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Europee e amministrive, i grandi temi. Ecco l’alfabeto delle elezioni

maggio 31, 2009 di Redazione 

Comincia la settimana più impor- tante dell’anno. Sabato e domenica prossimi si vota per eleggere il Parlamento di Strasburgo e per il rinnovo di molte importanti amministrazioni comunali e provinciali. Il giornale della politica italiana cercherà di raccontarvi con efficacia avvicinamento e esito del voto. Cominciamo con questo grande pezzo introduttivo. La firma è di Luca Lena.

Nella foto, Franceschini “invita” al voto Democratico

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di Luca LENA

Astensionismo
Complice la calura estiva e lo scarso appeal politico e mediatico che aleggia attorno alle prossime elezioni, la percentuale dei non votanti potrebbe essere maggiore alle aspettative. Ma non basta appigliarsi alle sintomatiche vanità estive di chi preferirà cabine diverse da quelle elettorali: per spiegare le rimostranze di coloro che, prendendo una posizione decisa, manifestano riluttanza al voto bisogna considerare voci insoddisfatte, individui che disprezzano l’orologio politico in tutte le sue declinazioni, indignati dal “marciume” che impregna la libertà della più democratica sovranità popolare. E ciò che più incuriosisce è forse il fatto che, tra i sussurri della campagna elettorale, le voci più intonate siano proprio quelle di coloro che si escludono dal mostrare un interesse concreto.

Bilancio provvisorio
Il 6 e il 7 giugno non si voterà solo per Strasburgo ma avranno luogo anche le elezioni amministrative in 216 comuni. Tra i più importanti citiamo Firenze, Bologna, Bari, Perugia, Reggio Emilia, Modena e Padova. Come sempre capita, la tappa per il rinnovo delle amministrazioni locali fornirà un colpo d’occhio sulla situazione politica del paese, per verificare se la fetta di consensi del governo avrà mantenuto il cospicuo vantaggio sull’opposizione anche sulla base dei risultati locali. A questo si aggiunge la più dispersiva e poco circoscrivibile valutazione sulle elezioni europee che potrebbe trasformarsi in occasione di rivalsa per qualche politico appiedato piuttosto che un’effettiva e autorevole ostentazione di consenso interno.

Circoscrizioni
Saranno cinque le circoscrizioni attraverso le quali sarà segmentato il paese per le europee. Le circoscrizioni sono relative unicamente alle candidature, mentre la ripartizione dei seggi sarà effettuata in un collegio unico nazionale. All’Italia Nord-Occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia) il maggior numero di seggi assegnati (19), a quella Insulare (Sicilia, Sardegna) il minore (8).

Dietro front
Tra le candidature più controverse del PD spiccano quelle di Cofferati e Domenici. Controverse non certo per la personalità e l’acume politico dei chiamati in causa, quanto per la curiosa similitudine che lega le dichiarazioni antecedenti le rispettive candidature.
L’ex sindaco di Bologna, dopo lo strappo con la città e le controversie interne al partito, annuncia pubblicamente di ritirarsi da qualsiasi impegno che lo veda lontano da Genova dove vive la sua famiglia. “Se andassi in Europa potreste dire che sono un ciarlatano” disse nell’ottobre del 2008. Dunque, nessuno potrà essere querelato se gli presenterà qualche spensierato epiteto rimestando tra vecchie citazioni.
Domenici, invece, matura l’esperienza di sindaco fiorentino, chiusasi con lo scandalo legato all’area di Castello, che ha coinvolto nomi di vertice della sua amministrazione. Visibilmente sdegnato, Domenici proclama il suo allontanamento definitivo dalla politica: “Smetto, mi hanno proposto di fare il candidato alle europee ma io smetto, farò altre cose”.
Entrambi dovrebbero cavarsela con un aforisma di J. R. Lowell: “Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione”.

