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Europee, la parola alle urne Ieri gli ultimi botti di Pdl e Pd

giugno 5, 2009 di Redazione 

E’ il giorno delle elezioni. Oggi e domani (dalle 15 alle 22, e dalle 7 alle 22) si vota per eleggere i 72 rappresentanti italiani al Parlamento europeo. Grande dossier-Diario politico/Speciale Europee de il Politico.it. Il giornale della politica italiana vi racconta le ultime ore di campagna elettorale dei due partiti maggiori (e delle altre liste). Gli affondi finali. Il premier: “Con noi leader in Europa”. I Democratici: ‘Non consegniamogli l’Italia’. Racconto.

Nella foto, Silvio Berlusconi e Dario Franceschini rispettivamente al Tg5 e a “Matrix” nelle ultime due giornate di campagna elettorale

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di Carmine FINELLI

Venerdì. Ultimo giorno di campagna elettorale. Alle ore 15.00 di sabato si comincia. Aprono le urne e gli elettori sono chiamati ad esprimere la loro preferenza rispetto ai partiti che hanno presentato le loro liste per le Europee.

Il premier. A meno di ventiquattro ore dall’appuntamento elettorale non si placano le polemiche sulla vita privata di Berlusconi. Da più di un mese oramai, stampa italiana ed estera si arrovellano per cercare di comprendere i rapporti più o meno segreti tra il Cavaliere e Noemi Letizia, la ragazza di Casoria che chiama il premier “papi”. E se per Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione Normativa, “al nord ce ne sono di più belle”, non sembrano esserci dubbi sull’avvenenza delle ragazze presenti a Villa Certosa immortalate in più di settecento foto scattate da Antonello Zappadu, reporter sardo. Alcune di queste sono state pubblicate dal quotidiano spagnolo El Paìs. In un editoriale di corredo i giornalisti spagnoli hanno duramente attaccato il primo ministro italiano. “Le immagini – spiega l’editoriale – non svelano la privacy del primo ministro ma la sua deriva autoritaria”. “Se fino ad ora le sue uscite erano state prese come uno scherzo, oggi esistono nuovi e gravi motivi per avvertire che ciò che il premier sta mettendo a rischio è il futuro dell’Italia come Stato di diritto”. E l’inchiostro al vetriolo de El Paìs evidenzia come “un’Italia che scivoli lungo la china verso la quale la sta trascinando Berlusconi non è un motivo di preoccupazione solo per gli italiani, ma per tutti gli europei”. Infine un attacco sulla questione dei voli di Stato, salita alla ribalta grazie a queste foto. “Nell’agosto 2008 – scrive El Pais – il premier italiano ha cambiato la legge per consentire ai suoi invitati privati di utilizzare i voli di Stato. Le fotografie dimostrano che quattro mesi prima di questa modifica normativa, Berlusconi aveva già viaggiato con il suo amico Mario Apicella e una ballerina di flamenco”.
Intanto Berlusconi pensa alla sua difesa: “Non ho nessuna paura, si tratta di foto innocenti, non c’è nessuno scandalo ma questa è una violazione del privato ed un’aggressione scandalosa”, dice il premier. Niccolò Ghedini, avvocato di Silvio Berlusconi, annuncia che si sta “già provvedendo a depositare in Spagna una denuncia nei confronti de El Pais. Sono fotografie – spiega il legale – che provengono da reato, visto che sono state sequestrate qui in Italia proprio perché si ritiene che siano frutto di un comportamento anti-giuridico e quindi di un illecito penale; perciò è evidente che non possono essere acquistate da nessuna parte del mondo”. In più Ghedini annuncia anche “un’azione in sede civile per chiunque ri-pubblichi in Italia le fotografie acquistate apparse su El Pais”. Il presidente del Consiglio torna anche sulla questione dei voli di Stato. Questa vicenda “dimostra la piccineria, la meschinità e l’invidia personale della sinistra. Di voli di Stato ne abbiamo fatti più del governo precedente perché ci siamo trovati in mezzo ad una crisi e siamo dovuti andare in giro per il mondo”.

