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Diario politico. Il premier: “I pm vogliono ribaltare il voto. Terremotati in crociera”

maggio 29, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Berlusconi in visita a L’Aquila conferma l’accusa di “eversione” nei confronti della magistratura spiegando di riferirsi alla volontà dei giudici di “ribaltare la decisione popolare e di sostituire chi è stato eletto dal popolo con delle sentenze basate sul ribaltamento della realtà”. L’Anm: “Ascolti il monito di Napolitano”. Franceschini: “La legge è uguale per tutti, non solo per i potenti”. Riguardo agli sfollati, il Cavaliere annuncia che “quest’estate pensiamo di mandare i ragazzi in crociera nel Mediterraneo”. Oggi è stato anche il giorno del rapporto di Bankitalia con il governatore Draghi che incalza il Governo sul tema delle riforme. “Nel 2009 i disoccupati potranno crescere al 10%, Pil a -5″. Infine, il presidente della Regione Sicilia Lombardo predispone la nuova giunta, che non piace però al Pdl (e non comprende uomini dell’Udc). Il racconto. 

Nella foto, il presidente Berlusconi con il berretto da cuoco oggi a L’Aquila

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di Carmine FINELLI

E’ ancora una giornata densa di polemiche quella che ha visto il premier, Silvio Berlusconi, recarsi di nuovo a L’Aquila per controllare lo stato della ricostruzione. Stretto nella morsa delle vicende giudiziarie e di quello che è stato ribattezzato il “Noemigate”, il presidente del Consiglio si è lasciato ad una serie di attacchi contro la magistratura. “Quando con delle sentenze basate sul ribaltamento della realtà si vuole ribaltare la decisione popolare e si vuole sostituire chi è stato eletto dal popolo per governare questa si chiama con una parola sola: volontà eversiva e eversione”, dice il premier alla conferenza stampa tenutasi nella scuola della Guardia di Finanza di Coppito centro nevralgico della gestione dell’emergenza. “È inutile che ancora dica che cosa penso di certe – aggiunge Berlusconi nell’ambito della stessa conferenza stampa – situazioni della magistratura”. Secondo il Presidente del Consiglio “giovedì qualcuno si è scandalizzato perché ho parlato di grumi eversivi: non faccio che dire ciò di cui sono assolutamente convinto”. E spiega: “Ho citato l’esempio del ’94 quando sono stato eletto e ho avuto un attacco della magistratura su una cosa che non esisteva e per cui sono stato assolto dieci anni dopo con formula piena”. Ed aggiunge: “Quell’attacco ha ribaltato il voto degli elettori. Quindi c’è stato un fatto eversivo nei confronti di un voto democratico. Volevo precisare cosa intendevo dire. Quando si tenta di andare contro chi è stato eletto democraticamente con accuse fondate su una situazione falsa, questo è un fatto eversivo”. Una conferenza stampa tutta incentrata sulle vicende personali del premier, che risponde anche a chi domanda se esiste la possibilità di un ritorno alle urne con un secco “No”. La proposta avanzata dal ministro Maurizio Sacconi non trova accoglimento, dunque.
Le parole di Silvio Berlusconi danno il là ad una serie di repliche, molto dure. Lapidaria quella dell’Associazione Nazionale Magistrati, il sindacato delle toghe: “Berlusconi ascolti il monito del Presidente Napolitano”. Dal Consiglio Superiore della Magistratura arriva la risposta piccata di Nicola Mancino, vice presidente dell’organo di autogoverno della magistratura. “Chi riveste ruoli istituzionali e svolge delicate funzioni previste dall’ordinamento – afferma Mancino – è chiamato a rispettare i confini delle competenze altrui regola di ogni sana democrazia, abbassando i toni dello scontro”. Ricordando l’imminente festa della Repubblica, che si celebrerà il 2 Giugno, Mancino spiega come le manifestazioni previste per quella data siano “sempre state un’occasione per riflettere sulle condizioni generali del Paese e sulla salute delle nostre istituzioni. Non mi nascondo che quest’anno la ricorrenza della Repubblica sollecita tutti ad avere senso di responsabilità, di rispetto delle istituzioni, di autocontrollo nell’esercizio delle pubbliche funzioni”.
Anche Dario Franceschini, segretario del Partito Democratico replica alle affermazioni di Berlusconi: “La criminalità si combatte e la sicurezza si garantisce con l’impegno dei magistrati, ai quali dobbiamo dire grazie per il loro sacrificio e perché si impegnano a far rispettare la frase che è alle loro spalle, ‘la legge è uguale per tutti’. Per tutti, non solo per i potenti. Quindi vanno ringraziati e non criminalizzati”. Antonio Di Pietro rincara la dose: “Eversivo è il discorso di Berlusconi, lui è un eversivo e un piduista che sta stravolgendo le regole democratiche del Paese”.
La visita all’Ospedale de L’Aquila – del quale oggi riaprono alcuni padiglioni – del primo ministro è segnata anche dal contatto con la gente. Uno sfollato, ricoverato per accertamenti grida a Berlusconi: “Fatti processare, non contestare i magistrati; e rispondi alle domande”. Sono anche da registrare però le parole di affetto di una signora che lo ha ringraziato per il suo impegno.