Europa
Se sia più Italia in Europa o più Europa in Italia – come antinomici manifesti elettorali ostentano da tempo – è difficile da stabilire. Probabilmente la verità sta nel mezzo o, meglio ancora, in entrambe le soluzioni. Le prossime elezioni si stanno avvicinando sotto una cappa insonorizzata che allontana ancor di più l’elettorato dalla politica, e ne destabilizza la sincronia che solitamente trova ritmiche naturali ad un passo dal voto. Ma stavolta l’incertezza sembra corrompere perfino la coerenza di alcuni messaggi elettorali. In ogni caso, le elezioni rappresentano un momento chiave nella comunanza d’intenti che il grande progetto continentale deve portare avanti. E la contaminazione reciproca dei singoli paesi all’interno del guazzabuglio europeo deve risultare il sobrio miscuglio di culture e politiche da amalgamare in un unico blocco attivo.

Franceschini
Per l’attuale leader del Pd le elezioni europee, così come le amministrative, saranno l’ultimo banco di prova prima dell’Assemblea di ottobre nella quale il partito sceglierà un eventuale successore. La nuova leadership che dopo l’abdicazione di Veltroni sembrava essere una sorta di proclamazione senza corona, adesso comincia a costituire una piacevole incognita. L’impronta di Franceschini ha decisamente scosso l’ambiente interno, non solo in termini di consensi che secondo i sondaggi sarebbero cresciuti in breve tempo, ma soprattutto riguardo all’approccio con il quale fronteggiare la governance berlusconiana. A dispetto della fisicità mite e del loquace ma pacato linguaggio, Franceschini nasconde una voracità dialettica intrisa di spiccato e imprevedibile umorismo che al momento sembra infastidire gli ambienti governativi. Certamente i problemi di partito rimangono intatti ed è su questo aspetto che il Pd dovrà lavorare, ma una leadership più forte, esposta e aggressiva potrebbe giovare in questo particolare momento politico.

Giornalismo d’assalto
Tra le candidature che intrecciano novità e interesse vi sono quelle legate a giornalisti di spessore nazionale. David Sassoli passa da vicedirettore del Tg1 al plotone del Pd, come capolista nella circoscrizione di centro. Da sempre vicino alla politica attiva ha recentemente annunciato che dedicherà a quest’impegno il resto della propria vita.
Altra presenza interessante è Rosaria Capacchione, giornalista per il “Mattino” di Napoli, salita alla ribalta per l’informazione libera e senza remore con la quale ha spiegato l’influenza territoriale del clan dei Casalesi. Onorando il proprio mestiere ha però subito diverse minacce senza vedere intaccata la propria indipendenza intellettuale. Alle prossime elezioni sarà schierata con il Pd.
Infine Carlo Vulpio, giornalista del Corriere della Sera e adesso candidato per l’Idv. E’ stato rimosso dall’incarico di indagare sulle inchieste legate alle procure di Salerno e Catanzaro dopo aver fatto i nomi di politici, magistrati e imprenditori coinvolti nell’affaire messo in luce da De Magistris.

Hans-Gert Pöttering
Presidente del parlamento europeo dal 2007, è a capo del CDU tedesco e portavoce del PPE. Personalità di spicco in ambiente europeo, che ormai frequenta da circa trent’anni. In una recente intervista ha annunciato che presiederà la riunione della futura assemblea UE, per evitare che sia Jean Marie Le Pen a farlo; verso quest’ultimo, infatti, nutre un disprezzo politico, così come riguardo ogni più piccolo estremismo di partito. Proprio quest’ultimo aspetto, a suo dire, rischierà di prendere vigore in caso di forte astensionismo alle urne di giugno.

Ineleggibilità
Nel marasma della campagna elettorale sono sbucate candidature che al momento non avrebbero i requisiti di eleggibilità. Si tratterebbe di rappresentanze partitiche di facciata che, in caso di elezione, dovrebbero trasferire l’incarico ad altri candidati in lista. E’ questo il caso di Silvio Berlusconi (Pdl) e Antonio di Pietro (Idv), che occuperebbero l’eventuale seggio europeo solo nell’improbabile abbandono delle rispettive cariche nazionali. In questa prospettiva, dunque, si riallaccia la discussione sulla campagna elettorale, sempre più incentrata sul “culto” della persona piuttosto che sull’identificazione di un gruppo politico e delle direttive comuni.

