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Nel giorno della ricorrenza della morte di Berlinguer via al centrosinistra europeo

giugno 11, 2009 di Redazione 

Il Partito Democratico ce l’ha fatta: ha ottenuto l’ok del Pse per la co-fondazione, all’europarlamento, del nuovo gruppo che sarà chiamato Alleanza dei Socialisti e dei Democratici. In un incontro stamani a Strasburgo tra Franceschini e il capogruppo socialista Schulz è stato trovato l’accordo finale che può lanciare, come raccontiamo nel titolo, un ulteriore processo di trasformazione del campo del riformismo europeo e non solo, nel senso già sperimentato dai Democratici italiani. Ed è lo stesso Schulz a sancirlo, parlando di nuovo gruppo del “centrosinistra”. Ci racconta tutto, Carmine Finelli.

Nella foto, Martin Schulz, già capogruppo socialista all’Europarlamento

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di Carmine FINELLI

Il Partito Democratico ha finalmente sciolto la riserva sulla sua collocazione europea. Nel parlamento di Strasburgo i Democratici siederanno in una nuova formazione denominata Alleanza dei Socialisti e dei Democratici (Asde). Anche se l’ufficialità non c’è ancora sembra essere stato questo l’argomento principale dell’incontro tra Dario Franceschini e Martin Schulz, rispettivamente segretario del Partito Democratico e capogruppo all’Europarlamento del Partito Socialista Europeo.
L’idea di Franceschini era quella di proporre una rifondazione del gruppo europarlamentare del Pse per allargarlo a tutti i riformisti. Iniziativa che è stata accolta di buon grado da Schulz. “Abbiamo avuto con Franceschini un incontro molto fruttuoso – ha detto il capogruppo socialista – e abbiamo deciso che creeremo un nuovo gruppo con una componente socialista ed una componente democratica, formato dagli aderenti al gruppo del Pse e dai democratici italiani”. Schulz ha aggiunto di voler proporre “agli organismi dirigenti il nome di Alleanza dei socialisti e dei democratici, e sono molto ottimista che sarà accettato da tutti”. L’accordo di massima trovato nell’incontro tra i due leader svoltosi ieri, non ha però portato alla definizione di un vero e proprio partito europeo. L’Asde sarà semplicemente un gruppo parlamentare, per cui non avrà quadri dirigenti come il Pse. Tuttavia, la collocazione politica non è in discussione: “È assolutamente chiaro che siamo di centrosinistra. Nel Pd – ha aggiunto Schulz – d’altra parte ci sono dei colleghi che non vengono dai partiti socialisti tradizionali, ma con i quali condividiamo molti valori. Quella che nasce è una alleanza tra forze di centrosinistra”.
Il proficuo viaggio di Dario Franceschini a Bruxelles ha fatto uscire dall’isolamento europeo il Partito Democratico italiano. Un colpo grosso per il segretario che, non poteva essere altrimenti è molto soddisfatto di quanto fatto. “Abbiamo concordato un passo molto importante e credo che la sua portata si capirà nel tempo”. Naturalmente, ha poi aggiunto il segretario, “io ho il dovere di portare questa decisione agli organi del mio partito, cosa che faremo nei prossimi giorni. Siamo soddisfatti per il fatto che il Pse abbia accettato di seguire questa strada – ha spiegato Franceschini – e quindi abbiamo concordato un patto che è molto importante.” L’accordo è il preludio per la “costruzione di un campo più largo, progressista, che sarà forte al Parlamento europeo e che per noi è un primo passo verso un percorso politico per cui ci vorrà tempo e lavoro”.
Da un punto di vista prettamente politico attraverso questa ricostituzione il gruppo della sinistra riformista continentale si arricchisce di nuovi seggi. E’ presumibile, infatti, un voto abbastanza omogeneo su tutte le questione di interesse parlamentare in chiave europea. Il coordinamento dell’Asde potrebbe rappresentare il contraltare della maggioranza detenuta dal Partito Popolare Europeo, il quale è uscito vincitore dalle elezioni svoltesi domenica e lunedì. La costituzione di un gruppo comune tra Partito Democratico e Partito Socialista Europeo apre anche la strada ad una rivoluzione in senso progressista e riformista dello stesso Pse.
Anche se la struttura dell’emiciclo di Strasburgo non muta attraverso questo accordo, cambiano i rapporti di forza. Il peso dell’Asde risulta essere maggiore rispetto quello del Pse, e ciò apre non pochi problemi al centrodestra europeo. Come ad esempio le prime esternazioni sull’elezione del presidente della Commissione. Dario Franceschini conferma il suo “no” ad un secondo mandato per Josè Manuel Barroso, attuale presidente. “C’è una condivisione generale e contraria, come anche sul fatto che il Parlamento europeo cerchi il più possibile, nei prossimi anni, un ruolo centrale e di sovranità per questo tipo di scelte” dice il leader democratico trovando l’appoggio di Martin Schulz. Quest’ultimo in una lettera inviata alla presidenza Ue in mano alla Repubblica Ceca conferma questa posizione: “Ho detto chiaramente che il gruppo non sostiene in alcun modo Barroso. Durante la campagna elettorale – spiega Schulz – abbiamo lottato per progetti politici che sono esattamente il contrario di ciò che il signor Barroso rappresenta”.
Stando alle indiscrezioni si prevede un autunno molto caldo per le istituzioni europee. Le quali dovrebbero recuperare anche un po’ di credibilità di fronte all’opinione pubblica.

Carmine Finelli

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