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Provinciali, vincono Pdl e Lega. Bologna e Firenze al ballottaggio. Ecco il quadro

giugno 9, 2009 di Redazione 

Il centrodestra ha dunque vinto le amministrative. Un risultato che letto a sistema con quello Europeo chiarisce meglio i rapporti di forza concreti nel Paese. Ieri, delle 59 (+3) province coinvolte, ben 50 erano in mano al centrosinistra; oggi 26 vanno al primo turno alla maggioranza, solo 14 ai Democratici e ai loro alleati. Fanno 15 ribaltoni tutti a favore di Pdl e Lega. Al ballottaggio i comuni di Bologna (dove il candidato del Pd Delbono manca per un soffio la vittoria al primo turno) e Firenze, e così le province di Milano e Torino. A Milano l’attuale situazione di vantaggio del centrodestra potrebbe rovesciarsi a favore del presidente uscente Penati. Infine, da segnalare il dominio della maggioranza - che ritrova, però, in queste zone, l’alleanza con l’Udc – in Cam- pania, dove le amministrazioni provinciali uscenti di centrosinistra vengono tutte ribaltate e già al primo turno. Il racconto, di Ginevra Baffigo.

Nella foto, Umberto Bossi e Silvio Berlusconi: l’alleanza Pdl-Lega conquista l’Italia profonda

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di Ginevra BAFFIGO

Da nord a sud l’Italia si costella di nuove giunte di centrodestra. A poco più di anno dalle elezioni politiche, che assegnarono all’attuale maggioranza il governo del Paese, si conferma il trend positivo dell’alleanza Pdl-Lega. Sebbene rispetto al maggio scorso si sia registrata la perdita di un paio di punti, il profetizzato cambiamento della “geografia politica dell’Italia” sembra ormai concretizzato dall’esito delle urne. Il Popolo della Libertà infatti sbaraglia nelle province campane, dove le giunte uscenti di centrosinistra non riescono nemmeno a strappare il ballottaggio. Si riconferma al nord est e si insinua anche nelle province emiliane e toscane, ed in tutta Italia ribalta gli equilibri di ben 15 province.
Il centrosinistra riesce a mantenere il controllo in Emilia, dove registra la sua maggior vittoria con la riconferma del Presidente uscente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti, la quale vince al primo turno con il 57.3% dei voti. A Reggio Emilia confermato (un po’ a sorpresa) al primo turno il Pd con Dalrio. Il centrosinistra non ce la fa, ancora, invece, a Ferrara, Parma e Rimini dove il verdetto verrà deciso dal secondo turno. Anche in Toscana l’attuale opposizione al governo nazionale conferma il suo radicamento con la vittoria in 5 giunte provinciali, tra cui Firenze, Pisa, Livorno, Pistoia e Siena, che restano così nel patrimonio Pd. Il Pdl però insinua un dubbio sufficiente a riportare alle urne fra due settimane aretini, grossetani e a sorpresa anche i pratesi.
Per quel che concerne invece la nomina dei primi cittadini di Firenze e Bologna verrà anch’essa procrastina al 20 e 21 di giugno.

Se 5 anni fa le amministrative avevano decretato la solida persistenza del centrosinistra sul territorio, palesata dal conferimento di ben 51 amministrazioni provinciali su 59, oggi vediamo il Pd piegare in ritirata; su 62 province in palio ne porta a casa solo 14 in questo primo turno, mentre il centrodestra ne conquista ben 26. La consolidata alleanza Pdl-Lega si conferma al Nord, e non solo riesce a “convertire” Umbria e Marche, ma si infiltra anche nella “rossa” Emilia. La più eclatante sconfitta del centrosinistra però si è registrata in Campania, dove una popolazione stremata dall’emergenza rifiuti e apparentemente abbandonata a se stessa da più di 10 anni, ha optato per il cambiamento radicale della giunta provinciale napoletana, dove il centrodestra ha vinto al primo turno con quasi il 60% di voti. Ma lo stesso si potrebbe dire per le province di Avellino e Salerno, dove i candidati del centrodestra hanno superato con il 55% dei voti i presidenti uscenti di centrosinistra. Sempre al primo turno il Pdl ottiene la vittoria nella travagliata regione abruzzese, conquistando al primo turno Pescara, Teramo e Chieti. Ma non solo: riesce a strappare una storica vittoria al centrosinistra piacentino. Si conferma inoltre in Lombardia, dove vince a Cremona (già guidata dal Pd), Lecco e Lodi. Il centrosinistra conserva qualche città come Perugia grazie al 52.9% di Wladimiro Boccali, mentre a Bari lo spoglio non ancora ultimato darebbe Michele Emiliano al 49.2% rispetto a Simeone Di Cagno Abbrescia, che vanta un 45,8.

Bologna. In bilico la scelta del successore di Cofferati, al secondo turno passano infatti Flavio Delbono con il 49.4% e il candidato del centrodestra Alfredo Cazzola con il 29.1%. Non supera il primo turno, a sorpresa di molti, l’ex sindaco Guazzaloca; l’uomo che nel ’99 aveva portato la destra a Palazzo d’Accursio. Ora i due aspiranti sindaco lotteranno per spartirsi i voti dei centristi, che potrebbero offrire il prototipo di un’alleanza fra Udc e Pd.

Firenze. A Firenze riscontriamo una situazione simile; benché in molti pensassero a Matteo Renzi come sicuro successore di Domenici, per ora l’enfant prodige del Partito Democratico ha ottenuto “solo” il 47.6%, quota insufficiente per vincere al primo turno. Dovrà perciò anche lui sottoporsi nuovamente al vaglio degli elettori fra due settimane e sfidare Giovanni Galli, travagliata scelta Pdl, che a oggi arriva a quota 32%. Valdo Spini è invece fuori gara, non essendo riuscito ad avvicinarsi neppure al 10%.

Milano e Torino. Per quanto riguarda le giunte provinciali di Milano e Torino, anche qui il verdetto è stato rimandato di due settimane. Soprattutto nel caso milanese siamo di fronte a quello che qualcuno ha chiamato il “miracolo di Sant’Ambrogio”. Malgrado i pronostici che lo davano battuto al primo turno Penati è riuscito a strappare il ballottaggio al quale affronterà Podestà, che per un soffio si è visto sfuggire la vittoria, fermandosi al 48.8 %, mentre il presidente uscente del centrosinistra si attesta a quota 38.8%. Nella città del lingotto e della Fiat il ballottaggio vedrà per il Pd Antonino Saitta, che al momento si trova in vantaggio con il 44.3%, mentre per il centro destra correrà Claudia Porchietto, ferma al 41.5%.

Ginevra Baffigo

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