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Berlusconi, battuta d’arresto. Cala il Pd. Bene Lega e Idv. La diretta

giugno 7, 2009 di Redazione 

Il centrodestra ha vinto le elezioni Europee, riconsegnando una larga maggioranza al Ppe. Crollano in tutta Europa i socialisti. Ma il dato italiano riserva qualche sorpresa: il Pdl perde più di due punti rispetto alle politiche del 2008, i Democratici ne lasciano sul campo quasi otto ma vanno meglio delle previsioni. Il presidente del Consiglio incassa il primo stop dopo la vittoria di un anno fa. Lega ad un passo dalla doppia cifra, cresce anche l’Idv. Sinistra estrema divisa e Radicali non superano la soglia di sbarramento. Affluenza definitiva al 67% (-6). Il testo della grande diretta de il Politico.it

di MATTEO PATRONE

La diretta. Con un grande sforzo per dare ai propri lettori la possibilità di seguire con il loro giornale tutta la giornata che decide chi avrà vinto le elezioni Europee, il giornale della politica italiana anticipa la propria diretta scritta che andrà avanti fino all’esito definitivo del voto, domattina.

2.47

I dati non riguardano ancora il 100% del campione, ma la situazione non cambierà. In Europa vince il centrodestra, con il Partito Popolare Europeo che conferma (e rafforza) la propria maggioranza all’Europarlamento. Crollo dei socialisti (nelle prime ore di diretta un approfondimento su questo. Lo trovate nel corpo del testo). Il Pdl perde due punti rispetto alle politiche del 2008 e il presidente del Consiglio incassa la prima battuta d’arresto dopo la vittoria di un anno fa. il Pd ne lascia sul campo otto ma non crolla, ed è la prima o la seconda forza del centrosinistra europeo. Lega e Idv sono i veri vincitori di questa tornata elettorale, benino anche l’Udc. Non ce la fanno a superare il 4% i partiti dell’estrema sinistra e i Radicali di Bonino e Pannella. Lunedì sarà il giorno delle valutazioni. il Politico.it, come sempre, ci sarà. Intanto, grazie per avere seguito questa diretta, cari lettori. Buonanotte e alla prossima.

2.02 – Sesta proiezione

Pdl 34,8; Pd 26,3, Lega 9,6; Udc 6,5; Idv 8; Rifondazione 3,4; SL 3,1; Radicali 2,7; Mpa 2,1.

1.36 – Quinta proiezione (50% del campione)

Pdl 34,5% (29 seggi; +5); Pd 26,5% (22+1; =); Lega 9,5 (8;+4); Idv 8 (7;+6); Udc 6,6 (5); Rifondazione 3,3; SL 3,2; Radicali 2,7; Mpa 2,2.

1.40 – Lombardo: “Penalizzati dallo sbarramento”

“Le prime proiezione per le Europee dimostrano che dove abbiamo avuto il tempo di radicarci abbiamo fatto bene, dove invece ci siamo dovuti organizzare negli ultimi mesi per l’iniquo sbarramento del 4% abbiamo fatto meno bene”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, mettendo in evidenza il dato “in positivo del Mpa nella nostra Isola che è compreso tra il 16 e il 18%” (c.f.).

1.23 – Verdini: “Delusione? No, il distacco tra Pdl e Pd aumenterà”

Terza proiezione da parte Rai. Il Pdl è attestato intorno al 35% circa. Il Partito Democratico al 26%. Il coordinatore del Popolo della Libertà Denis Verdini si dice convinto che “l’astensionismo del Sud potrebbe averci punito. I dati non sono negativi ma non è quello che ci aspettavamo”. Verdini interviene poi anche sulla crescita della Lega. “Questo avanzamento del Carroccio non è così eclatante. Comunque aspettiamo, i dati sono ancora parziali. Una delusione il 35%? Non parlerei di delusione, anche perché lo stacco tra governo e opposizione probabilmente crescerà”. E sul distacco dal Pd Verdini è convinto che “i dati confermano che la politica del Governo viene premiata e c’è un divario con l’opposizione. Bisogna comunque aspettare perchè le proiezioni danno dei dati differenti». Ai cronisti che gli chiedono se sia deludente non raggiungere il 40% Verdini aggiunge: «Se guardiamo i dati di adesso siamo distanti ma stiamo parlando di una proiezione del 5% non è un punto di vista attendibile. Dobbiamo aspettare ancora”.
Sulle elezioni ci sono anche i primi commenti di Maurizio Gasparri. “Aspettiamo i dati definitivi. Ma se questi fossero i dati, sarebbe una catastrofe totale del centrosinistra e qualcuno stasera dovrebbe lasciare l’incarico”. Le proiezioni sono totalmente parziali. E le dichiarazioni riflettono una certa emotività. Bisognerà aspettare ancora per capire quale margine di miglioramento o peggioramento ci sia (Carmine Finelli).