Lombardo Raffaele
E’ stato parlamentare europeo fino allo scorso anno, iscritto al Ppe, è attualmente Presidente della Regione Siciliana, sostenuto dal Pdl. In questi ultimi giorni, in controtendenza con le rivendicazioni d’armonia da parte del partito di Berlusconi, in Sicilia si è assistito ad uno scossone che ha incrinato lo spessore interno del Pdl. A causa di alcune polemiche innescate dal controverso utilizzo di fondi destinati al piano sanitario dell’isola, Lombardo ha deciso di azzerare la giunta, chiedendo le dimissioni di tutti gli assessori.

Moneta a picco
La crisi economica e finanziaria mondiale sta contraendo i crediti ed estinguendo le potenzialità monetarie delle famiglie europee. Una delle questioni principali da affrontare con assoluta alacrità sarà quella di fornire una rampa di lancio per risollevare la comunità dai crac bancari d’oltreoceano che ormai coinvolgono con i loro reflussi anche gli investimenti nel vecchio continente. A questo proposito le critiche alle concezioni capitaliste, nonché lo scetticismo legato ai valori socialisti che già hanno fallito in passato, aprono forse la strada ad un nuovo approccio misto: da un lato il mercato libero scevro da qualsiasi controllo, dall’altro la pianificazione statale. La concertazione di questi due valori agli antipodi sarà argomento di discussione costruttivo solo con un’Europa unita.

Novità
Tra le tante novità di queste elezioni europee ne citiamo due che potrebbero offrire maggiori spunti in futuro. La prima è quella Luigi De Magistris, che va ad affiancare Di Pietro nell’Idv, ricalcandone le orme anche in senso professionale. Numerose le critiche dal mondo politico legate alla sua candidatura, sia a causa dello scandalo delle Toghe Lucane – dal quale è stato assolto – sia, forse, per la gerontocratica avversione alle infiltrazioni intellettuali che non suggono tra le flore del nepotismo.
La seconda, invece, nelle liste del Pd, è Debora Serracchiani, che tempo fa gridò a gran voce il suo sdegno per gli errori dell’opposizione, pur cercando di offrire una novità ed una tenace risolutezza con la quale sovvertire i problemi interni al partito e quelli pubblici nazionali.

Outsiders
Per quanto concerne le elezioni amministrative, a Firenze si daranno battaglia due autentici outsiders. Per il centro-destra Giovanni Galli, l’ex portiere del Milan, ormai attivamente immerso nel magma politico, sarà sostenuto dal Pdl e dalla Lega Nord Toscana. Per lui si tratta di un vero e proprio esordio, che potrebbe costargli una partenza ad handicap, in una regione solitamente incline al centro-sinistra.
Il suo avversario per il Pd, Matteo Renzi, classe 1975, è uno dei più giovani politici in circolazione. A 34 anni è stato eletto Presidente della Provincia di Firenze e al momento sembra essere il favorito alla carica di sindaco nel capoluogo toscano. Nonostante la giovane età ha maturato più esperienza di Galli in campo politico.

Pdl
Per il partito di Berlusconi potrebbe essere l’ennesima passerella in cui giocherellare con percentuali di consenso irraggiungibili per qualsiasi altro gruppo politico. Le pressanti questioni interne, di carattere etico o politico, non hanno scalfito di molto il sostegno degli italiani al governo. Più rilevanti sembrano essere le ruggini domestiche di coalizione, che vedono il partito di Bossi alzare la voce di fronte a tematiche imprescindibili per l’anima leghista, ed i sobri ma contrastanti ammonimenti di Fini sempre più ideologicamente lontano dal partito di cui fa parte. In mezzo a tutto ciò, il carisma imponente di Berlusconi riesce a spegnere ogni più piccolo focolaio e, paradossalmente, questioni private di scarsa pericolosità stanno allontanando l’attenzione da controversie pubbliche che nel lungo periodo potrebbero rivelarsi disastrose.

Quinquennio
Saranno cinque gli anni in cui un eurodeputato rimarrà in carica. Il mandato legislativo darà l’opportunità agli eletti di affrontare i temi al momento più critici: l’occupazione e i problemi sociali in tempo di crisi, l’allargamento della comunità a nuovi paesi, le tematiche relative all’immigrazione ed al terrorismo e la ratifica del Trattato di Lisbona.

