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Guida al voto. I programmi nelle nostre interviste

giugno 5, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana vi ha accompagnato fino al voto attraverso una lunga serie di interviste con i candidati. A urne aperte, ecco un riepilogo utile per chiarire ulteriormente le idee sulle proposte.

di Marco FATTORINI

Le elezioni europee sono arrivate e i punti interrogativi si accendono per i cittadini che, estranei alle litigate in tv e ai giochi di palazzo, si trovano a dover eleggere i propri rappresentati al Parlamento di Strasburgo dopo una convulsa quanto confusa campagna elettorale.
Sin dalle settimane precedenti alla pubblicazione delle liste dei candidati, già infuriavano le polemiche su presunte veline e candidature bizzarre di uomini dello spettacolo o non propriamente politici. Così la diatriba mediatica è proseguita fino a questi ultimi giorni di propaganda sulla scia degli scandali e degli scoops legati alle vicende del premier Silvio Berlusconi, che sia il caso Mills o la diciottenne di Portici. All’atto pratico giornali, tv, analisti hanno ricostruito con dovizia di particolari molteplici aspetti di vicende che politiche non potevano esser definite a scapito delle elezioni Europee e del loro valore. Visto che troppo spesso non si è dato spazio ai contenuti e alle proposte concrete di chi si accinge a varcare le soglie del palazzo di Strasburgo, è il caso di ricercare o perlomeno scovare barlumi di concretezza e progetti in vista del quantomai complesso futuro europeo.

POPOLO DELLA LIBERTA’. Il Pdl non ha, per la verità, condotto una campagna elettorale di grande clamore e immediatezza mediatica, al contrario delle propagande precedenti contrassegnate dalla straordinaria quanto discussa tecnica comunicativa del leader Berlusconi.
Complici vari fattori, la campagna si è incentrata su individualità e programmi dei candidati, visto anche il ritorno delle preferenze sulle schede elettorali che i cittadini compileranno il 6 e il 7 giugno.
Il nostro giornale ha sentito forse il maggior esponente del Pdl in ambito europeo: il vicepresidente uscente del Parlamento Europeo Mario Mauro, pluralmente riconosciuto come politico serio e sempre presente ai lavori dell’assemblea continentale.
“I cittadini devono innanzitutto capire che la posta in gioco per questa tornata elettorale è altissima: l’Europa ha acquisito negli ultimi anni sempre più poteri nei confronti degli stati, e il processo non si arresterà affatto, ma al contrario ci sono tematiche chiave per le quali è urgente un intervento politico a livello comunitario. Il rilancio passerà innanzitutto attraverso politiche che permettano alle persone di tornare a mettere su casa e a mettere al mondo dei figli. La crescita enorme degli stati a est dell’Europa (India, Cina) è dovuta a questo, al fatto che i giovani sono la maggioranza della popolazione.” Ha detto Mario Mauro a Il Politico.it.
Proprio lui è stato designato come il candidato italiano alla presidenza del Parlamento Europeo nella prossima legislatura e sempre lui ha sottolineato al nostro giornale l’importanza, mai retorica, del nostro continente: “Di una cosa sono certo: l’Europa conta. Questo non è solo il giudizio di chi lavora all’interno delle istituzioni europee da oltre dieci anni, ma soprattutto di chi, guardando anche alle statistiche, si è reso conto di quanto ciò che l’Ue decide abbia un’incidenza molto forte all’interno dei Paesi comunitari. Forse non tutti sanno che oltre il 70% delle leggi che vengono recepite in Italia sono la ratifica di direttive che provengono da Bruxelles. Un dato che lascia sgomenti, soprattutto alla luce del fatto che soltanto il 2% dell’informazione politica parla di Europa.”
