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***L’intervento***
‘A MUNNIZZA A PALERMO
di ANDREA SARUBBI

giugno 2, 2009 di Redazione 

Il deputato del Partito Democratico ed ex conduttore del programma di Raiuno “A sua immagine” riflette sull’esplosione del caso-rifiuti nel capoluogo siciliano, operando un confronto con quanto accadde – a livello mediatico – nella situazione analoga di Napoli, un anno fa. Sentiamo.

Nella foto, Andrea Sarubbi

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di ANDREA SARUBBI*

Mi ricordo un anno fa: apertura dei Tg nazionali sui rifiuti di Napoli, fermo immagine (sempre quelli, per settimane intere) sui cassonetti strabordanti. In una lettera agli italiani all’estero, il futuro premier definiva la monnezza in Campania una vergogna per l’immagine del nostro Paese. “Ci vorranno milioni di euro per ricostruire la credibilità dell’Italia”, annunciò dopo le elezioni Michela Brambilla, all’epoca aspirante ministro del Turismo, in una visita a Napoli; tempo poche settimane e partì una massiccia campagna riparatrice: cartelloni, pagine di giornali, spot – quelli che, per restare sulla cronaca, videro protagonista Elena Russo, una delle tante ragazze oggetto delle ‘segnalazioni’ del premier a Saccà – per far sapere al mondo che i danni causati dal Centrosinistra erano ormai risolti.
È passato un anno, appunto, e dai pochi spifferi che gli infissi dell’informazione di regime lasciano trapelare, si scopre che i conti non tornano del tutto: a parte la provincia di Napoli, dove le ultime settimane stanno segnando il ritorno della monnezza, nelle mani dell’imperatore è esploso un grosso bubbone proveniente proprio da una delle colonie storicamente più fedeli: la Sicilia. Se infatti in Campania si poteva giocare a rimpiattino, dando la colpa – a seconda delle convenienze del momento – ai vari governi regionali che si sono succeduti negli ultimi quindici anni, per la Sicilia il problema non sussiste, dato che dalla nascita della seconda Repubblica la regione è governata da giunte di Centrodestra e nella città di Palermo i cassonetti vuoti dell’era Orlando sono stati riempiti, negli ultimi nove anni, da amministratori vicini a Berlusconi.
Oggi, come quattordici mesi fa, siamo alla vigilia del voto: ma stavolta, visto che si tratta di elezioni europee, l’immagine dell’Italia è davvero sotto i riflettori internazionali. Eppure, a quanto mi è dato di sapere, in questi giorni il presidente del Consiglio non ha preso carta e penna; non ha detto agli italiani residenti all’estero che ‘a munnizza di Palermo rappresenta una vergogna per tutti, né i suoi solerti direttori di Tg si sono premurati di mandare qualche troupe in Sicilia a dare un’occhiata. Non solo: quando il segretario del Pd si è permesso di lanciare l’allarme davanti ai giornalisti Rai e Mediaset, le redazioni di Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto hanno pensato bene di non montare le sue dichiarazioni. Per quanto riguarda la Rai, se ne parlerà in commissione di Vigilanza, dove sono già pronti i tarallucci e il vino; per quanto riguarda Mediaset, sì vabbè.

ANDREA SARUBBI*

*Deputato del Partito Democratico

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