1.01 – Di Pietro: “Saremo l’alternativa a Berlusconi”

“Al di là dell’esito finale è indubbio dal risultato descritto che l’Italia dei Valori sta dalla parte dei cittadini se è vero che pressapoco abbiamo raddoppiato il risultato delle elezioni politiche di un anno fa”. E’ il primo commento di Antonio Di Pietro alle proiezioni che danno l’Idv intorno all’8%. Di Pietro poi aggiunge: “Io sono proiettato già a domani. Da domani non saremo più parte dell’opposizione ma dell’alternativa. Sentiamo il dovere di farci promotori di una alternativa al governo Berlusconi che noi riteniamo fascista, razzista e piduista. Dobbiamo vedere con quali partiti e soprattutto con quali uomini” (c.f.).

0.50 – La quarta proiezione

Pdl 35; Pd 26,8; Lega 9,5; Idv 8,0; Udc 6,1; Rif. com. 3,4; SL 2,9; Radicali 2,6; Mpa 2,2.

00.44 – Il ministro dell’Interno: “Affluenza, -6%”

Maroni: “L’affluenza è di poco superiore al 67% contro il 73 delle scorse elezioni. Le operazioni si sono svolte regolarmente e non ci sono stati grossi problemi. Le operazioni di scrutinio andranno avanti per tutta la notte, mentre per le amministrative ci saranno domani.
L’affluenza italiana è stata la più alta dell’Europa. Circa sette elettori su dieci vanno a votare. I cittadini italiani vanno a votare, partecipano e si dimostrano i più europeisti da questo punto di vista” (c.f.).

00.25 – La terza proiezione

Pdl 35; Pd 27,2; Lega 9,6; Idv 7,9; Udc 6,4; Rifondazione 3,2; SL 2,9; Radicali 2,6; Mpa 2,3.

0.19 – Commento alla seconda proiezione

Si tratta di proiezioni e non più di “sondaggi”, e quindi di dati maggiormente attendibili, sono comunque risultati “veri”. Tuttavia una prima, significativa attendibilità si potrà avere solo tra poco, quando il campione dei seggi scrutinati su cui verrà effettuata la proiezione sforerà il 30%.

Ma se ci siamo lasciati andare a qualche considerazione prima, a maggior ragione lo possiamo fare ora. E la situazione cambia abbastanza radicalmente. Il Pdl non guadagna ma perde. In questa chiave la valutazione precedente sulla tenuta di Berlusconi e del governo viene superata. C’è da dire, alla luce di questa nuova prospettiva, che un lieve calo lo registra – come abbiamo visto in serata – anche il centrodestra al governo (in grossa coalizione con i socialisti) in Germania. E, comunque, il Pdl mantiene un vantaggio di circa nove punti sul Pd, ai quali vanno aggiunti i 9 della Lega (ma, certo, il Pd non “esaurisce” lo schieramento di opposizione). Pd che tiene, sembra andare sopra la “soglia della sopravvivenza”, quel 25% che agitava i sonni dei Democratici. Da questa base è possibile una ripartenza a cominciare da un congresso sereno, ad ottobre. E il merito va sicuramente riconosciuto a quel Dario Franceschini che ha preso un partito che i sondaggi davano tra il 19 e il 21 percento, e l’ha fatto risalire. Una risalita che non impedisce all’Idv di Antonio Di Pietro di rosicchiare, presumibilmente, qualche punto al Pd. Un risultato di rilievo, quello di Di Pietro, unico partito di opposizione a guadagnare, il che conferma senz’altro che il popolo del centrosinistra si riconosce nel suo modo di fare opposizione. E, tuttavia, non si tratta di quello sfondamento che era stato previsto. Sfondamento che c’è invece per la Lega. Ma ecco la terza proiezione.