Popolo della Libertà. Chiusura di campagna elettorale per Silvio Berlusconi ed il Pdl attraverso una serie di interviste. Alle ore 20.00 Berlusconi è apparso al Tg5. In un breve intervento ha cercato di toccare tutti i temi caldi che hanno caratterizzato questa campagna elettorale. Il premier ci tiene subito a chiarire: “La correggo subito – dice rivolgendosi alla giornalista che gli ha posto una domanda sulla brutta campagna elettorale – è la sinistra che ha voluto una campagna elettorale denigratoria e priva di argomenti europei. Il presidente del Consiglio è da tre giorni che fa campagna elettorale”. Silvio Berlusconi si concentra sui temi europei. “In queste elezioni – afferma – c’è in gioco la possibilità di creare il gruppo più numeroso all’interno del Partito Popolare Europeo”. Ciò vorrrebbe dire “eleggere un italiano alla presidenza del Parlamento Europeo. Saremmo i decisori, tutte le decisioni del Ppe più importanti saranno prese soprattutto grazie all’Italia ed agli europarlamentari del Pdl, e questo si tradurrebbe in una influenza diretta sulle votazioni del Parlamento”. Secondo Berlusconi queste elezioni sono “un’occasione per essere forti in Europa”. E per quanto riguarda l’operato del governo, il primo ministro ricorda come “i conti dello stato sono stati messi al sicuro con la finanziaria; abbiamo garantito la pace sociale con circa 30 mld di ammortizzatori sociali; abbiamo risolta l’emergenza rifiuti in Campania e abbiamo mantenuto in mani italiane la compagnia aerea di bandiera”. E poi aggiunge: “Adesso dobbiamo dotare l’Italia di quelle infrastrutture di cui la sinistra ha impedito la realizzazione”. L’intervista si conclude con un appello. “Siamo gli italiani di buona volontà, che amano la libertà che non si lasciano abbagliare dall’odio e dall’invidia personale” per questo bisogna votare per il Popolo della libertà.
Questa sera il premier è atteso a Matrix. Durante la registrazione della puntata Silvio Berlusconi è tornato su uno dei suoi cavalli di battaglia: l’abolizione della par condicio”. La par condicio è una legge da abrogare presto” dice. E quando il conduttore, Alessio Vinci invita il pubblico ad applaudire Berlusconi risponde: “Nessuna norma vieta di applaudire e poi se questo, come dice lei – afferma il Cavaliere rivolgendosi a Vinci – è un pubblico neutro, allora a maggior ragione”. Sul caso Noemi Berlusconi prende spunto dal “Sexygate” che coinvolse il presidente statunitense Bill Clinton: il caso è diverso. Contro di me c’è stata solo calunnia – ribadisce il Cavaliere – Clinton aveva mentito mentre io non ho mai mentito”. E ancora: “‘La sinistra e la stampa di sinistra – continua il Cavaliere – hanno fatto un grave danno all’Italia attaccandomi. Molto colpevolmente hanno danneggiato il Paese”.
La campagna elettorale però prosegue. Ed il partito democratico va all’attacco del Popolo della Libertà e del suo leader.

