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Guida al voto. Preferenze, ecco i profili di alcuni candidati

giugno 5, 2009 di Redazione 

Scelte dal nostro vicedirettore, alcune delle candidature nei confronti delle quali poter esprimere una preferenza. Una guida al voto e un possibile ventaglio di scelte. Sentiamo.

di Luca LENA

Nonostante una campagna elettorale mai entrata nel vivo, spesso tratteggiata da vicende di costume piuttosto che programmi politici, nella lista dei candidati al parlamento europeo emergono alcuni nominativi degni di un approfondimento aggiuntivo.

Nel Partito Democratico spicca il nome di Luigi Berlinguer. Docente di storia del diritto italiano, è stato Rettore all´Università di Siena fino al 1994. Nel corso della vita politica ha aderito sia al PCI che ai DS, occupando la carica di Ministro della pubblica istruzione durante i governi Prodi e D´Alema. Oltre ad aver fatto parte del Csm è stato insignito di varie lauree honoris causa da alcune delle più prestigiose università straniere tra cui quella di Toronto e la Sorbona di Parigi.
Il suo nome è legato indissolubilmente al cugino Enrico Berlinguer con il quale condivide una formazione politica fortemente antifascista. Luigi Berlinguer inizia a farsi conoscere nella sua Sardegna, dove nei primi anni ´50 diventa membro della Federazione giovanile comunista sarda, fino a diventare deputato per il PCI nel 1963. Oltre alla passione politica, Berlinguer coniuga quella per lo studio e l´insegnamento, occupando alternativamente le cattedre dell´Università di Siena e di Sassari. Infine, ha messo a disposizione di Prodi tutte
le sue conoscenze in campo giuridico e istituzionale, offrendo un sostanziale contributo nella delicata entrata in Europa del nostro paese.

Un ulteriore candidato nel PD è Paolo De Castro. Anch´egli professore universitario ma soprattutto ex consigliere economico di Prodi, nonché componente della Commissione Europea fino al 2004. Nell´ultimo governo Prodi ha ricoperto l´incarico di Ministro delle politiche agricole, battendosi per la difesa dell´ambiente e delle produzioni autoctone mediterranee.
Per quanto riguarda la candidatura nella circoscrizione meridionale, nel suo programma prevede una ripresa del settore agroalimentare in Abruzzo, per rilanciare la regione martoriata dal terremoto. Inoltre promette un impegno per la tutela delle attività ittiche e piani di sostegno per le imprese agricole che puntano ad estendere il bacino produttivo anche fuori dei confini nazionali.

Altro nominativo nelle schiere del PD è quello di Rita Borsellino. La sorella del magistrato vittima della mafia sarà candidata nella circoscrizione insulare. Dopo la tragica morte del fratello si è battuta contro ogni tipo di criminalità, impegnandosi attivamente a versare in società una visione civile intrisa di giustizia e legalità.
E´ inoltre fautrice di alcune organizzazioni internazionali atte ad esportare all´estero la conoscenza del dramma mafioso per sensibilizzare vicenda sempre troppo lontana dal trovare una soluzione. Ed è con questi presupposti che si candida al parlamento europeo: oltre a denunciare una deriva antidemocratica nel nostro paese, Rita Borsellino intende fare chiarezza sulla gestione dei fondi per le aree sottosviluppate (Fas), soprattutto per quanto concerne la distribuzione degli investimenti e il sostegno alle regioni Sicilia e Sardegna.

Tra le fila del PDL, oltre alla monopolizzante candidatura di Berlusconi e quella del Ministro La Russa, merita spazio il nome di Valentina Aprea. Laureata in pedagogia, a 38 anni entra nel primo governo Berlusconi. E´ stata responsabile delle politiche scolastiche dal 2001 al 2006 sempre sotto le bandiere di Forza Italia. Nella XVI legislatura ricopre l´incarico di Presidente della Commissione Cultura. E´ salita alla ribalta per il DDL che prende il suo nome e che tenta di rivoluzionare il comparto scolastico in alcuni punti fondamentali: rinnovata gestione economica e amministrativa della scuola e cambiamento nei criteri di selezione dei docenti, con la possibilità delle scuole autonome di trasformarsi in fondazioni.

