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Dossier preferenze. Serracchiani sbanca. E le “veline”, tutte elette

giugno 9, 2009 di Redazione 

Speciale dedicato al voto di prefe- renza nelle elezioni continentali. Doppio binario con Marco Fattori- ni e Attilio Ievolella che ci propongono prima una panora- mica tra grandi risultati e curiosità e poi tutti gli eletti, con relativo numero di voti, partito per partito. Da non perdere. Buona consultazione.

Nella foto, Barbara Matera, 130mila voti al Sud

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Debora batte Silvio. Grande escluso Emanuele Filiberto

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di Marco FATTORINI

Il voto europeo del 6 e 7 giugno si è caratterizzato anche per il ritorno, da molti agognato, delle preferenze. Ogni cittadino elettore ha avuto infatti l’opportunità di indicare, al fianco del simbolo scelto, un massimo di tre nomi da proporre per il prossimo mandato in quel di Strasburgo.
Inutile dire quanto sia stata ferrea e dura la concorrenza, visto che le poltrone per l’europarlamento erano 72 per gli italiani e i candidati, ovviamente, molti di più.

Andando a sbirciare le liste dei neoeletti che stanno prendendo forma e ufficialità in queste ultime ore con dati ancora in via di definizione, possiamo notare conferme, sorprese ma anche illustri esclusioni. Il primo classificato per numero di preferenze è ovviamente Silvio Berlusconi, capolista in tutte le circoscrizioni, ha raccolto ben 2,7 milioni di voti, facendo fruttare una più che riuscita candidatura di bandiera, duramente contestata dall’opposizione nei mesi scorsi.
Il leader Pdl è stato, però, spodestato nella circoscrizione nord-est dalla “novellina” Debora Serracchiani, l’avvocatessa del lavoro in quota Pd che infuocò gli animi e riscosse l’ammirazione di molti dopo un bel discorso all’assemblea dei circoli democratici. La Serracchiani, ottenendo un importantissimo risultato, ha così ottenuto 73.910 preferenze a fronte delle 64.286 del premier.

Sempre nel nord Italia c’è stato un grande exploit per il vicepresidente uscente del Parlamento Europeo e candidato italiano alla presidenza dell’organo medesimo Mario Mauro che, presentatosi nella circoscrizione nord-ovest, ha ottenuto oltre 158.000 preferenze, risultando il primo eletto dopo Berlusconi e La Russa. Nel medesimo distretto elettorale è stato riconfermato l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini che ha portato a casa oltre 66 mila preferenze, la maggior parte delle quali provenienti dalla “sua” Lombardia. Sale a Strasburgo anche Lara Comi, giovane volto femminile del Pdl che può vantare un bottino di 63.000 voti, davvero niente male. Ancora dal nord si dirigono in Europa gli europarlamentari uscenti Mario Borghezio e Francesco Enrico Speroni in quota Lega, il democratico Luigi Berlinguer, l’ex presidente della Provincia di Bologna Vittorio Prodi, anche lui tra le fila del Partito Democratico e poi l’ormai ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati.
Altri leader eletti ma che, insieme a Berlusconi, dovrebbero rinunciare in favore del ruolo attivo nella politica italiana, sono stati Umberto Bossi, Antonio di Pietro e Ignazio La Russa, veri pezzi da 90, essendo il primo leader di un partito dell’opposizione e gli altri due ministri dell’attuale governo in carica.