Cappato: “Con diversa esposizione mediatica risultato sarebbe stato migliore”

A “Porta a Porta” va in scena un teatrino tra l’esponente radicale Marco Cappato e Bruno Vespa. Dopo la seconda proiezione che dava la “Lista Bonino – Pannella” al 3%. Interrogato da Vespa sul dato elettorale Cappato risponde stizzito: “E’ un dato confortante. Ma se fosse stato per trasmissioni come la sua, caro Vespa, la nostra lista potrebbe essere anche sotto lo 0,0%. Noi abbiamo fatto una battaglia per la democrazia e la legalità”. Il conduttore della trasmissione di approfondimento di Rai Uno risponde piccato: “Onorevole Cappato i dati Rai dicono, cito a memoria, che la lista Bonino – Pannella ha avuto il 7,1% del tempo. Il resto sono menzogne”.
Battibecco che mette in evidenza l’insofferenza di alcuni esponenti per il dato elettorale. Il partito di Pannella insomma, tradisce un certo nervosismo (Carmine Finelli).

0.00 – La seconda proiezione

Popolo della Libertà 35%
Partito Democratico 26,8%
Lega Nord 9,6%
Italia dei Valori 8,3%
Unione di centro 6,4%
Rifondazione 3,3%
Sinistra e Libertà 3%
Radicali 3,1%
Mpa 2,1%

 

23.30 – La prima proiezione Rai

PDL al 35,4%; PD al 26,7%, Lega Nord 9,2%, IDV 8,4%, UDC 6,4%, Sinistra e Libertà il 3,3%, Rifondazione comunista 3,2% La Destra MPA 2,1%, Radicali 3,1%, altre liste 2,2%.

23.32 – Secondo rilevamento Ipr per Repubblica

Popolo della Libertà 37%/41%
Partito Democratico 26/30%
Lega Nord 7,5%/11%
Idv 6,5%/9,5%
Udc 4,8%/6,8%
Prc-Pdci 1,5%/3,5%
SL 2,5%/3,5%
.L’Autonomia 1%/3%

 

23.02 - L’Europa va a destra, disfatta dei socialisti

Ci eravamo lasciati nella prima parte della serata con questa situazione: socialisti in Europa tra il 19 e il 25% (era il dato indicato dagli exit poll “clandestini” per il Partito Democratico, che ora troviamo sopra il 27) tra Italia, Germania, Austria e Bulgaria; vincente in Grecia e a Malta. Gli ultimi exit che arrivano dall’Europa segnalano un Ps – il partito socialista francese – al 16,8 (contro il 28 dell’Ump di Sarkozy) con meno di un punto in più dei Verdi (16,2), che conseguono un risultato enorme; un Psoe spagnolo che per la prima volta da quando Zapatero è alla guida del Paese viene nuovamente superato dai Popolari; un crollo del partito socialista al governo anche in Portogallo, dove perde 18 punti (ora è al 26), superato dalla destra conservatrice al 33. In questo quadro di disfatta per i socialisti, l’attesa debacle del Partito Democratico si trasforma – se questi risultati saranno confermati – in un quasi successo che dimostra la bontà – e l’ineluttabilità – della scelta dell’unione dei riformisti e la rilancia a livello europeo.

22.59 Di Pietro: “Sfida tra Idv e Udc”

“Abbiamo ascoltato con attenzione le dichiarazioni di Casini degli ultimi giorni e abbiamo tratto la sensazione di un aut aut post al Pd: o con noi o con l’Idv. Adesso la partita è tra noi e l’Udc”, dice Antonio Di Pietro. “Siamo l’unico partito di centrosinistra ad avere guadagnato consensi. Anche se so che domani i giornali scriveranno che il Pd ha tenuto. Noi auspichiamo comunque un rafforzamento dell’alleanza con i Democratici”.

22.00 – INSTANT POLL IPR-LA7 E REPUBBLICA

Ecco le forbici dei partiti secondo la rilevazione telefonica effettuata nei due giorni del voto dall’Istituto di Antonio Noto per il Tg La7. I dati si basano sull’80% del campione rilevato e potrebbero subire dei cambiamenti.