Anche Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano e ora eurodeputato e ricandidato, ha spiegato al giornale della politica italiana la straordinaria centralità dell’Europa: “nella prospettiva della costituzione di uno stato federale europeo – afferma Albertini – il Parlamento, che è l’unico organismo eletto dai cittadini, ha un ruolo fondamentale e la sua utilità per tutti è quella di essere una realtà sopra le altre. Tuttavia un elemento ancor più pregnante è l’Euro, basterebbe pensare all’odierna crisi finanziaria senza la moneta unica, sarebbe stata nefasta per l’Italia. Inoltre, tra i motivi di fondamentale importanza dell’Europa, spiccano la necessità di convergere con una politica per l’energia, la sicurezza ed una politica estera europea che rafforzino la difesa e lo sviluppo degli stati membri.”
Tra i candidati Pdl, molti sono europarlamentari uscenti che, attraverso l’esperienza politica consolidata, vogliono proseguire attività e lavori già iniziati durante la partecipazione alle sedute dell’assemblea e delle varie commissioni.
C’è Cristiana Muscardini, eurodeputata del Nord-ovest, che, rispondendo alle domande del nostro giornale, si è incentrata sui “temi legati alla difesa della nostra produzione, dei diritti dei consumatori, ai diritti civili ma anche ai doveri che le Istituzioni hanno verso i cittadini, la lotta alla grande criminalità ed alla immigrazione clandestina, devono vedere tutta l’Europa impegnata insieme. Per questo credo che l’approvazione di un nuovo trattato e di un Presidente dell’Unione in carica per due anni e mezzo dia più forza all’Europa e alla sua politica sia sui mercati internazionali sia sulle grandi scelte politiche.” Ma la crisi economica dilagante non può che tenere banco soprattutto nel dibattito politico, dove si cerca di dare risposte e soluzioni ad un problema ormai dolorosamente reale. Sempre l’on. Moscardini a questo proposito ci ha detto che “la ripresa economica potrà avvenire solo se riusciremo finalmente a conciliare etica ed economia, se l’Unione avrà una politica economica e non soltanto una struttura monetaria che peraltro vede uniti nell’Euro soltanto alcuni paesi dell’Unione. Occorre ridare priorità alla politica economica e non alla finanza virtuale che ha predominato in questi anni con un’evidente responsabilità da parte degli Stati Uniti ma anche di certi pseudo-analisti europei”. Della crisi in chiave europea abbiamo parlato anche col deputato ed ex presidente della Compagnia delle Opere Raffaello Vignali. La crisi – sostiene il parlamentare azzurro – ha fatto maturare all’Europa la consapevolezza dell’importanza dell’economia reale e delle piccole imprese, che costituiscono oltre il 50% del suo Pil e della sua occupazione; su questo fronte, l’Europa, a partire dallo “Small Business Act” può dare una mano importante alle riforme da fare in Italia a favore delle micro, delle piccole e delle medie imprese. L’Europa è importante, è decisiva, come è decisivo che in Europa vadano persone che abbiano a cuore sussidiarietà e bene comune, perché l’Europa non prenda una strada sbagliata.”
Crisi economica e occupazione, rilancio delle imprese e valorizzazione delle realtà locali, questi alcuni dei temi cardine del Popolo della Libertà, ma si parla, e anche molto, di immigrazione e respingimenti, sull’onda dell’attualità e dei recenti drammatici eventi. E sono in tanti tra i candidati del Pdl ma non solo, ad auspicare un’azione coesa ed efficace dell’Europa per risolvere questo problema e per non lasciare soli i paesi esposti a queste situazioni come l’Italia, per l’appunto.