Radicali
La lista Bonino-Pannella, assieme ad altri piccoli gruppi che lottano al limite della soglia di eleggibilità, ha evidenziato le problematiche di esposizione mediatica durante il periodo di campagna elettorale. Dati alla mano, Pannella ha mostrato l’anticostituzionale disuguaglianza tra l’apparizione televisiva della sua lista e quella dei partiti maggiori, iniziando l’ennesimo sciopero della fame e della sete, portando Napolitano ad intervenire per garantire il diritto alle pari condizioni in termini di comunicazione politica.

Sbarramento
Nel sistema proporzionale adottato per le europee ha suscitato qualche polemica la soglia di sbarramento del 4%, sotto la quale non si potranno rivendicare seggi in parlamento. C’è da dire che i vincoli europei impongono una soglia massima del 5%, adottata da Francia, Germania ed altri sei paesi. Inghilterra e Spagna, invece, pur non optando per una soglia ben specifica, utilizzeranno uno sbarramento implicito ben più drastico per i partiti minori.
In Italia, si è addirittura gridato all’”inciucio” tra le due fazioni politiche più grandi, ma dati alla mano non sembra che lo sbarramento al 4% possa essere una mossa antidemocratica. Inoltre, bisogna ricordare che un’eccessiva frammentazione non garantisce una lineare e pulita legislazione, ma spesso produce frizioni e rallentamenti che frenano qualsiasi concretizzazione politica.

Trattato di Lisbona
Il Trattato di Lisbona, ancora in fase di ratifica, è stato studiato per sostituire la Costituzione Europea. Al momento vige il Trattato di Nizza, il quale sarà utilizzato per le prossime elezioni. Dall’esito delle urne si comporrà il parlamento che dovrà decidere sulla ripartizione dei seggi in base alle nuove adesioni all’interno dell’UE.
Il Trattato di Lisbona aveva posto limiti chiari alla disposizione dei seggi ma a causa dell’esito negativo del referendum irlandese, la proposta è saltata, escludendo di fatto la Croazia dalle prossime elezioni.

Unione di centro
Alle elezioni europee farà parte anche il nuovo partito di Casini che prova a farsi largo tra il pertugio di mezzo lasciato scoperto, tra gli altri, dagli insoddisfatti di Pd e Pdl. Il progetto sembra assicurare una buona prospettiva di consenso visto che il partito raggruppa la vecchia Udc e la “Rosa per l’Italia”. L’obiettivo principale è quello di ricreare una sorta di Democrazia Cristiana moderna, ripulita delle nefandezze del passato, proiettata verso il futuro e più variegata anche all’interno dello stesso partito. A questo proposito da notare le candidature di Magdi Allam, Gianni Rivera, Emanuele Filiberto di Savoia e Ciriaco De Mita.

Veline
Dopo la bufera scatenata dalla separazione tra il Presidente del Consiglio e Veronica Lario, l’investigazione tra il rosa e il noir sui gusti sessuali del premier e l’avvicinamento alla politica di quello che la moglie definisce “ciarpame senza pudore”, ciò che rimane sono due giovani ragazze con duttili e succedanee aspirazioni nel colorito campo dello spettacolo e in quello più rustico della politica. Entrambe candidate con il Pdl, si tratta di Barbara Matera, 27 anni, conosciuta come “letteronza” nel programma “Mai dire domenica”, con esperienze nella fiction “Carabinieri”, al “Chiambretti c’è”, nonché a “Miss Italia”. L’altra invece è Cristina Ravot, 29 anni, cantante in erba, amica di Apicella. Si è messa in mostra in alcuni servizi nel programma “Lucignolo” su Italia 1.

Zona Euro
Per la prima volta Romania e Bulgaria parteciperanno alle elezioni assieme agli altri 25 membri dell’UE. Ormai inserite nel gruppo dal 2007, andranno ad eleggere i propri rappresentati, riallocando il numero di seggi totale fino a quota 732/736. E’ sorprendente pensare che solo fino a dieci anni fa i paesi chiamati al voto erano appena 10 e che, nel 2007, i deputati eletti furono 785.

Luca Lena

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