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Un pezzo umoristico per cominciare. Un biglietto per Strasburgo. Anzi, per Roma
di GIUSEPPE GALLO

giugno 3, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è un grande giornale di approfondimento e di informazione in tempo reale, con un taglio per lo più ”saggistico”. Non sarebbe quello che è, in ogni caso, se non avesse voglia di sperimentare. E’ in questa chiave che oggi apriamo con un pezzo fuori dal taglio classico, appunto; una scenetta umoristica dedicata agli stipendi e alle presenze degli eletti italiani a Strasburgo. Un pezzo leggero, con cui aprire una giornata dedicata (quasi) tutta alle elezioni continentali. A ormai due giorni e poco più dal voto. Buon divertimento. 

Nella foto, una parte dell’aula dell’Europarlamento tristemente vuota (o quasi)

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di GIUSEPPE GALLO

«Sono fresche le brioche, Farid?»
«Freschissime dottore, sono arrivate or ora.»
«Sì, dal frigorifero. Va be’, dammene una alla crema.»
«Cappuccio?»
«Cappuccio. Però senza cioccolato.»
«Hai letto, dottore?»
«Cosa? Dell’amante della Lario?»
«No, quello è un altro paio di maniche. Io sono musulmano, mica bacchettone. Se la Lario ha un amante, buon per lei.»
«Appunto. E dunque, anima pia, cos’avrei dovuto leggere?»
«Degli europarlamentari italiani.»
«Che hanno fatto, Farid? Un festa di fine anno a Villa Certosa in costume fetish?»
«Boh! Magari qualcuno l’ha anche fatta. Ma non è questa la notizia.»
«E qual è allora?»
«La notizia è che gli italiani sono i più pagati a Strasburgo, lo sapevi?»
«E che notizia sarebbe? No, non lo sapevo, lo immaginavo. Comunque, quant’è che prenderebbero?»
«Centocinquantamila bigliettoni! Euro più, euro meno.»
«Fischia!»
«Prego?»
«Niente. Gergo giurassico.»
«E sai quanto prendono i deputati delle altre nazioni?»
«No, quanto?»
«I tedeschi e gli inglesi ottantaquattromila euro, i francesi sessantatremila. Mi fa strippare questa cosa. Però mi consola che a giugno agli italiani li aspetta una fantomatica scornata.»
«Oh, poverini. E perché mai?»
«Perché dalla prossima legislatura, si riparte da zero: stessi baioch per tutti. Trattamenti economici indifferenziati. E quei braccobaldi di italiani si ritrovano con lo stipendio alleggerito del 40%. Regolare, no?»
«Mah! Vedrai che poi aggiustano tutto e non se ne fa niente.»
«Forse, dottore. La realtà è che quelli comunque non restano senza benzina. Non trascurano i loro affari per il parlamento. Anzi, in parlamento non ci mettono neppure piede.»
«Farid, una settantina di candidati risulteranno pure eletti, no?»
«E che c’entra? Non ho detto questo. Neppure gli eletti si prendono la briga di farsi una scampagnata a Strasburgo. Gli italiani hanno il più basso tasso di presenza: solo il 69%. I francesi arrivano all’82% e i belgi al 90%. E non sfregarti troppo le mani, perché i tuoi non brillano mica per assiduità!»
«I miei?»
«Sì, quelli di sinistra. Pare che i baffi di Achille Occhetto non li abbiano mai visti al parlamento europeo.»
«A parte il fatto che Occhetto non è uno dei “miei”, come dici tu, lui a Strasburgo non c’è mai andato perché ha rinunciato al seggio. Lo ha ceduto a Giulietto Chiesa.»
«Sì. Però, poi si è preso quello di Di Pietro, quando lo hanno chiamato a fare il ministro a Roma nel 2006. E in tre anni, niente, nisba, nothing: Occhetto non s’è fatto vivo.»
«Sarà.»
«E non finisce qui.»
«Che c’è ancora, Farid?»
«C’è che la metà dei deputati italiani eletti nel 2004 ha fatto le valige per candidarsi alle politiche del 2006 e del 2008. Una bella cartolina di saluti con sopra il Colosseo, e via! E in quella metà ci sono anche i tuoi.»
«E dagli!»
«Capisci? Per i nostri politici, Strasburgo è solo un luogo di transito, un parcheggio di lusso, una palestra dove allenare i muscoli prima di trasferirsi a Roma.»
«Senti, Farid. Ma tu dove le hai lette tutte queste cose?»
«Su Le Figaro!»
«Tu leggi Le Figaro?»
«I miei genitori erano algerini.»
«Però tu sei cittadino italiano.»
«Sì. Ma, se vuoi informarti sull’Italia, devi leggere i giornali stranieri, dottore.»
«Se lo dici tu! Intanto però con la brioche mi hai fregato…»

GIUSEPPE GALLO

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