Rifondazione-Comunisti italiani 2%/4%
Sinistra e Libertà 1%/3%
Partito Democratico 27%/31%
Italia dei Valori 5%/8%
Unione di centro 3,7%/5.7%
Popolo della Libertà 39%/43%
Lega 6,5%/10.5%
L’Autonomia 1%/3%
Lista Bonino-Pannella 1%/3%

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L’ULTIMO EXIT POLL “CLANDESTINO”

Popolo della Libertà 40/44
Partito Democratico 25/28
Lega Nord 6/9
Unione di centro 5/6
Rifondazione-Comunisti italiani 2/4
Sinistra e Libertà 2/4
L’Autonomia 2/4

 

21.36 – Trenta minuti alla chiusura delle urne. E poi si fa sul serio

Care lettrici, cari lettori, manca ormai meno di mezzora alla fine delle operazioni di voto. Alle 22.00 chiudono i seggi e un minuto più tardi arriveranno i primi instant poll “ufficiali” che vedremo se collimeranno o se smentiranno con gli exit che vi abbiamo proposto finora. In ogni caso non sarà finita lì: si tratterà sempre, comunque di dati provvisori i cui precedenti, negli ultimi anni, sono quasi sempre stati clamorosamente smentiti dalle urne. Si tratterà quindi di aspettare ancora un po’, per le prime proiezioni. E in quel momento comincerà la lunga notte elettorale, che il giornale della politica italiana vi racconterà fino a quando l’esito non sarà chiaro.

20.40 – ***NUOVI EXIT POLL***

Varenne: 40/44
Fan Idole: 25/28
Groom de Bootz: 6/9
Ispon de Mormal: 5/6
General du Pommeau: 2/4
Gebrazac: 2/4
Hirosaka: 2/4

20.30 – L’affluenza alle 19: 52,9%

L’affluenza alle elezioni europee alle 19 è del 52,86% (nel 2004 era del 58,55%).

20.17 – Un giro per l’Europa (con un occhio all’Italia)

Quando mancano poco più di 90 minuti alla chiusura delle urne e all’inizio dello spoglio di queste elezioni Europee (e amministrative), la situazione che gli exit poll, ufficiali, clandestini – per l’Italia è il giornale della politica italiana che ve li sta fornendo in anteprima - disegnano nel Vecchio Continente è sostanzialmente la seguente: il centrodestra tiene (Germania) o cresce (appunto da noi; in Austria, con un balzo in avanti della destra estrema; Bulgaria, dove al governo c’è il centrosinistra) e comunque vince. Il centrosinistra socialista – socialista in tutta Europa, tranne in Italia dove c’è la situazione politica e partitica, che però costituisce uno stadio più avanzato, che conosciamo – perde (appunto Italia, Germania, Austria, Bulgaria) accreditandosi tra il 19 e il 25 per cento: in media meno di un quarto dell’elettorato (raggiunto in Italia dove c’è un partito Democratico). Vittorie del centrosinistra solo nell’Europa meridionale e Mediterranea: in Grecia (dove il Pasok avrebbe tra il 37 e il 39%, contro il 30-33 del partito conservatore della Nuova Democrazia) e a Malta (addirittura al 57 per cento il partito laburista, che è all’opposizione, contro il 40% del partito nazionalista al governo).

(Possibili) risultati (ricordiamo che si tratta ancora solo di exit poll) che inducono a trarre alcune considerazioni (ci penseranno i politologi, ovviamente, a fare le analisi approfondite del caso a tempo debito):

1) – In Europa spira un vento di destra che i socialisti da soli, in ogni caso, fanno molta fatica a contrastare. L’esperienza del Partito Democratico italiano è l’unica che, nonostante tutto, tiene abbastanza e, comunque, sfiora o supera la soglia del 25 per cento. In Italia poi la situazione è particolare: oltre ad essere all’opposizione (in Germania è al governo con la grossa coalizione), il centrosinistra viene da una sorta di redde rationem storico con il proprio passato per cominciare un nuovo futuro – la fondazione del Partito Democratico, la sostanziale cancellazione parlamentare, italiana ed europea, della sinistra estrema – ed è nell’ordine delle cose che possa pagare qualcosa. Inoltre viene dalla delusione recente delle elezioni politiche e deve confrontarsi con un avversario che, comunque lo si giudichi, è un must della politica mondiale. Per tutto questo, è probabile che anche queste elezioni così difficili, probabilmente, per lo stesso Partito Democratico, confermino la bontà della scelta compiuta dai suoi dirigenti, che dovrebbe essere seguita a livello europeo;

 2) – L’auspicata (dal centrosinistra) onda lunga dell’avvento di Obama alla Casa Bianca stenta ad arrivare: lasciamo ai politologi di spiegare perchè;

3) – Il centrodestra europeo, nei due Paesi maggiori coinvolti nelle anticipazioni dell’esito degli exit poll – Italia e Germania – è al Governo e regge o cresce decisamente. E lo fa nel momento acuto della crisi economica. Un esito imprevedibile, anche alla luce della considerazione fatta da molti analisti secondo la quale la presunta fine del mercato globale così come l’abbiamo conosciuto avrebbe dovuto favorire il centrosinistra, maggiormente adatto a dare risposte. Un esito che dovrà fare riflettere i partiti all’opposizione.