Sicilia. E’ nominata in mattinata la nuova giunta siciliana, anche se non sono state attribuite deleghe. Il presidente Raffaele Lombardo non ha voluto attendere l’esito delle consultazioni elettorali, come consigliato dai tre coordinatori del Pdl, Sandro Bondi, Denis Verdini e Ignazio La Russa. Nella nuova giunta sono presenti assessori del Pdl e dell’Mpa. Alcuni sono tecnici e non riconducibili ad alcun partito. Rimane fuori dai giochi l’Udc di Pierferdinando Casini, anche se il leader dell’Mpa si è detto disponibile al dialogo. Il Pdl esprime il suo disappunto per la tempistica della scelta dei Lombardo in una nota congiunta dei tre coordinatori. “Giudizio negativo sui modi e sui tempi con cui l’onorevole Lombardo ha affrontato il ripensamento sulla composizione della giunta che per primi avevamo e continuiamo a sollecitare, ma nelle forme utili per un rilancio dell’amministrazione siciliana. Senza la matassa polemica influenzata dal clima elettorale, senza eccessi né furbizie. In ogni caso – sottolineano i tre coordinatori nazionali del Pdl – nessuna delle soluzioni che prima delle elezioni venisse autonomamente assunta dal presidente Lombardo o, in ipotesi, da singoli deputati regionali, potrà trovare accoglimento nemmeno come soluzione transitoria o potenziale senza un’intesa e condivisione con i vertici del Pdl. In definitiva spetterà al coordinamento nazionale del Pdl, di intesa con i coordinatori regionali e i capigruppo, valutare ogni prospettazione nei tempi da noi preannunciati”. Pronta la replica di Lombardo: “Avevo accettato l’invito del Pdl di rinviare di altre 48 ore prima di nominare gli assessori ma il tempo è scaduto ed ecco la mia giunta – spiega – Ho detto che ero pronto ad incontrare e ascoltare ma quando hanno replicato che se ne parlava dopo le Europee, ho capito che non facevano sul serio. Ho ricomposto una squadra di governo che è libera e che vuole lavorare in sintonia, in armonia, remando tutti da una parte a favore della Sicilia, costi quel che costi”.

Rapporto Bankitalia. Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, nel suo rapporto annuale, traccia le linee guida per evitare di subire contraccolpi maggiori dalla crisi. Il cuore del suo discorso sono le riforme. Secondo Draghi l’Italia abbisogna di riforme strutturali, imprese “più produttive e banche lungimiranti”. Secondo Bankitalia “una risposta incisiva all’emergenza è possibile solo se accompagnata da comportamenti e da riforme che rialzino la crescita dal basso sentiero degli ultimi decenni”. Sulla stessa scia del presidente di Confindustria, Emma Mercegaglia, Mario Draghi incalza il governo: “Il completamento degli ammortizzatori sociali, la ripresa degli investimenti pubblici, le azioni di sostegno della domanda e del credito che sono state oggi delineate avranno gli effetti sperati se coniugati con riforme strutturali: non solo per dire ai mercati che il disavanzo è sotto controllo, ma perché queste riforme costituiscono la piattaforma della crescita futura”. L’impegno maggiore però deve essere profuso dalle banche e dalle imprese. Agli istituti di credito Draghi chiede di sfruttare il loro “vantaggio nei confronti dei concorrenti per affrontare un presente e un futuro non facili”, in virtù di bilanci sostanzialmente in ordine. Inoltre le banche devono essere in grado di valutare “il merito di credito dei loro clienti con lungimiranza. Prendano esempio dai banchieri che finanziarono la ricostruzione e la crescita degli anni Cinquanta e Sessanta”. Per Draghi “occorre saper fare i banchieri anche quando le cose vanno male”. Le imprese invece devono proteggere “le professionalità accumulate dai lavoratori, che torneranno preziose in un futuro speriamo non lontano”.
Lo Stato deve garantire “buon sistema di ammortizzatori sociali per chi cerca un nuovo lavoro” unitamente ad un “graduale incremento dell’età effettiva di pensionamento”. Le conclusioni di Draghi sono un richiamo alla fiducia: “Occorre sanare la ferita che la crisi ha aperto nella fiducia collettiva: fiducia nei mercati, nei loro protagonisti, nel futuro di milioni di persone, nel contratto sociale che ci lega. Uscire dalla crisi significa ricostruire questa fiducia. Non con artifici, ma con la paziente, faticosa comprensione dell’accaduto e dei possibili scenari futuri; con l’azione conseguente”.

Carmine Finelli

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