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Intervento. La barbarie elettorale Così la Politica in Italia F. Laratta

giugno 6, 2009 di Redazione 

A urne chiuse e in attesa di cono- scere l’esito del voto, il deputato del Partito Democratico propone a il Politico.it, al “suo” giornale, questa riflessione sui modi delle campagne elettorali nel nostro Paese. Sentiamo.

Nel disegno, l’onorevole Franco Laratta

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di FRANCO LARATTA

Non riesco ad abituarmi all’idea che la campagna elettorale si trasformi sempre più in una vera e propria guerra. Un campo di battaglia in cui qualsiasi tipo di arma viene usata. Uno scontro senza esclusioni di colpi, che coinvolge sempre più spesso persone di basso profilo e uomini spregiudicati. Uno scontro che mette in campo il peggio che ci sia. Si sentono e si fanno cose sempre più spericolate, ai confini della legge e anche ben oltre. Le menzogne, le accuse, le promesse, le falsità diventano la regola dello scontro. Per un voto si fa di tutto. Macchine elettorali potenti e spregiudicate utilizzano mezzi e strumenti pubblici e privati, ingenti quantità di denaro, tecniche che studiano l’inganno del cittadino e il modo per conquistare il suo consenso. Per un pacchetto di voti si utilizzano metodi immorali, si sfrutta il bisogno della gente e l’ ingenuinità delle persone. Non riesco ad abituarmi all’idea che il confronto politico sia ormai stato sostituito dallo scontro. Che le idee tramontino, i progetti diventino come libri dei sogni, i programmi pure finzioni che finiscono presto nel cestino della spazzatura. Imperano volgarità e arroganza. Ed un fiume di denaro scorre copioso, e regola ormai la sorte delle campagne elettorali e destini di centinaia di candidati. Senza soldi non si fanno nulla. Anche per farsi eleggere in un piccolo consiglio comunale si spendono centinaia di euro. Decine di migliaia per le altre competizioni. E li spendono anche coloro che non hanno alcuna possibilità di essere eletti. Molto spesso c’è chi si candida al solo scopo di vedere la propria faccia stampata sui manifesti giganti e su migliaia di ‘santini’. Anche chi non ha mai visto una sede di partito e non si è mai interessato di politica, lo si scopre candidato per questa o quella lista. Non importa se di destra o di sinistra, ‘tanto ormai si guarda alla persone’! E le ‘vele’ impazzano sempre più numerose per le strade di città e piccoli comuni.

Ma cosa sta diventando la Politica? E veramente possibile che chiunque possa avere accesso ad un partito o ad una lista elettorale? La Politica è diventata una macchina terribile : morti gli ideali, trionfa il nulla, il qualunquismo. E se Paolo VI la definì ‘La più alta forma di carità’, oggi qualcuno potrebbe definirla ‘ìI modo migliore per accedere al potere e per mantenerlo’. A qualsiasi costo. Con l’avvento della Destra in Italia, la Politica è divenuta populismo, controllo mediatico delle coscienze. Per cui, chiunque vi entra è ben accetto, basta che garantisca un pacchetto di voti e la disponibilità allo scontro. Nessuno si chiederà mai chi sia, cosa faccia, cosa proponga. Per queste ragioni, un sindaco o una velina, un imprenditore o un tronista pari sono.

Se tutto continua così, se ad ogni tornata elettorale i toni scendono sempre più in basso e gli strumenti si fanno sempre più spietati, della Politica non rimarrà più nulla. Le regole e le norme saranno sempre di più calpestate (cosa che sta già accadendo oggi), le idee spariranno del tutto, i programmi saranno un inutile accessorio.

C’è un limite a tutto questo? Non lo so. Forse dovremo toccare il fondo del fondo prima che la Politica torni ad essere una cosa seria. Quando torneranno i partiti e il personale politico sarà scelto nel meglio della società, forse torneranno anche le idee e gli ideali. E le campagne elettorali si faranno in un modo civile e nel rispetto dell’avversario.

Ma a tutt’oggi di tutto questo non si vede praticamente nulla. Con la piena e consapevole complicità dei cittadini-elettori che partecipano soddisfatti alla disfatta della Politica.

Signori coraggio, fra meno di un anno un’altra tornata elettorale ci aspetta. Prepariamoci al peggio!

FRANCO LARATTA

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