20.08 – Ecco gli exit poll

Rilanciamo nella parte alta della diretta gli exit che vi abbiamo fornito all’inizio di questo nostro racconto in tempo reale. Più in basso, trovate la copia “originale” e il commento.

Varenne: 41,8
Fan Idole: 25,6
Groom de Bootz: 10,6
Galopin du Ravary: 7,3
Ispon de Mormal: 4,6
General du Pommeau: 2,9
Gebrazac: 2,2
Hirosaka: 2,0
Grace Idole: 1,9

Arcore: 37.5 / 38.9
Ferrara: 23.1 / 24.4
Gemonio: 12.5 / 13.8
Montenero: 7.8 / 8.7
Bologna Caltagirone: 4.4 / 5.1
Cuba: 2.8 / 3.2
Puglia Arcobaleno: 2.4 / 2.8
Lombardia sicula: 2.3 / 2.8

19.48 – Un giro per l’Europa: Germania

Il Paese più importante tra quelli nei quali sono già stati diffusi i primi exit poll ufficiali è la Germania, non foss’altro (ma non solo) perchè è il Paese che “darà” più parlamentari all’Europarlamento. Ebbene, in Germania la Cdu, il partito al governo di Angela Merkel è dato al 38%, 6 punti in meno rispetto alle Europee del 2004. E, tuttavia, si tratta di una tenuta nella quale viene confermata l’ampia maggioranza politica sui socialisti della Spd, che rimangono al 21 per cento di cinque anni fa (come i Verdi al 12). Cresce di un punto la sinistra “radicale”della Linke di Oscar Lafontaine (7), mentre raccolgono 4 punti e mezzo più della scorsa tornata i Liberali, che salgono in doppia cifra. Alla luce di questi dati, se verranno confermati, due notizie per il nostro Paese (e per il nostro contingente europeo): riguardano i due nostri partiti maggiori e sono notizie di segno opposto all’andamento preventivato delle elezioni per Pdl e Pd. Perchè il 38 per cento della Cdu assegna ai popolari tedeschi 43 seggi all’Europarlamento, rendendola il gruppo più numeroso. Secondo questi dati viene negata, dunque, a Berlusconi quella possibilità alla quale aveva aspirato e che aveva annunciato negli ultimi giorni della campagna elettorale – in cui il premier ha battuto molto sulle opportunità per l’Italia attraverso l’Europa in caso di forte affermazione del suo partito – e cioè, appunto, la possibilità di accreditarsi come il primo sotto-gruppo nazionale nel gruppo del Partito Popolare Europeo. Al contrario, nonostante il pessimo risultato che gli accreditano gli exit poll che abbiamo visto (e che trovate sotto), il Partito Democratico, a meno di un grande risultato dei socialisti francesi, potrebbe a sua volta diventare il primo gruppo nazionale nel nuovo gruppo dell’Alleanza dei Socialisti e dei Democratici che Franceschini ha annunciato di avere chiuso l’accordo per fondaree al quale dovrebbero partecipare (anche se non tutti, Rutelli, Letta, i liberali, sono d’accordo, tra i Democratici italiani). Una condizione che il Pd potrebbe sfruttare per favorire un’accelerazione del processo di trasformazione del Pse in un grande partito Progressista, che sia alleato – come già lo è, ma avvicinandoli anche nel nome – dei progressisti del resto del mondo, i Democratici americani, il Partito del Congresso in India. Ma tutto dipenderà, ovviamente, anche dall’esito delle elezioni in Italia e da come il Pd reagirà all’eventuale arretramento che gli exit prefigurano.