PARTITO DEMOCRATICO. “Chiedo agli italiani di darci una mano. Non è il momento dell’astensione”: con queste parole il segretario Dario Franceschini si è rivolto agli elettori durante una trasmissione tv di pochi giorni fa. “E’ il momento di pensarci bene e di dare forza al Pd, per quello che Berlusconi vuole fare dopo le elezioni. Sto facendo – prosegue Franceschini – una battaglia difficile: vorrei che tutti accettassero di dare una mano, mettessero da parte la delusione e sostenessero la battaglia che stiamo facendo”. Una battaglia che in questa campagna elettorale, dai toni molto forti, lo ha visto viaggiare in treno per il centrosud. Una battaglia costituita da tanti candidati per il Parlamento Europeo, alcuni provenienti dal mondo del giornalismo, altri dalle realtà locali, altri ancora dall’esperienza maturata proprio nell’assemblea di Strasburgo.
Tra questi c’è Vittorio Prodi, professore universitario e fratello del più noto Romano, che ha sottolineato l’importanza dell’istituzione di Strasburgo rispondendo alle domande de Il Politico.it. “Il Parlamento europeo – afferma l’ex presidente della provincia di Bologna – è uno strumento irrinunciabile di reale democrazia. E costituisce l’unico esempio al mondo di una Istituzione democratica così ampia e complessa. Una istituzione che proprio per la sua complessità e per gli obiettivi che si prefigge non può ottenere risultati immediati ma intermedi. Ma il vero spartiacque politico nel Parlamento europeo è sul concetto di sovranità. Per i conservatori, lo Stato nazionale rimane detentore di una sovranità assoluta. Per i progressisti ciò non è più dato: nella globalizzazione i singoli Stati hanno già perso pezzi di sovranità e l’unico modo di riacquisirli sta nello gestire consensualmente alcune politiche attraverso l’Unione Europea”.
La campagna del Partito Democratico, visivamente d’impatto attraverso manifesti e slogan a favore di occupazione, lavoro e lotta alla povertà, si è dipanata sui temi della crisi economica. Su questo Debora Serracchiani, avvocato del lavoro e candidata nella circoscrizione nord-est, ha le idee chiare. “Nel mio programma – ha detto al nostro giornale – il lavoro e la lotta al precariato sono temi portanti, che conosco bene, essendo un avvocato del lavoro. Un altro punto centrale è lo sviluppo delle infrastrutture e dei collegamenti con l’Europa, che però deve essere compatibile con la tutela dell’ambiente. Migliorare le comunicazioni significa incentivare l’economia e rafforzare le relazioni culturali, aprendo sempre più il Nord Est ad altri mercati e altre idee, salvaguardando le identità territoriali”.
Di realtà locali è ambasciatore Palmiro Ucchielli, presidente della Provincia di Pesaro-Urbino e candidato nella circoscrizione centro. “Il mio obiettivo è portare in Europa l’esperienza di governo dei territori, i sistemi produttivi locali, il rapporto diretto con i cittadini. Un’esperienza ventennale che rappresenta un prezioso bagaglio da mettere a frutto per fare in modo che il parlamento di Strasburgo sia una presenza quotidiana nelle nostre terre, come occasione di lavoro, benessere e sviluppo”, queste le parole dell’esponente Pd al nostro giornale. Ma Ucchielli ci ha detto anche che “Il lavoro, l’occupazione giovanile in particolare, e le strategie per affrontare la crisi economica internazionale sono i punti chiave del programma. Naturalmente il mio impegno sarà rivolto a portare più risorse dell’Unione europea nei territori per sostenere lo sviluppo dell’impresa, la sicurezza e la coesione dei Paesi e delle nazioni, la tutela dei cittadini nei luoghi di vita e di lavoro.”
Una campagna elettorale che ha dunque portato all’attenzione pubblica i problemi dell’attualità economica che non riescono a tranquillizzare nessuno. A tale proposito, Dario Franceschini qualche settimana fa, parlando del programma del Pd per l’Europa ha ribadito: “La crisi economica che ha investito l’Europa pone un obiettivo di archiviare al più presto l’ideologia che l’ha sorretta, ovvero quella di mercati in grado di autoregolarsi e di una globalizzazione all’insegna delle disuguaglianze e dell’assenza di regole. La crisi ha dimostrato l’importanza, di fronte ad un mondo sempre più complesso, incerto ed imprevedibile, di avere una ‘casa europea’. Senza una forte integrazione ed una moneta unica l’impatto della crisi sulle nostre società ed economie sarebbe stato ben più drammatico. Se si fosse dato ascolto alla destra ostile all’euro e che contrastava l’integrazione, l’Italia si sarebbe trovata in balia della crisi senza interlocutori né mezzi per trovare una risposta coerente”.

