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Berlusconi, battuta d’arresto. Cala il Pd. Bene Lega e Idv. La diretta

giugno 7, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il centrodestra ha vinto le elezioni Europee, riconsegnando una larga maggioranza al Ppe. Crollano in tutta Europa i socialisti. Ma il dato italiano riserva qualche sorpresa: il Pdl perde più di due punti rispetto alle politiche del 2008, i Democratici ne lasciano sul campo quasi otto ma vanno meglio delle previsioni. Il presidente del Consiglio incassa il primo stop dopo la vittoria di un anno fa. Lega ad un passo dalla doppia cifra, cresce anche l’Idv. Sinistra estrema divisa e Radicali non superano la soglia di sbarramento. Affluenza definitiva al 67% (-6). Il testo della grande diretta de il Politico.it

di MATTEO PATRONE Read more

Europee, l’analisi del voto (e dei voti) circoscrizione per circoscrizione

giugno 7, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

di Attilio IEVOLELLA

La lunga notte – fatta prima di exit poll, poi di proiezioni, infine di dati sostanzialmente definitivi – si è conclusa. Almeno per quanto riguarda le Europee. Ora l’attenzione si sposta sulle Amministrative che toccano da vicino realtà importanti, Province e Comuni di peso, dell’Italia, importanti, è giusto sottolinearlo, da un punto di vista politico, innanzitutto.

Anche questa sarà una lunga attesa, prima di poter avere dati definitivi. Resta, però, la fotografia scattata dal voto europeo sulla situazione politica italiana, una immagine che ha acquistato contorni definiti: il Popolo della Libertà non ha sfondato, anzi…; il Partito Democratico ha retto; la Lega e l’Italia dei Valori sono cresciute in maniera forte; l’Unione di Centro si conferma stabile, senza picchi né arretramenti; la sinistra – ancora una volta frastagliata – e il movimento radicale non riescono a ottenere il fatidico 4 per cento che avrebbe consentito loro l’ingresso nel Parlamento europeo. E allora analizziamola, questa fotografia, anche nei dettagli – utilizzando le cifre ufficiali del Ministero dell’Interno -, scomponendola, laddove possibile….

ITALIA NORD OCCIDENTALE - In questo contesto, con tutte le sezioni scrutinate, il dato principale è costituito dall’exploit della Lega Nord, che sfiora il 20 per cento. Per la precisione, il partito di Bossi si ferma al 19,39, con oltre un milione e seicentomila voti. Per avere una migliore comprensione di questo dato, basti pensare che il Partito Democratico, secondo dietro il Popolo della Libertà, ha ottenuto il 23,09 per cento, ovvero neanche il 4 per cento (e circa trecentomila voti) in più rispetto alla Lega Nord.
La prima piazza, come detto, spetta al Popolo della Libertà, che, però, si ferma soltanto al 33,39 per cento, con due milioni e novecentomila voti: le previsioni della vigilia erano assai diverse…
Spicca, allo stesso tempo, il risultato dell’Italia dei Valori: 7,31 per cento e oltre seicentotrentamila voti. Più staccata l’Unione di Centro, con il 5,29 per cento (e quattrocentosessantamila voti).
Poi, sotto la soglia del 4 per cento, Rifondazione Comunista, Lista Pannella Bonino, Sinistra e Libertà, e sotto la quota dell’1 per cento La Destra, Fiamma Tricolore, Forza Nuova, Liberaldemocratici e Partito Comunista dei Lavoratori.

ITALIA NORD ORIENTALE - A sorpresa, nel contesto del Nord Est, Popolo della Libertà e Partito Democratico conquistano praticamente lo stesso consenso: 28,10 per cento per Berlusconi e 28,04 per cento per Franceschini, con oltre un milione e settecentomila voti per entrambi i partiti. Ma, così come nel Nord Ovest, è la Lega Nord a stupire, registrando il 19,01 per cento di consensi e oltre un milione e duecentomila voti.
In netta crescita anche l’Italia dei Valori: il partito di Di Pietro conquista il 7,20 per cento, ovvero oltre quattrocentocinquantamila voti. E positivo è anche il riscontro per l’Unione di Centro: 5,58 per cento e oltre trecentocinquantamila voti.
Per gli altri partiti, invece, il Nord Est pare dimostrare pochissimo interesse: nessuno riesce a superare addirittura la soglia del 3 per cento, e il risultato migliore è quello della Lista Pannella Bonino, con il 2,58 per cento.

ITALIA CENTRALE - Da questo contesto (e poi nell’Italia meridionale e in quella insulare) si registra la crescita netta del Popolo della Libertà. Nella circoscrizione dell’Italia centrale, difatti, il partito di Berlusconi raggiunge il 37,35 per cento – sempre sotto, comunque, la soglia del 40 per cento, fissata come obiettivo alla vigilia – e conquista oltre due milioni e trecentomila voti. E avanza anche il Partito Democratico, arrivando al 32,34 per cento, con oltre due milioni di voti.
Scomparsa la Lega Nord – che qui conquista comunque il 2,97 per cento -, si mantiene stabile, rispetto al consenso ottenuto nel Italia settentrionale, l’Italia dei Valori, che si attesta sul 7,70 per cento, con oltre quattrocentottantamila voti. E discorso simile vale per l’Unione di Centro: 5,44 per cento e oltre trecentoquarantamila voti.
Dalle retrovie spiccano, in questo caso, Rifondazione Comunista, che conquista il 4,46 per cento (e duecentottantamila voti), e Sinistra e Libertà, che si spinge fino al 3,60 per cento (con oltre duecentoventimila voti). Sotto il 3 per cento, invece, tutti gli altri partiti.

