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Europee, intervista a Maruska Piredda, la pasionaria Alitalia candidata con Di Pietro

giugno 3, 2009 di Redazione 

Assistente di volo, protagonista (con Daniela Martani poi finita al Grande Fratello e alla Fattoria) della “ribellione” del personale della compagnia nei momenti caldi della trattativa con Cai, è stata scelta dal leader dell’Italia dei Valori per rappresentare il suo partito nella circoscrizione Nord-ovest. Al giornale della politica italiana spiega le ragioni della sua “discesa in campo” (che non vuole chiamare così), torna sul caso-Alitalia e spiega e cosa vorrà fare se sarà eletta a Strasburgo: “Più rispetto per i lavoratori”. L’ha sentita Marco Fattorini.

Nella foto, Maruska Piredda

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di Marco FATTORINI

Maruska Piredda, come è maturata la scelta di scendere in campo e proporsi alle elezioni Europee? Per quale motivo con l’Italia dei Valori?
“Mi hanno consigliato di non esprimermi in questo senso “scendere in campo” in quanto mi accosterei ad un personaggio noto politico del Pdl…
A parte gli scherzi… non è un segreto che quella dell’on. Di Pietro sia stata la sola forza politica che si è unita al disagio dei lavoratori Alitalia e non è un segreto che io agissi, come sindacalista, in prima linea per il rispetto dei nostri diritti. Penso che dopo un’attenta valutazione e maturata la certezza che la sua decisione non sarebbe stata strumentalizzata, il Presidente Di Pietro insieme al suo staff ha pensato che i cittadini avrebbero nutrito un certo interesse nell’ascoltare una lavoratrice comune che improvvisamente si ritrova con la possibilità di dire la sua e di portare una voce che, a detta di gran parte delle persone, non viene più ascoltata.
Mi sembra quindi ovvia la motivazione della mia decisione iniziale. Nei mesi che si sono susseguiti devo ammettere che vi è stato un avvicinamento ulteriore perchè ho avuto modo di conoscere a fondo le persone che ruotano intorno al partito e di conoscere soprattutto i reali intenti e valori dell’Idv”.
Lei ha scritto: “conosco il precariato, l’ho vissuto per esattamente 7 anni. Per 5 ho pendolato tra Roma, Milano e Rovigo”. Possono esserci soluzioni e strategie, anche in chiave europea, per combattere la piaga del precariato?
“Vorrei ricordare che l’Europa ha già previsto una direttiva precisa nel 1999 in merito al lavoro a tempo determinato e, senza andare nello specifico, come primo punto sottolinea che la forma comune del contratto di lavoro dovrà rimanere il contratto a tempo indeterminato e come ulteriore questione pone la necessità che non vi siano abusi nella perpetrazione del numero di contratti a termine negli anni di lavoro.
Se fosse dipeso dall’azienda Alitalia, io sarei ancora a tempo determinato alla mia probabile 18esima stagione, in quanto da pochi anni è stata emanata la cosiddetta “norma salva manager” per cui il giudice, in caso di riconoscimento di illecito contrattuale del contratto a tempo determinato, non potrà dichiarare quest’ultimo come nullo e quindi riconoscere la retroattività del contratto, bensì potrà solo riconoscere al dipendente un indennizzo che va dai 6 ai 24 mesi di stipendio. La conseguenza pare logica a chiunque… il lavoratore mai più si azzarderà a denunciare l’illecito in quanto come primo effetto perderebbe la possibilità di essere richiamato la volta successiva e come secondo effetto capirebbe da sè che con un indennizzo di 6 mesi va ben poco lontano.
Quindi in definitiva basterebbe applicare la direttiva e in più basterebbe – ma forse questa è l’impresa più ardua – che ci fosse più rispetto nei confronti dei lavoratori, diminuendo drasticamente i soprusi e i casi di mobbing, altra piaga sociale di persecuzione psicologica e violenza morale nata probabilmente proprio dall’aleatorietà del lavoro di oggi.
L’Europa può fare tanto, l’Europa è l’unica speranza che abbiamo di livellarci agli altri Paesi a noi vicini ma civicamente, economicamente e umanamente più avanti”.
Quali sono le tematiche da lei portate all’attenzione dei cittadini in questa campagna elettorale?
