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***DIARIO POLITICO/SPECIALE ELEZIONI*** Berlusconi: “Molto dovrà cambiare”
Il Pd: “Governo minoranza nel Paese”

giugno 8, 2009 di Redazione 

Uscita straordinaria della nota politica quotidiana de il Politico.it per raccontare le reazioni dei leader al verdetto delle urne. La firma è di Carmine Finelli. Stasera, mentre in tivù andranno in onda le grandi trasmissioni di approfondimento anche il giornale della politica italiana raddoppia il suo diario speciale con Gabriele Canarini. Ma intanto la prima parte della giornata post-voto, in attesa dell’inizio dello spoglio delle amministrative. Il presidente del Consiglio, nella notte, di fronte ai primi dati certi esprime amarezza: “Ancora una volta ho dovuto fare tutto da solo”. Franceschini: “Confermata la bontà del progetto del Partito Democratico. E la destra è stata fermata”. L’Idv: “Non più opposizione ma alternativa”. Cota: “Ha vinto la linea Maroni”. Il racconto.
“Fotografia” dei voti per circoscrizione di IEVOLELLA

 

Nella foto, Silvio Berlusconi pensieroso all’uscita dalla cabina elettorale

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di Carmine FINELLI

Il verdetto delle urne è stato dato. Lo scrutinio, lento e farraginoso, come da tradizione italiana, è termnato a nottata inoltrata alimentando false speranze per quasi tutti i partiti. Il Popolo della Libertà, convinto di arrivare alla soglia del 40%, ha subito una battuta d’arresto attestandosi al 35,30% dei voti, perdendo circa due punti percentuali rispetto alle politiche. Il Partito Democratico, invece, un anno più tardi cala del 7%, fermandosi al 26,40%. Tuttavia, nonostante il brusco ridimensionamento, il maggior partito dell’area progressista ha tenuto bene il campo ed è ora la più grande forza del centrosinistra europeo. Crescono invece Lega ed Italia dei Valori. Il Carroccio sfonda quota 10% ed in Veneto è avanti su quattro province su sette rispetto al Pdl. Il risultato regionale, però vede il partito di Silvio Berlusconi avanti di un punto percentuale: 29,33% il Pdl, 28,38% la Lega.
Per quanto riguarda il partito di Antonio Di Pietro i voti sono raddoppiati. Dal 4% delle politiche, si è passati all’8% dell’attuale consultazione. Risultato figlio essenzialmente dell’antiberlusconismo che ha eroso voti al Partito Democratico. La Lista Bonino-Pannella si ferma solo al 2,7% alimentando le polemiche sull’esposizione mediatica. Marco Cappato, eurodeputato uscente dei radicali, accusa Bruno Vespa in diretta di non aver dato spazio alla sua lista. Il conduttore di “Porta a porta” ha però ricordato che alla Lista Bonino-Pannella la Rai ha dedicato il 7,1% del tempo. Ovvero molto di più dell’Italia dei Valori e della Lega.
Un buon risultato, anche se non consente di avere rappresentanza poiché inferiore al 4%, è stato ragginto anche dal Partito della Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani che ottengono un buon 3,4%. Sinistra e Libertà invece si ferma al 2,4%.

Berlusconi e il Pdl. I risultati elettorali hanno lasciato con l’amaro in bocca il Pdl che si aspettava di arrivare vicino a quota 40%. Così non è stato, e gli esponenti di spicco del partito Berlusconiano si interrogano sulle motivazioni. “Il Pdl perde due punti rispetto alle politiche, quasi integralmente pareggiati dall’aumento della Lega. Berlusconi negli ultimi giorni ha fatto campagna per il Pdl e per la Lega, facendo anche arrabbiare i nostri in Veneto” è l’opinione del Ministro della difesa e coordinatore del Pdl Ignazio La Russa. Per Denis Verdini invece “l’astensionismo del Sud potrebbe averci punito”. E di fronte ai primi risultati certi interviene anche il leder del Pdl, Silvio Berlusconi. “Ho dovuto fare tutto da me, come al solito ho tirato la carretta da solo” afferma. “Se non fossi sceso in campo io l’affluenza sarebbe stata ancora più bassa. È anche per mio merito – aggiunge il Cavaliere – che l’Italia si conferma il primo Paese per percentuale di votanti: con il record di elettori e di consensi il mio governo si conferma il più forte d’Europa”. Ma c’è spazio anche per una amara constatazione: “Se i risultati non saranno all’altezza nel partito dovranno cambiare molte cose”. Secondo il portavoce del Presidente del Consiglio, Paolo Bonaiuti “il progetto Pdl va avanti benissimo. Il Pdl non supera i livelli indicati da quattro sondaggi soltanto perché è stato forte il livello di astensionismo e perché nella campagna elettorale sono stati presenti problemi non politici”. E continua sottolineando che “non è vero che noi volevamo andare oltre il risultato delle politiche”. “Il rapporto Pdl-Lega – prosegue Bonaiuti – invece rimane esattamente lo stesso, perché non c’è una alternativa di governo possibile – dice Bonaiuti – C’è quindi la situazione di prima, con la Lega che ha preso qualche punto, ma che per esempio non è riuscita a sorpassarci in Veneto”. Anche secondo Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà, “il calo dell’affluenza, soprattutto nelle Isole e nel Sud, ha penalizzato il Popolo della Libertà, che raccoglie un risultato inferiore alle nostre attese. Detto questo, le elezioni si sono tradotte in un robusto voto di fiducia a favore del governo Berlusconi”.

