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Elezioni, è il giorno della verità. Affluenza al 30,7%. Bossi: “Ma non cambierà nulla”

giugno 7, 2009 di Redazione 

Ci siamo. Stasera, alle 22, chiusi i seggi comincia lo spoglio che ci dirà chi avrà vinto le Europee 2009, oltre a importanti amministrazioni come la provincia di Milano, i comuni di Bologna e Firenze. Il giornale della politica italiana vi accompagnerà lungo tutta la nottata elettorale, a partire dalle 21 di stasera, fino all’esito definitivo, con una lunga diretta scritta. Intanto facciamo il punto sul voto fino a questo momento. Alle 12, la percentuale di votanti era in calo di 4 punti rispetto al 2004. Un po’ meglio le amministrative. Il servizio è di Carmine Finelli.

Nella foto, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano cala la scheda nell’urna al seggio di via Panisperna a Roma, quartiere Monti, quello nel quale risiedeva già prima e nel quale si trova oggi dal Quirinale

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di Carmine FINELLI

La seconda giornata della consultazione elettorale, nella quale i seggi saranno aperti dalle ore 7:00 alle 22:00, ha visto il sorgere di piccoli problemi anche se le operazioni, in linea generale, sembrano procedere per il meglio. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso questa mattina il suo voto per le Europee. Il premier, Silvio Berlusconi, ha dichiarato che lo farà nel pomeriggio.
I dati sull’affluenza, ancora parziali, fanno segnare un calo abbastanza omogeneo in tutta la penisola. La percentuale di votanti, rilevata alle 13.40, è pari al 30,68% contro il 34,08 del 2004. Dati che fino a questo momento confermano le indiscrezioni sul possibile astensionismo paventato alla vigilia della consultazione.
A livello regionale le percentuali non variano di molto rispetto a quella nazionale. Il massimo di affluenza si è avuta in Emilia-Romagna dove ha votato circa il 40% degli aventi diritto. Fanalino di coda è invece la Sardegna dove l’affluenza alle urne ha di poco superato quota 17%. Le proiezioni statistiche sui dati finali vedono una affluenza che varia dal 64% al 68%. Una forchetta molto bassa che lascia presagire una forte percentuale di astensionismo rispetto alla scorsa consultazione europea e rispetto alle politiche di un anno fa quando a votare furono circa l’80% degli aventi diritto. Il calo dell’affluenza non riguarda tuttavia solo le europee. Anche le amministrative fanno segnare un aumento dell’astensione. La percentuale delle provinciali si attesta al 33,5%, circa due punti in meno rispetto alla precedente votazione, mentre per le comunali si supera il 38%. Rispetto a ieri le cose non sembrano andare molto meglio. Alle 22:00 di sabato 6 Giugno 2009 aveva votato solo il 17,9% degli aventi diritto. All’incirca la stessa percentuale che si è ripetuta oggi, se si prendono in considerazione solo i dati riguardanti la seconda giornata di voto.

Problemi. La tornata elettorale non è stata priva di problemi e di imprevisti. Soprattutto a Milano dove la sentenza del consiglio di stato, arrivata venerdì, che impediva alla Dc di Giuseppe Pizza di presentare il simbolo con lo scudo crociato attribuito solo all’Udc di Pierferdinando Casini, ha costretto alla ristampa delle schede per le provinciali. Ristampa che avvenuta durante la notte. L’ultimo carico di schede, infatti, è stato consegnato solo sabato mattina alle ore 11. A causa di questo piccolo disguido, alcuni segi hanno aperto in ritardo con evidente disagio per gli elettori. Come se non bastasse, sempre a Milano, ci sono state uns erie di defezioni importanti. Circa 80 presidenti di seggio hanno rifiutato accompagnati da 2400 scrutatori. Alcuni rifiuti sono giunti soltanto nella giornata di venerdì, costringendo il comune del capoluogo Lombardo a procedere a nomine in extremis.
Numerosi sono stati i problemi per quanto riguarda l’espressione del voto da parte degli italiani all’estero. In Francia ed in Olanda alcuni cittadini italiani residente all’estero sono stati inseriti nella lista dei cosiddetti “optanti” ovvero coloro che pur avendo cittadinanza italiana, quindi il diritto di votare candidati italiani, hanno scelto di votare per i candidati del paese di residenza. Piccolo particolare: molti di questi cittadini non hanno espresso alcuna volontà di votare per i candidati del paese di residenza. Per il console italiano in Francia, Francesco Morbelli, nella sola circoscrizione di Parigi sarebbero stati un centinaio gli elettori impossibilitati ad esercitare il diritto di voto. Tuttavia, secondo il console “La lista serve per evitare il doppio voto ed è stata inviata dal Ministero degli interni francesi a quello italiano, include in teoria tutti i cittadini italiani che si sono iscritti per la prima volta alle liste elettorali francesi in vista delle Europee entro il 31 dicembre 2008. In realtà, molti connazionali che non hanno fatto tale richiesta sono diventati automaticamente optanti perché magari avevano votato alle amministrative in Francia l’anno scorso”. Per le autorità francesi è “difficile stabilire chi abbia commesso l’errore”. Dal canto suo il ministero degli Esteri francese assicura l’assoluta regolarità delle procedure. Il ministero francese ha compilato ed inviato al ministero degli Interni italiano la lista degli optanti entro il 2 giugno. Lista che è stata poi ufficializzata il 4 giugno. Problema analogo si è avuto anche in Finlandia.

Curiosità. Nonostante i numerosi problemi non mancano però le note di colore. Anche episodi molto curiosi nella seconda giornata elettorale. A Napoli ad esempio seicento autisti dell’azienda di trasporto hanno comunicato di doversi assentare per svolgere la funzione di rappresentante di lista. Molte linee di autobus urbani sono state soppresse. Sempre a Napoli un pregiudicato di 23 anni è stato sorpreso a fotografare al scheda elettorale e denunciato. Intanto il Partito Democratico sospetta i rappresentanti di lista del centrodestra di esercitare il doppio voto: nel seggio di appartenenza ein quello dove sono rappresentanti di lista.
L’episodio più strano però si è avuto a Maglie, in provincia di Lecce. Un giovane presidente di seggio ha impedito a quanti non avessero compiuto il ventunesimo anno di età di esprimere il loro voto. Come è noto, non esiste alcun limite di età per il voto alle amministrative ed alle europee, ma solo per l’elezione dei senatori. L’elettore per eleggere un senatore deve aver compiuto il venticinquesimo anno di età. Accortosi dell’errore il giovane presidente di Maglie, seggio nel quale vota anche il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto, ha chiesto aiuto al comune per ricontattare quanti non hanno potuto votare.

Carmine Finelli

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