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Esclusi dall’Europarlamento. Lombardo: “Astensione? Sud dimenticato da Roma”

giugno 8, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana, lo sapete, vive di una certa tensione bipolare. E tuttavia è il giornale di tutta la politica italiana. E non dimentica di raccontare le piccole forze che hanno, tuttavia, un ruolo-chiave per gli equilibri politici e sociali del Paese. E’ il caso delle (quattro principali) liste rimaste escluse dalla spartizione dei seggi di Strasburgo per non avere raggiunto il quorum: Rifondazione-Comunisti italiani, Sinistra e Libertà, Lista Bonino-Pannella e L’Autono- mia. Ci racconta la loro elezione e le reazioni dei leader il nostro Marco Fattorini.

Nella foto, il leader dell’Mpa e presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo

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di Marco FATTORINI

La lunga notte elettorale delle Europee non ha riservato sorprese eclatanti: ci si aspettava qualcosa di più dal Pdl e dalla tanto agognata soglia del 40%, si prospettava un calo del Pd, che nonostante una non indifferente perdita di punti, ha comunque tenuto botta. Lieto fine per Lega e Italia dei Valori, entrambi ambasciatori di nuove istanze e di una linea decisa, determinata, a volte aspra, ma indubbiamente apprezzata dagli elettori, a maggior ragione in un momento di astensionismo e scetticismo generale come quello di oggi. Infine l’ultimo biglietto di accesso a Strasburgo (che vale 5 seggi) è stato rilasciato ai centristi dell’Udc che possono dirsi soddisfatti di un dignitoso 6,5%, un punto in più rispetto alle ultime elezioni politiche.
Dopo di loro, nessun altro, o meglio, tute le restanti formazioni politiche presentatesi alle consultazioni di questo weekend non approderanno in Europa per non aver superato lo sbarramento del 4%, unico lasciapassare per una poltrona a Strasburgo.

A SINISTRA. Esclusi “d’eccellenza” sono, ancora una volta, i comunisti che, dopo la delusione elettroale della “Sinistra l’Arcobaleno”, si sono presentati divisi in tre differenti formazioni: Rifondazione e Comunisti italiani con Lista Comunista, Sinistra e Libertà che riuniva Verdi, socialisti e il movimento di Vendola, Partito Comunista dei Lavoratori. Una divisione che è costata molto cara ai partiti della cosiddetta sinistra radicale che, a differenza della precedente legislatura europea, non potranno contare su nessun esponente al Parlamento di Strasburgo. I dati parlano chiaro: Prc-Pdci si è fermata al 3,38%, Sinistra e Libertà ha raccolto un 3,12%, mentre il terzo partito outsider, quello di Marco Ferrando, si è attestato ad un modesto 0,54%.
“C’è stata una scissione di troppo”: questo è il commento del segretario di Rifondazione Paolo Ferrero il quale auspica però “che nel prossimo periodo maturi in Sinistra e Libertà un orientamento nella direzione di unificare le forze che fanno riferimento alla Sinistra europea”. Chiaro riferimento a Nichi Vendola e alla sua scissione da Rifondazione dopo mesi di malumori e separazioni intestine. Ennesimo bagno di umiltà, dunque, per le sinistre a sinistra del Pd che dovranno riflettere su ciò che non va, sul perché non riescano a riprendersi quella rappresentanza istituzionale nei palazzi della politica, ma anche sulle potenzialità di una formazione unica che, sommando aritmeticamente le cifre percentuali, porterebbe ad un sensibile miglioramento per la visibilità e la partecipazione di partiti ormai esclusi sia dalle assemblee legislative italiane che da quelle europee.

A DESTRA. Dall’estrema destra arrivano risultati deludenti, seppur senza sorprese: Fiamma Tricolore dell’eurodeputato uscente Luca Romagnoli raccoglie lo 0,79% dei consensi mentre Forza Nuova, anch’essa presentatasi in solitaria, si ferma allo 0,47%. Da destra arranca un’alleanza singolare, quella del partito di Storace, apparentatosi a Pensionati e al Movimento per L’Autonomia del governatore siculo Raffaele Lombardo. La lista denominata “L’Autonomia”, seppur riscuotendo il 15% dei voti in Sicilia e un boom di preferenze per Lombardo sempre nell’isola, non va oltre al 2,22%.
Soddisfatto il leader Mpa che, tra l’altro, bacchetta il Governo: “l’astensione – afferma Lombardo – è segno della scomparsa del Mezzogiorno dall’azione del governo nazionale. Chi non si astiene vota per noi. Questo ci impone di darci una caratterizzazione meridionale.” Parole di rammarico e delusione arrivano invece dall’ex colonnello di An e fondatore de “La Destra”: “Sento tutta intera la responsabilità di un risultato deludente. – afferma Francesco Storace – E poco importa se oltre al lusinghiero risultato della Sicilia, il sud, dove ho fatto praticamente tutta la campagna elettorale, è ben al di sopra della media nazionale: quel 2,22% brucia davvero”.

RADICALI E ALTRI. Tra gli esclusi dalla rigida soglia del 4% ci sono anche i Radicali Italiani, presentatisi autonomamente dal Pd e protagonisti di una focosa campagna elettorale in cui hanno rivendicato il diritto all’esistenza e alla visibilità di un partito abbandonato da media e mondo dell’informazione. La lista di Emma Bonino e Marco Pannella si arresta al 2,42%, con una punta di amarezza per sondaggi e proiezioni che prevedevano il 3% dei consensi. Non tornerà in Europa dunque Marco Cappato, eurodeputato uscente e protagonista nella serata di domenica, di un battibecco in diretta a “Porta a Porta” con Bruno Vespa riguardo gli spazi di visibilità concessi proprio alla lista radicale con annesse violazioni da parte della tv pubblica.
Fuori dall’assemblea di Strasburgo rimangono anche Svp (0,46%), Liberal-democratici Maie (0,23%), Vallèe d’Aoste (0,1%) e Autonomie Liberté Democratie (0,08%).

Marco Fattorini

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