18.42 – Exit poll (i dati sotto): Pdl può sforare il 40, Pd in difficoltà

E’ la tendenza che emerge da queste prime rilevazioni. Secondo il primo istituto, il Pdl è sotto la soglia della “vittoria”, ovvero quel 40% che ne sancirebbe una crescita considerevole rispetto alle politiche dello scorso anno e rappresenterebbe la soglia psicologica di una vittoria non solo nei confronti del Pd – che non è in discussione – ma diremmo nel suo sforzo per “impattare” su una fetta di elettorato che vada oltre i confini tradizionali non solo dei partiti che gli hanno dato vita, ma della stessa “metà” (che non è tale) del Paese che guarda con interesse a Berlusconi (e la Lega, ora lo vedremo, va fortissimo). Lo dà sotto ma di poco. E l’ultimissimo rilevamento lo segnala invece addirittura quasi al 42. Dunque possibilità per il Pdl, secondo questi dati, di stravincere queste elezioni e di andare – magari, aspettiamo gli esiti degli altri Paesi – a comporre il primo sottogruppo nel gruppo del Ppe a Strasburgo, come il presidente del Consiglio aveva annunciato di puntare a fare e che gli darebbe una grande capacità di incisione sull’Europarlamento (il Ppe, lo ricordiamo, è il partito di maggioranza relativa uscito dalle urne del 2004), oltre ad assicurare la presidenza dello stesso Parlamento europeo ad un proprio rappresentante, un italiano, che sarà Mario Mauro, ascoltato più volte dal nostro giornale.

Ma i dati più significativi sono quelli che riguardano il Partito Democratico: il Pd sarebbe intorno al 25 per cento, e secondo il primo rilevamento non riuscirebbe a superare la soglia, il quarto dell’elettorato. Alla luce non solo del 33 per cento delle ultime politiche, ma anche dei risultati di Ds e Margherita e delle liste dell’Ulivo che si sono succedute negli anni precedenti la fondazione del nuovo partito, si tratterebbe di un arretramento diremmo storico che non potrebbe non avere conseguenze in seno ai Democratici. Impossibile ovviamente prevedere cosa accadrà, nel caso, ma certo un partito già in difficoltà e ricompattato solo nelle ultime settimane intorno alla leadership efficace di Dario Franceschini, ma ancora senza un collante forte alla base, rischia molto. Ne parleremo.

Boom della Lega, che va in doppia cifra per entrambi gli istituti, crescita sotto le previsioni per l’Idv (a conferma di una sconfitta ampia di tutta l’opposizione, con anche l’Udc che tiene ma non sfonda, neppure, evidentemente, nell’elettorato centrista deluso dal Partito Democratico), sotto il 4 per cento Radicali, Comunisti e Sinistra e Libertà. Ad ogni modo, vedremo. Come detto si tratta di dati da prendere assolutamente con le molle.

18.32 – ***I PRIMI EXIT POLL***

Ci sono già gli exit poll pubblici di alcuni degli altri Paesi europei coinvolti, e tra breve ve li daremo. Ma, come già in questi giorni con i sondaggi, ecco, in anteprima, i primissimi exit poll dall’Italia. Sono dati, come sempre, da prendere con le molle: per lo strumento in sè dell’exit poll che si è rivelato fallace, nelle ultime tornate elettorali, ma anche per le fonti da verificare di questi specifici dati. Bando alla ciance, dunque: ecco cosa avrebbero detto di aver votato i nostri concittadini all’uscita dai seggi. Poi li commentiamo.

Varenne: 41,8
Fan Idole: 25,6
Groom de Bootz: 10,6
Galopin du Ravary: 7,3
Ispon de Mormal: 4,6
General du Pommeau: 2,9
Gebrazac: 2,2
Hirosaka: 2,0
Grace Idole: 1,9

Arcore: 37.5 / 38.9
Ferrara: 23.1 / 24.4
Gemonio: 12.5 / 13.8
Montenero: 7.8 / 8.7
Bologna Caltagirone: 4.4 / 5.1
Cuba: 2.8 / 3.2
Puglia Arcobaleno: 2.4 / 2.8
Lombardia sicula: 2.3 / 2.8

18.25 – Comincia la diretta de il Politico.it

Benvenuti, care lettrici, cari lettori, alla diretta scritta de il Politico.it. Oggi si decide chi governerà l’Europa per i prossimi cinque anni. Racconto, dati, commenti. Un modo esclusivo di seguire la politica italiana, come sempre, con noi. Buona lettura.

Commenti

One Response to “Berlusconi, battuta d’arresto. Cala il Pd. Bene Lega e Idv. La diretta”

  1. Attilio on giugno 8th, 2009 01.14

    …la sinistra ‘radicale’, se accorpata invece che frammentata, tocca il 6 per cento… Di questo dato, innanzitutto, dovrà tener conto il Partito Democratico.

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