Dall’Udc arriva una prima celebre esclusione: quella del principe Emanuele Filiberto, volto ormai noto della tv nostrana dopo aver trionfato nel programma del sabato sera “Ballando con le stelle”. Ebbene il principe di Casa Savoia non avrebbe ottenuto le preferenze necessarie per guadagnarsi un posto nell’assemblea d’Europa. Mentre, sempre dall’area centrista, arriva la notizia di un probabile approdo europeo per Magdi Cristiano Allam, ex vicedirettore del Corriere e intellettuale molto apprezzato. Un altro ambasciatore Udc presente in quel di Strasburgo sarà il capolista per la circoscrizione centro Carlo Casini, che porta lo stesso cognome del suo leader senza però esserci imparentato.
Dal centro e dal sud Italia arrivano poi altri importanti nomi di uomini e donne che, a Dio piacendo, calcheranno le scene europee: a partire dal giornalista del tg1 David Sassoli che ha sbancato con oltre 150mila preferenze nella circoscrizione del centro Italia, passando poi per il successo dell’ex pm De Magistris che, candidato con l’Italia dei Valori, siederà tra i banchi dell’europarlamento. Il Pdl potrà contare invece sulla presenza dell’ex ministro Clemente Mastella, candidato proprio nelle liste azzurre, e sulla giovanissima Barbara Matera, ex annunciatrice Rai, che ha ottenuto un vero e proprio successo popolare raccogliendo più di 120.00 preferenze. Altri nomi noti sono poi quello di Ciriaco De Mita, in quota Udc, e Rita Borsellino, eletta nelle liste del Partito Democratico.
Questi sono solo alcuni dei 72 nuovi europarlamentari italiani scelti dai cittadini per rappresentarli in ambito europeo. Chissà se ci saranno defezioni o altri colpi di scena: tutto è possibile però, almeno per il momento, ci “godiamo” i nomi dei fortunati rappresentati che per i prossimi 5 anni saranno i nostri inviati speciali a Strasburgo.

Marco Fattorini

E anche Matera, Comi e Ronzulli vanno in Europa

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di Attilio IEVOLELLA

Il quadro è chiaro: ventinove seggi al Popolo della Libertà, ventuno al Partito Democratico, nove alla Lega Nord, sette all’Italia dei Valori, cinque all’Unione di Centro e uno per il Südtiroler volkspartei (Svp, in sigla). Questa la rappresentanza italiana nel nuovo Parlamento europeo. Sui nomi degli eletti, però, bisognerà far di conto e guardare le classifiche delle preferenze, soprattutto considerando la presenza – eccezion fatta per il Partito Democratico – dei leader nazionali.
E allora, diamo un’occhiata alle preferenze, ovvero alle opzioni compiute dagli elettori rispetto ai singoli candidati… Molte le conferme, assieme a qualche sorpresa.

POPOLO DELLA LIBERTÀ - Il dominatore, passateci il termine, è sempre lui: Silvio Berlusconi, capolista in tutte le circoscrizioni, e capace di raccogliere da un minimo di 360mila voti a un massimo di 710mila voti. Da segnalare, poi, l’exploit di La Russa nel Nord Ovest (oltre 223mila voti), quello di Mario Mauro (sempre nel Nord Ovest, con oltre 150mila voti), quello di Elisabetta Gardini (Nord Est, quasi 80mila voti), quelli di Roberta Angelilli, Marco Scurria, Alfredo Antoniozzi e Alfredo Pallone (tutti e quattro nella circoscrizione Centro e tutti e quattro sopra 100mila voti), quelli di Barbara Matera (ex valletta ed ex annunciatrice tv, con oltre 130mila voti nel Sud), Erminia Mazzoni (fuoriuscita dall’Unione di Centro, e arrivata a quota 113mila nel Sud), Raffaelle Baldassarre (sopra quota 100mila, sempre nel Sud), Aldo Patriciello (oltre 112mila voti, nel Sud), Enzo Rivellini e Sergio Silvestris (sopra quota 100mila, ancora circoscrizione Sud), e, ovviamente, Clemente Mastella (che, con 111mila voti, ritorna nell’agone politico), e, infine, nell’ambito di Sicilia e Sardegna, Giovanni La Via (con 145mila voti), Maddalena Calia (con 115mila voti), Michele Cimino (con 124mila voti) e Nino Strano (con oltre 100mila voti).
Per quanto riguarda gli eletti, però, bisognerà tenere conto, innanzitutto, della rinuncia, scontata, da parte di Silvio Berlusconi e di Ignazio La Russa. Per il resto, i nomi indicati dalle urne sono: Mario Mauro, Gabriele Albertini, Vito Bonsignore, Lara Comi, Carlo Fidanza, Licia Ronzulli per il Nord Ovest; Sergio Antonio Berlato, Antonio Ciancian, Elisabetta Gardini, Lia Sartori per il Nord Est; Roberta Angelilli, Alfredo Antoniozzi, Alfredo Pallone, Potito Salatto, Marco Scurria per il Centro; Raffaele Baldassarre, Clemente Mastella, Barbara Matera, Erminia Mazzoni, Aldo Patriciello, Enzo Rivellini, Sergio Silvestris per il Sud; Giovanni La Via per le Isole.

