma a questo punto insopportabilmente afose, si è deciso di proseguire la partita nei più confortevoli salotti radio-televisivi. I due candidati si sfideranno in un primo round lunedì alle 8.30, in diretta su Radio Citta’ del Capo, seguirà il faccia a faccia venerdì 19 alle 8.15 su RaiTre, mentre in serata vedremo la contesa dell’ultima parola sull’emittente bolognese E’-Tv. Non ci resta che attendere impazienti l’esito di queste animate amministrative, che se non altro ci ha regalato una campagna elettorale tutto fuorché noiosa.

Ginevra Baffigo

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