Per la neonata UDC spicca su tutti Magdi Cristiano Allam. Laureatosi in sociologia alla Sapienza di Roma, Magdi Allam oltre che scrittore è stato giornalista per il Corriere della Sera. Di origine araba, ha fatto discutere la sua conversione al cattolicesimo, in seguito alla quale ha trovato spazio identitario nel partito di Casini. Grazie alla duplice influenza culturale e religiosa, Magdi Allam è considerato uno dei più autorevoli esponenti nel dibattito tra Occidente e Medio Oriente. La sempre più forte propensione alla politica attiva lo ha però portato ad incontrare detrattori che prima lo osannavano come modello di moderazione musulmana. Infine, l´entrata nell´UDC lo ha condotto ad abbandonare definitivamente l´attività giornalistica.
Nel contesto europeo, crocevia di etnie e culture diverse avviluppate in un melting pot ineludibile, la personalità di Magdi Allam riassume le controversie intellettuali che più aspramente deflagrano tra mondo arabo e occidente. Ed è su queste premesse che il candidato dell´UDC cercherà di porre la questione tra “materialità e spiritualità in un mondo globalizzato soltanto nella dimensione materiale ma che è in conflitto sui valori e le regole della spiritualità moderna”.

Per l´Italia dei Valori di Di Pietro sono due i candidati che destano più attenzione. Il primo è l´ex magistrato Luigi de Magistris, che smessa la toga tenta l´avventura politica così come in passato fece lo stesso leader dell´IDV. Dopo aver lavorato ad inchieste di portanza nazionale come la cosiddetta “Poseidon”, è salito alle cronache per la vicenda “Why Not” nella quale si indagava su attività illecite in una società di lavoro interinale coinvolgenti alcuni esponenti politici tra cui Prodi e Mastella. In seguito alle accuse il processo venne tolto dalle mani del pm, alzando un vero e proprio polverone politico.
Lo scontro tra de Magistris e la politica si rinnoverà nell´inchiesta “Toghe Lucane”, dove Mastella proporrà il trasferimento cautelare del pm in seguito al rilevamento di “gravi anomalie” nella gestione del fascicolo. L´ex magistrato verrà assolto da tutte le accuse ma la vicenda lo convincerà ad accettare la proposta di Di Pietro avventurandosi in nuova carriera professionale.
In Europa tenterà di fornire una prospettiva democratica e libera che – secondo de Magistris – nei confini nazionali sembra arretrare sotto i colpi di “progetti piduisti di stravolgimento dello Stato di diritto”.

L´altra candidata di spessore per l´IDV è Sonia Alfano. 38 anni, funzionario della regione Sicilia, fortemente impegnata nella lotta antimafia in seguito all´uccisione del padre giornalista – per mano di mandanti occulti – legata alle scomode inchieste che stava portando avanti. Nel 2007 fornisce sostegno a de Magistris durante la querelle “Why Not” e partecipa attivamente al movimento “ammazzateci tutti” attirando l´attenzione dei media sulla questione giudiziaria. Prima di candidarsi con l´Italia dei Valori ha tentato la scalata alla Presidenza della Regione Sicilia con la lista “Amici di Grillo”. Le sue lotte per i diritti, la coscienza morale ed etica dell´ambiente politico che in questi giorni l´ha portata a definire la diatriba Lombardo in Sicilia “una faida tra clan”, sono valori che Sonia Alfano promuove per l´elezione al parlamento europeo.

Per Sinistra e Libertà un nome interessante potrebbe essere quello di Claudio Fava. Anche lui, come altri candidati, oppositore attivo della mafia, in seguito all´assassinio del padre. Seguendo la professione di quest´ultimo, Claudio Fava scriverà per il Corriere della Sera e L´Espresso, curando inoltre varie sceneggiature per fiction e film incentrate sulla vita di boss mafiosi. Attualmente è deputato europeo e vicepresidente per lo sviluppo regionale. Nel 2007 si unisce a “Sinistra Democratica”. Nel 2009 è stato nominato eurodeputato dell´anno dal giornale “Economist”, in merito alle inchieste sulle carceri e sui sequestri della CIA, nonché per essere stato il più presente alle sedute del parlamento europeo.

Luca Lena

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