PARTITO DEMOCRATICO - Tiratisi fuori i leader politico-istituzionali nazionali, gli uomini e le donne indicate dagli elettori saranno sicuramente membri del Parlamento europeo. Lo aveva assicurato Franceschini, motivando la scelta di non candidarsi. E ciò consente di individuare, in base al conteggio delle preferenze, gli eletti del Partito Democratico.
Così, nel Nord Ovest, spicca la performance di Sergio Cofferati, con oltre 200mila voti, e quella di Patrizia Toia (oltre 120mila voti): assieme a loro, sono eletti anche Antonio Panzeri, Gianluca Susta e Francesca Balzani.
Nel Nord Est, invece, balza all’occhio l’exploit di Debora Serracchiani, salita agli onori della cronaca per un duro intervento all’assemblea nazionale dei Circoli del Partito Democratico: con oltre 144mila voti conquista la leadership (e un posto nel Parlamento europeo). Assieme a lei, eletti anche Luigi Berlinguer, Salvatore Caronna e Vittorio Prodi (fratello di Romano Prodi).
Nel Centro è David Sassoli, giornalista, guidare il gruppo degli eletti, con oltre 400mila voti: a seguirlo Leonardo Domenici, Silvia Costa, Francesco De Angelis, Robverto Gualtieri e Guido Milana.
Nel Sud è Andrea Cozzolino a conquistare il primo posto, con oltre 130mila voti, seguito, da vicino, da Giovanni Pittella, Paolo De Castro e Mario Pirillo. Da segnalare, tra i non eletti, la giornalista anticamorra Rosaria Capacchione (oltre 70mila voti) e Angelo Montemarano (oltre 80mila voti).
Quadro definito e semplice anche per le Isole: eletti Rita Borsellino (con oltre 220mila voti) e Rosario Crocetta (oltre 150mila voti). Tra i non eletti, va segnalata la performance di Francesca Barracciu (oltre 116mila voti).

LEGA NORD - Anche in questo caso, come per il Popolo della Libertà, è il leader a trascinare il gruppo. Difatti, Umberto Bossi, capolista in tutte le circoscrizioni, arriva a sfiorare le 180mila preferenze nel Nord Ovest, ed è anche capace di raccogliere oltre 17mila voti nel Centro, e addirittura di raggranellare 5mila voti tra Sud e Isole.
Per quanto riguarda gli eletti, si dovrà tener conto della rinuncia, innanzitutto, di Umberto Bossi. Di conseguenza, i potenziali esponenti della Lega Nord al Parlamento europeo sono: Matteo Salvini, Mario Borghezio, Fiorello Provera e Francesco Speroni nel Nord Ovest; Lorenzo Fontana e Giancarlo Scottà nel Nord Est. A questo quadro, poi, va aggiunto anche un eletto, ovvero Bossi, per la circoscrizione Centro.

ITALIA DEI VALORI - Antonio Di Pietro capolista in tutte le circoscrizioni, eletto (ma destinato a rinunciare al seggio europeo), eppure il vero protagonista è Luigi De Magistris, che raccoglie preferenze in quattro circoscrizioni su cinque, superando anche il leader nazionale: ad esempio, nel Nord Ovest, De Magistris batte Di Pietro 86mila a 81mila, voti, s’intende. Ciò comporterà un aggiornamento nell’elenco dei rappresentanti dell’Italia dei Valori in Europa: entrerà di sicuro Sonia Alfano, capace di arrivare anche a quota 31mila voti. Da segnalare, poi, tra le migliori prestazioni elettorali, i quasi 15mila voti di Vattimo nel Nord Ovest, gli oltre 20mila voti di Pino Arlacchi nel Sud, i quasi 18mila voti di Erminia Gatti nel Sud, i quasi 15mila voti raggiunti sia da Carlo Vulpio che da Nunzio Pacifico, entrambi nel Sud, e gli oltre 53mila voti di Leoluca Orlando nelle Isole.