GLI ALTRI PARTITI. Dalla sponda dell’Italia dei Valori, Antonio di Pietro ha detto che ” in Italia devono valere le leggi dell’Europa. Oggi non è così perché decisioni ed operato del governo ci spingono sempre più lontano dagli altri paesi membri, emarginandoci di fatto dallo sviluppo europeo. L’obiettivo è tornare in Europa. Oggi siamo i primi per frodi nella gestione dei finanziamenti, gli unici ad inviare indagati e condannati in Parlamento europeo, deficitari nell’adesione ai basilari diritti sulla libertà dell’individuo, dal testamento biologico, al riconoscimento delle coppie di fatto, all’accesso alla Rete.”
Dagli ambienti della Lega Nord sono giunte le parole dell’eurodeputato uscente Speroni che, a conversazione con il nostro giornale, ha dichiarato: “L’Europa ha indubbiamente grandi potenzialità perché è una delle aree più sviluppate del mondo. Bisogna però evitare le criticità, la prevalenza della burocrazia sulla politica, degli interessi economici sulle tradizioni e le identità dei popoli appartenenti all’Unione Europea: evitare dunque di cacciarci in un circolo che ci privi della nostra sovranità. Non dobbiamo infatti delegare la nostra sovranità ad altri, anche secondo il principio di sussidiarietà. Vogliamo rimanere sempre padroni a casa nostra: non vogliamo avere né un padrone romano né uno di Bruxelles”.
La campagna elettorale dell’Udc è invece incentrata sui valori della persona, della famiglia e delle radici cristiane alla base del vecchio continente. Carlo Casini, capolista Udc nella circoscrizione centro, ha detto al nostro giornale: “credo che sia urgente restaurare la prima pietra di un edificio, quello europeo appunto, che è stato progettato da coscienze cristiane. Questa prima pietra si chiama dignità umana e quindi diritto alla vita fin dal concepimento e valore della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna. La sfida consiste anche nel dimostrare che in Europa, in Italia e, in particolare, nel mio collegio elettorale, un “popolo della vita” c’è e vuol farsi sentire attraverso la mia voce”. Ma c’è spazio anche per le tematiche di immigrazione: “è evidente – dichiara Casini a Il Politico.it – che si tratta di un grande problema europeo. I confini di un continente in cui si può circolare liberamente non sono quelli di un singolo Stato, ma sono quelli di tutta la comunità. Perciò le regole di una accoglienza, che deve essere generosa, ma anche capace di impedire rischi per la pubblica sicurezza, devono essere europee. È questa la problematica nella quale intendo particolarmente impegnarmi nell’immediato futuro.” Un argomento, quello di immigrazione e annesso dramma umano, che è molto caro anche a Magdi Cristiano Allam, candidato indipendente nella lista Udc del nord ovest. L’ex vicedirettore del Corriere, rispondendo ai quesiti del nostro giornale, pone alcune questioni cruciali: “mi domando, con grande perplessità e sconcerto: perché le Nazioni Unite o talvolta l’Unione Europea si preoccupano di questi disperati solo quando sono in alto mare, su queste carrette e rischiano la loro vita? Se hanno veramente a cuore la vita di questa gente, mi domando, perché non se ne occupano quando sono ancora sulla terraferma a casa loro?” La risposta alla tragedia dell’immigrazione sta, secondo Allam, nell’istituzione di “centri di accoglienza delle Nazioni Unite o della Ue o anche dei singoli stati europei nei paesi d’origine di questi immigrati, per vagliare lì la loro condizione, accoglierli amorevolmente lì e, al tempo stesso, impegnarsi molto più seriamente di quanto non si stia facendo per far sì che la miseria, la disperazione, le condizioni che portano all’esplosione dei conflitti possano essere debellati”.
Di immigrazione e respingimenti parla al nostro giornale anche la leader dei Radicali Emma Bonino, intervistata da Ginevra Baffigo: “non possiamo accogliere tutti, è vero, ma neppure possiamo respingere tutti. E non solo perché abbiamo sottoscritto convenzioni internazionali che ci obbligano a rispettare il “principio di non respingimento” e a garantire forme di protezione a chi viene riconosciuto il diritto d’asilo, ma anche perché ne abbiamo bisogno per sorreggere la nostra economia. Come ne abbiamo bisogno noi ne ha bisogno l’Europa: si tratta quindi di creare un contesto adeguato, ispirato al riconoscimento dei diritti e dei doveri di ciascuno. Ma c’è da parte europea, con punte particolarmente critiche in alcuni Stati membri, un atteggiamento di chiusura che trova la sua ragione d’essere nel timore, a mio avviso infondato e fuorviante, di una sorta di contaminazione di quella che alcuni considerano essere l’identità del Vecchio Continente, basata su presunte radici giudaico-cristiane.” La Bonino traccia anche il sentiero per il futuro percorso dell’Europa: “Per avanzare oggi c’é verosimilmente bisogno di un motore politico: ovvero di un nucleo duro di paesi, fortemente motivati sul cammino di una maggiore integrazione, che faccia da apripista a nuovi e più ambiziosi percorsi di integrazione.”
Alla sinistra del Pd ci sono poi i due blocchi rappresentati rispettivamente da “Sinistra e Libertà” del governatore pugliese Nichi Vendola e dall’alleanza “Rifondazione-Comunisti Italiani”, il cui esponente e candidato Oliviero Diliberto ha esternato tutta la propria amarezza al termine del periodo di propaganda : “Trovo questa campagna elettorale vomitevole. Fatta solo di pettegolezzi e sguardi dal buco della serratura. Io al gossip non partecipo. A me delle foto di Noemi o di quelle di Villa Certosa non me ne frega niente. A me interessano i morti sul lavoro di cui la televisione non si occupa.”

Ora è il turno degli elettori che di confusione, presumibilmente, ne avranno molta e non per loro disinteresse ma per una campagna elettorale che effettivamente è stata difficile da seguire, soprattutto nella sua dimensione di contenuti e proposte concrete. Il pane quotidiano di cui dovrebbe nutrirsi una sana politica.

Marco Fattorini

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