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Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Nel salvadanaio: il seggio

giugno 9, 2009 di Redazione 

Nuovo pezzo di Giulia nella sua ru- brica sul nostro giornale. La giova- ne esponente Radicale affronta il tema delle spese per la campagna elettorale dei candidati alle Europee e si e ci pone un quesito interessante. Sentiamo.

Nella foto, Giulia Innocenzi con Marco Cappato (a destra). Le pagine personali all’indirizzo http://giuliainnocenzi.com

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di GIULIA INNOCENZI

Com’è possibile che candidati come Marco Scurria (Pdl) e Silvia Costa (Pd), solo per citare alcuni fra i tanti nomi sconosciuti ai più di questa tornata elettorale, abbiano potuto superare le 100mila preferenze? Hanno speso un sacco di soldi. Il candidato zompato Carlo De Romanis ha dichiarato a Tetris di aver speso 50mila euro, ovvero solo un decimo di quello che avrebbero speso i suoi colleghi.
Calcolando che in cinque anni di legislatura il profitto totale di un eurodeputato italiano potrebbe variare dai 600mila al milione e 500mila euro (proprio per quelli più bravi ad assumere mogli, mariti e figlioletti come assistenti, e quindi a spendersi anche i 15mila euro mensili addizionali ai 10mila di stipendio “base”), i candidati più dispendiosi ci hanno visto lungo.
Ma i cittadini non avrebbero diritto a sapere quanto hanno speso i singoli candidati e i partiti nel loro complesso? Ad oggi ho sentito soltanto la dichiarazione di spesa dei Radicali: 350mila euro (quindi il partito nel suo complesso avrebbe speso meno di alcuni singoli candidati). Plausibilmente i candidati più dispendiosi non avranno messo i soldi di tasca loro. Chi ha avuto interesse a finanziarli, oltre ai partiti? Chi rappresenteranno una volta seduti in Parlamento??Ho la vaga sensazione che i miei interessi di cittadina saranno gli ultimi di una lunga fila…

GIULIA INNOCENZI

Commenti

One Response to “Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Nel salvadanaio: il seggio

  1. riccardo corsetto on giugno 13th, 2009 05.21

    Riguardo Silvia Costa, non so. Ma posso assicurarti che se conoscessi la comunità politica in cui è nato Marco Scurria, e che ha accompagnato la sua candidatura non ti porresti la domanda. Soprattutto non insinueresti strani cartelli di interessi. Semplicemente Scurria, candidato dal deputato Rampelli, ha potuto contare su una rete di voti radicati sul territorio, determinati dalla rappresentanza a tutti i livelli di cui gode il gruppo rampelliano.
    Gruppo costituito da consiglieri municipali, comunali, regionali, assessori, ministri.
    La matematica non è un’opinione, e nemmeno il radicamento dell’ottimo lavoro fatto da Rampelli in questi ultimi 15/20 anni. La politica è una cosa seria. Per persone come Rampelli e Scurria una missione.

    riccardo corsetto

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