Franceschini e il Pd. Il leader del Partito Democratico, Dario Franceschini ha da poco concluso una conferenza stampa sui dati delle elezioni. Per il segretario Democratico gli obiettivi raggiunti sono due: “La conferma del progetto del partito e fermare la destra italiana”. Secondo Franceschini il voto italiano corrisponde ad una serie di tendenze a livello europeo. Prima fra tutte “l’astensionismo”, la seconda è “una preoccupante avanzata della destra, sia nella sua forma più estremista che nella sua forma conservatrice” tendenza legata “all’arretramento comune delle forze progressiste che – ha concluso Franceschini – stando in Europa sono soprattutto quelle socialiste”. Il voto può essere interpretato anche in chiave nazionale. “Il governo è ben sotto il 50%. Visto che i voti del Pdl e della Lega messi insieme raggiungono il 45,2%”. Il SegreDario ha citato poi una serie di affermazioni di Silvio Berlusconi, soprattutto le roboanti asserzioni su un Pdl oltre il 40%. “Questa avanzata straordinaria – ha proseguito – non c’è stata: siamo 10 punti sotto i sondaggi sbandierati. Oltretutto in un contesto europeo di avanzata delle destre oggi il governo è in minoranza nel Paese”. “E poi – conclude il segretario del Pd – c’era anche il referendum sulla figura del premier, anche questo negativo: dopo un anno di governo, quando chi guida il Paese è in genere all’apice della popolarità, la destra italiana è l’unica in Europa ad arretrare”. Dunque un Pd che si conferma soddisfatto del suo risultato. Conferma che arriva anche dalle dichiarazioni di Piero Fassino che individua nel Partito Democratico “la prima forza progressista europea”. Soddisfazione che si trasforma in felicità per gli alleati dei Democratici, l’Italia dei Valori.

Italia dei Valori e Lega. Il partito di Di Pietro raddoppia i suoi consensi. Dal 4% delle politiche si è passati all’8%. “È indubbio che il risultato indica che Italia dei Valori sta dalla parte dei cittadini perchè abbiamo raddoppiato i nostri risultati” dice Antonio di Pietro. “Ma io – prosegue il leader dell’Idv – mi proietto già verso il domani. Da oggi non saremo più parte dell’opposizione ma della alternativa al governo Berlusconi che per noi resta fascista, piduista e razzista”. Secondo l’ex pm “ci sono le condizioni per costruire l’alternativa: vedremo con quale partito e con quali uomini. Sentiamo – conclude Di Pietro – la responsabilità di non perdere tempo per essere i cofondatori di una nuova coalizione”.
Anche per il Carroccio l’esito elettorale è stato pienamente soddisfacente. “Sì sono soddisfatto” è il commento a caldo del Senatùr Umberto Bossi. “Un conto sono le sensazioni – spiega Bossi – un conto è il ragionamento e partivo dal presupposto che noi non siamo mai andati bene alle Europee rispetto ai risultati che invece abbiamo nelle politiche”. Infatti questo è “un risultato importante, lo avevo detto che la Lega ottiene voti anche da coloro che votavano a sinistra e che non si sentono più rappresentati e poi in quei posti sono andato io in campagna elettorale a fare i comizi”. Secondo Roberto Cota, capogruppo della Lega alla Camera, il voto “è anche un premio per l’azione di contrasto all’immigrazione clandestina e un sostegno all’operato del ministro Maroni. Anche l’Unione Europea ora – sostiene Cota – dovrà muoversi in modo deciso per fermare l’immigrazione clandestina. Uno degli atti che emergono nella avanzata della Lega è che noi avanziamo anche in Emilia, anche in Toscana, anche in Liguria leghista. Quindi la Lega – ha concluso – si sta dimostrano movimento di riferimento anche per chi in quelle regioni votava a sinistra”.

Carmine Finelli

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