ITALIA MERIDIONALE - Il Mezzogiorno premia il Popolo della Libertà, consentendogli di arrivare a superare l’asticella del 40 per cento. Il partito di Berlusconi, difatti, si erge fino al 41,89 per cento, con oltre due milioni e ottocentomila voti. Staccatissimo il Partito Democratico, che arriva solo al 23,01 per cento, con un milione e cinquecentomila voti.
Sale in maniera prepotente l’Italia dei Valori, che addirittura arriva al 10,03 per cento, con oltre seicentottantamila voti. Cresce nettamente l’Unione di Centro, che conquista l’8,51 per cento (con oltre cinquecentottantamila voti). E, a sinistra, Sinistra e Libertà (5,19 per cento) e Rifondazione Comunista (4,05 per cento) superano la soglia del 4 per cento.
Significativo anche il dato de La Destra, che conquista il 3,23 per cento. Mentre tutti gli altri partiti si fermano sotto il 2 per cento.

ITALIA INSULARE - I voti di Sicilia e Sardegna riportano il Popolo della Libertà abbondantemente sotto il 40 per cento, e modificano le proporzioni e i rapporti di forza. Certo, il partito di Berlusconi resta al primo posto come consenso, con il 36,51 per cento (e oltre novecentomila voti) e il Partito Democratico si piazza al secondo posto, con il 24,95 per cento (e oltre seicentomila voti), mentre l’Italia dei Valori conferma ancora una volta la sua forza, con il 7,55 per cento (e oltre centottantamila voti)… ma a stupire sono gli exploit de La Destra e dell’Unione di Centro. In particolare, La Destra ottiene il 12,35 per cento (e oltre trecentomila voti) mentre l’Unione di Centro si attesta sul 10,39 per cento (con oltre duecentocinquantamila voti).
Per gli altri partiti neanche il raggiungimento del 3 per cento: ci si avvicinano solo Rifondazione Comunista (2,83 per cento) e Sinistra e Libertà (2,34 per cento).

Il QUADRO COMPLESSIVO - Prima ancora di prendere in considerazione i risultati dei singoli partiti, va sottolineato un dato: su oltre cinquanta milioni di elettori, i voti complessivi sono stati poco più di trenta milioni. Anche l’astensionismo, mai come in questo caso, rappresenta un partito all’interno del Paese…
Ritornando ai numeri, il conto totale fotografa una situazione chiara e leggibile: il Popolo della Libertà non ha sfondato, non solo rispetto alla soglia del 40 per cento, attestandosi al 35,26 per cento, ma anche rispetto al proprio alleato, la Lega Nord, che è salita molto nei consensi della popolazione – soprattutto settentrionale – arrivando al 10,20 per cento.
Dall’altro lato, quello dell’opposizione, il Partito Democratico ha retto: il 26,13 per cento ottenuto è un risultato dignitoso, dal quale ripartire – se davvero se ne ha la forza – per costruire una realtà più forte. E in questo discorso, volenti o nolenti, rientrerà anche il confronto con l’alleato Di Pietro: l’Italia dei Valori – che, non a caso, non avrà più il nome del proprio leader nel simbolo – ha raggiunto l’8 per cento, raddoppiando i propri consensi, e proponendosi come seconda gamba per un’alleanza che miri a governare il Paese.
Incertezza è, invece, la parola più utile per definire la posizione dell’Unione di Centro, che conquista un ottimo 6,51 per cento, senza però far registrare una crescita netta. Quella percentuale di consensi servirà per governare, ma resta da capire in quale direzione essa sia orientata…
Tutto il resto è… rimpianto. Soprattutto ragionando sulla cosiddetta sinistra radicale: Rifondazione Comunista arriva al 3,38 per cento, Sinistra e Libertà al 3,12 per cento. Forse la compattezza avrebbe premiato…
Da segnalare, infine, il risultato della Lista Pannella Bonino, che si erge fino al 2,42 per cento e quello de La Destra, che conquista il 2,22 per cento. Anche questi voti potranno influire, in prospettiva, su alleanze e progetti per il Paese…

Attilio Ievolella

Elezioni, è il giorno della verità. Affluenza al 30,7%. Bossi: “Ma non cambierà nulla”

giugno 7, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ci siamo. Stasera, alle 22, chiusi i seggi comincia lo spoglio che ci dirà chi avrà vinto le Europee 2009, oltre a importanti amministrazioni come la provincia di Milano, i comuni di Bologna e Firenze. Il giornale della politica italiana vi accompagnerà lungo tutta la nottata elettorale, a partire dalle 21 di stasera, fino all’esito definitivo, con una lunga diretta scritta. Intanto facciamo il punto sul voto fino a questo momento. Alle 12, la percentuale di votanti era in calo di 4 punti rispetto al 2004. Un po’ meglio le amministrative. Il servizio è di Carmine Finelli. Read more

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