Partito Democratico. Finale di partita anche per Dario Franceschini e i progressisti italiani. “C’è troppo in ballo, queste elezioni troppo importanti per il futuro, in particolare per la qualità della democrazia” è l’appello di Dario Franceschini agli indecisi. In diretta da Trieste il segretario democratico interviene alla trasmissione “Mattino Cinque” sostenendo che “nessun elettore, anche uno di destra, conservatore, può desiderare che il paese si svegli, dopo le elezioni, sotto un padrone assoluto. Bisogna convincere gli indecisi, che sono tanti, troppi, anche nel nostro campo. Ogni persona che si astiene rafforza la destra. E’ vero, anche da noi ci sono stati troppi litigi, ma adesso – conclude – lavoriamo come una squadra e continueremo a farlo”. Il principale partito d’opposizione, per bocca del suo segretario traccia anche un bilancio del primo anno di governo che a suo giudizio è “assolutamente negativo”. “Non si è ridotta la pressione fiscale – continua Franceschini – si è fatta la campagna elettorale su alcuni simboli come Malpensa e oggi Malpensa è un aeroporto fantasma, ogni cosa è stata finanziata togliendo risorse al Sud, dal terremoto all’Ici fino alle quote latte. L’ultimo giorno di campagna elettorale, Berlusconi aveva detto che avrebbe eliminato il bollo auto. E invece ancora lo paghiamo”. Insufficienti anche gli interventi di contrasto alla crisi economica per il segretario del Pd: “Il governo ha destinato solo lo 0,2% del Pil per fronteggiare la crisi. Berlusconi dice che bisogna essere ottimisti e che la crisi è solo una questione psicologica. Lo vada a dire alle migliaia di persone che in questi mesi hanno perso il posto di lavoro e sono senza ammortizzatori sociali. In questi mesi il governo ha solo bocciato le nostre proposte. Abbiamo presentato in Parlamento progetti a favore delle piccole e medie imprese, dei lavoratori in cassa integrazione e dei disoccupati. Hanno sempre risposto di no perché erano proposte nostre”.
A parere del leader del Partito Democratico i problemi del paese vanno risolti con azioni incisive, non gridando al complotto. “E’ ridicolo e anche patetico. Lui parla sempre di complotti. Noi invece, anche rispetto alla vicenda di Benevento, diciamo che il lavoro dei magistrati va rispettato. Come va rispettato il lavoro della stampa libera. Non ci sono complotti e la gente capirà”. Infine, Franceschini lancia un monito agli elettori: diffidare dalla candidatura europea di Berlusconi. “La candidatura di Berlusconi è un imbroglio, perché sa benissimo che il giorno dopo si deve dimettere dal Parlamento europeo. Noi invece – afferma – abbiamo presentato candidati eleggibili, che andranno al Parlamento europeo a fare il loro dovere. Non ho alcun interesse a sfidare Berlusconi sull’imbroglio, lo sfido sulla serietà della nostra proposta politica e sull’autorevolezza delle nostre candidature”.
Nel pomeriggio Franceschini torna a parlare e lo fa ribadendo tutti i temi affrontati. Sulla sua campagna elettorale esprime un giudizio amaro. “Noi avremmo voluto un confronto sulle idee diverse sull’Europa, invece si sono spostati i riflettori da tutta un’altra parte” dice. Rispetto la questione delle foto di Villa Certosa pubblicate da El Paìs, il leader dei Democratici non commenta: “Io ho fatto tutta la campagna elettorale senza dire una parola sulle questioni private del premier e non comincerò a farlo l’ultimo giorno della campagna elettorale”. Poi l’affondo: “Berlusconi è sempre più nervoso, è sempre più inaffidabile, dargli maggiore potere non conviene a nessun italiano. Cambia idea continuamente e si smentisce da solo ad un ritmo frenetico. In Veneto – ricorda Franceschini – candida Galan dopo aver promesso alla Lega la presidenza della Regione. Attacca il governatore della Banca d’Italia, dopo aver definito il suo discorso ‘berlusconiano’, contestando i dati oggettivi che ha fornito sulla crisi. Nega di aver messo Mastella in lista alle europee come ricompensa del voto con cui ha fatto cadere il governo Prodi, quando tutti sanno che sta pagando una cambiale andata in scadenza. Applaude entusiasta al discorso di Obama sull’islam dopo che per anni – conclude – si è autodefinito il miglior amico di Bush e averlo sostenuto nella guerra in Iraq”.
Logica conclusione di una campagna elettorale per il Parlamento Europeo è senz’altro affrontare il tema del ruolo dell’Italia nell’Unione. Secondo Franceschini “dobbiamo tornare ad essere tra i Paesi trainanti. L’Europa – dice – deve essere la prospettiva del nostro futuro, anche perché l’unica dimensione per essere competitivi è quella europea. Bisogna superare i limiti che ci sono indicando quella prospettiva. Si deve mantenere alta la bandiera dell’europeismo anche se per adesso l’Europa è ancora quella dei singoli Stati nazionali e anche se c’è bisogno di una politica estera comune, una voce europea unica per contare di più nello scenario globale”.
Dunque una conclusione tutta votata all’attacco, che, si sa, è la miglior difesa. Anche dalla sponda opposta, quella del Popolo della libertà, l’attacco all’avversario sembra essere il leit-motiv degli interventi conclusivi una lunga campagna elettorale.

Gli altri. Ed anche gli partiti che partecipano alla competizione affilano le armi. La Lista Bonino-Pannella che ha occupato gli uffici della Rai rivendicato maggiore pluralismo nell’informazione, si lancia in un ultimo accorato appello. La responsabilità di convincere gli elettori è affidata ad Emma Bonino. “Invito gli elettori a sentirsi militanti della lista Bonino-Pannella affinché l’affetto e la stima che ci dimostrate si tramutino in forza politica”. E mentre i Radicali sono impegnati sul fronte dell’informazione, Pierferdinando Casini impegna il suo partito ad una “lunga traversata” che non si concluderà con il voto di domani e dopodomani. “Gli italiani dovranno decidere se il percorso che abbiamo imboccato è quello giusto oppure quello sbagliato. Non possiamo che rimetterci al loro giudizio”. Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà si dice convinto che la sinistra potrà “rischiarare il buio in cui siamo piombati. E che questa luce sia anche una luce di speranza per il futuro”. Mentre il segretario del Partito della Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, alleato con i Comunisti Italiani, si dice convinto che il voto al “Partito Comunista” potrà “creare le basi per un futuro decente per i giovani e non precario”. Per Massimo Donadi dell’Italia dei Valori “votare Idv vuol dire votare una Italia più pulita”, mentre Francesco Storace, leader de La Destra afferma di che il progetto de suo partito tende a “portare la ricchezza al sud”.

Carmine Finelli

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