“In questi due mesi, in cui ho dovuto chiedere un periodo di aspettativa non retribuita alla mia azienda, che peraltro spetta di legge ai candidati alle Europee, ho fatto il possibile per avvicinarmi alle persone in ogni modo. Ho personalizzato un camper rendendolo un manifesto viaggiante e ho guidato in lungo e in largo tra le mie regioni di competenza, ho partecipato a svariate trasmissioni televisive, rilasciato interviste a molte testate giornalistiche, tenuto veri e propri comizi in strada piuttosto che in sale all’uopo prenotate, volantinato in quasi tutti i mercati del nord-ovest, e in ognuna di queste occasioni ho cercato di concentrare i miei discorsi sulla tutela delle famiglie e sulla condizione precaria del lavoro confrontando la situazione italiana di oggi con quella dei maggiori Paesi europei.
Ma sarà mai possibile che siamo il Paese che investe la minor percentuale del Pil nella tutela della famiglia? Ma sarà mai possibile che una mamma monoaffidataria che non supera i 12 mila euro l’anno sia aiutata dallo Stato francese con un assegno che sfiora gli 800 euro mensili, mentre da noi con un cud annuale di circa 14 mila euro ricevi solo 120 euro?
Mancano pochi giorni alle elezioni e invece di dire che siamo in una profonda crisi e che il numero dei disoccupati è cresciuto in un modo non più sostenibile dalla povera cassa integrazione, l’attenzione viene distolta, con grande scaltrezza, attraverso comunicati e gossip che poco hanno a che vedere con il problema delle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese”.
Come valuta la soluzione raggiunta con Cai e l’avvio della nuova Alitalia?
“La nuova Alitalia è un’operazione finanziaria inventata durante la campagna elettorale dal partito di destra. Un’operazione che ha evitato con gran forza che la vecchia compagnia di bandiera potesse essere venduta ai francesi, impegnati da mesi su quel fronte con una soluzione che avrebbe dimezzato gli esuberi, rispetto a quella Cai e che soprattutto si sarebbe accollata tutti i debiti. Ciò che poi è successo è ormai chiaro a tutti, anche se i giornali si sono concentrati poco sulla vicenda subito dopo la fine dell’operazione con i nuovi soci.
Il mio timore è che i padroni della nuova Alitalia abbiano difficoltà a creare un vero e proprio progetto a lungo termine in quanto nessuno di essi si è mai occupato di trasporto aereo e, per quel che ho visto in questi mesi, i cambiamenti apportati sono molto pochi.
Noi tutti dipendenti lavoriamo con la speranza che la compagnia decolli, ma con la consapevolezza e senza dimenticare che questa operazione di unione tra Alitalia ed Airone poteva essere evitata e che altro non è stato se non il disperato tentativo di salvare quest’ultima afflitta da un ingente debito con le banche”.
Con quale spirito, qualora fosse eletta, lei andrebbe in Europa? Quale bagaglio di valori e strategie porterebbe con sé al Parlamento di Strasburgo?
“Intanto sarebbe per me una grande soddisfazione poiché ho investito molto tempo e molte energie in questa mia prima e importante campagna elettorale. Sono consapevole che l’impegno richiesto sarà notevole, però sono una lavoratrice e il mio lavoro mi ha abituata a frequenti spostamenti, per cui penso di poter affermare che la mia presenza sarebbe assicurata. Ovviamente non credo che la presenza sia un fattore sufficiente per decretare la validità di un candidato: specifico che il mio apporto in Europa sarà quello di una donna che nella vita si è guadagnata tutto sulla sua pelle, sarà quello di una madre che si sa sacrificare per il bene della propria figlia, sarà quello di una cittadina che fino ad oggi ha vissuto una vita comune a contatto con i reali problemi della gente e che oggi ha la possibilità ed anche la competenza per dire che i problemi si possono risolvere. Ritengo che una buona cultura di base serva a ben poco se non supportata anche da una certa esperienza di vita, poichè il politico deve in primo luogo fare gli interessi della polis cioè della cittadinanza, del suo Paese e per fare ciò non può non essere completamente inserito nel contesto per cui andrà a battersi e per cui proporrà miglioramenti”.

Marco Fattorini

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