UNIONE DI CENTRO - Per il partito di Pierferdinando Casini, quasi ogni capolista conquista un seggio in Europa. Nello specifico, Magdi Cristiano Allam nel Nord Ovest (con oltre 36mila voti), Carlo Casini nel Centro (oltre 43mila voti), Ciriaco De Mita nel Sud (che, ad 81 anni, conquista oltre 56mila voti), Saverio Romano nelle Isole (piazzando l’exploit migliore, con oltre 110mila voti). Unica eccezione nella circoscrizione Nord Est, dove il capolista Gian Luigi Gigli conquista oltre 15mila voti, ma viene eletto Tiziano Motti, con oltre 18mila voti.
Per il resto, vanno segnalati i risultati di Emanuele Filiberto di Savoia (oltre 22mila voti nel Nord Ovest), Luciano Ciocchetti e Roberto Carlino (il primo sopra i 30mila voti, il secondo sopra i 26 mila voti, entrambi nel Centro), Gino Trematerra (che, con oltre 55mila voti, insidia il primo posto di De Mita nel Sud.

E qui si potrebbe ripartire con la definizione ‘il resto del mondo’, ovvero tutti i partiti che non hanno raggiunto la soglia del 4 per cento. Unica eccezione è quella del Südtiroler volkspartei, che nella circoscrizione Nord Est vede eletto il proprio capolista, Herbert Dorfmann, con oltre 84mila voti.

I rimpianti, però, riguardano innanzitutto la cosiddetta sinistra radicale, che si presenta divisa in due tronconi, senza raggiungere la soglia del 4 per cento, necessaria per conquistare un posto nel Parlamento europeo. Così, a urne chiuse, vanno segnalati gli oltre 21mila voti di Agnoletto (per Rifondazione, nel Nord Ovest) e gli oltre 23mila voti di Margherita Hack (per Rifondazione, nel Nord Ovest, assieme agli oltre 18mila voti nelle Isole), i voti di Oliviero Diliberto (per Rifondazione, oltre 12mila nel Nord Est, oltre 31mila nel Centro), i voti di Nichi Vendola (per Sinistra e Libertà, oltre 25mila nel Nord Ovest, oltre 17mila nel Nord Est, oltre 43mila nel Centro, oltre 117mila nel Sud, oltre 16mila nelle Isole), gli oltre 30mila voti di Giuliana Sgrena (per Sinistra e Libertà, nel Centro

Risultati poco incoraggianti per la Destra, che, assieme al Movimento per l’autonomia, alla lista dei Pensionati e ad Alleanza di Centro, sfonda quota 10mila voti solo nel Sud, con Tommaso Barbato, Mario Cito, Francesco Pionati, Vincenzo Scotti, Giuseppe Carmelo Sergi, Francesco Storace, Francesco Vito, e nelle Isole, con Franco Cuccureddu, Giovanni Di Mauro (oltre 56mila voti), Eleonora Lo Curto (oltre 41mila voti), Carmelo Lo Monte (oltre 70mila voti), Francesco Musotto (oltre 44mila voti), Nello Musumeci (quasi 60mila voti), Vittorio Sgarbi (oltre 22mila voti), e con Raffaele Lombardo, che arriva a 200mila voti.
Anche per la destra più radicale, ovvero Fiamma Tricolore e Forza Nuova, nessun risultato eclatante.

Per concludere, spazio alla Lista Bonino Pannella, che ottiene consensi importanti, soprattutto con i suoi principali esponenti, Emma Bonino e Marco Pannella. La Bonino arriva a toccare anche quota 70mila voti (nel Nord Ovest), mentre Pannella arriva a quota 22mila nel centro. Da segnalare anche la prestazione di Marco Cappato, oltre 7mila voti nel Centro.
Ma resta il dato statistico: il mancato ingresso dei radicali nel Parlamento europeo. Che rispecchia, come rappresentanza, il Parlamento italiano: dentro Pdl, Pd, Lega Nord, Idv e Udc. Fuori la sinistra, i socialisti, i radicali e liberali. E due coincidenze consecutive rischiano di divenire un segnale assai preoccupante…

Attilio Ievolella

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