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Il giorno di Enrico Mentana: ‘Reintegrarlo come realizzatore e conduttore di Matrix’

maggio 26, 2009 di Redazione 

L’ex direttore del Tg5 ha vinto la sua battaglia. “Voglio che sia riconosciuto che non mi ero dimesso dal programma”, aveva detto ancora poche sere fa a “Otto e mezzo”. Oggi la sentenza del Tribunale di Roma nella causa intentata contro Mediaset dal giornalista. Che su Facebook lancia ora un “sondaggio” tra gli “amici” e i sostenitori: “Cosa è giusto fare? La decisione ha effetto immediato e domattina potrei presentarmi in redazione…”. Il servizio è di Carmine Finelli.

Nella foto, Enrico Mentana

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di Carmine FINELLI

Enrico Mentana potrebbe già da domani tornare a condurre “Matrix”. E’ quanto stabilisce la sentenza del Tribunale di Roma che obbliga RTI a reintegrare il giornalista. La sentenza impone anche il pagamento dei danni all’ex conduttore di “Matrix”. Il giudice del lavoro, Guido Rosa, ha dichiarato illegittimo il licenziamento dell’ex direttore del Tg5. Mentana, infatti, aveva presentato le sue dimissioni solo dall’incarico di direttore editoriale e non da conduttore della trasmissione di approfondimento giornalistico. A dare la notizia della vittoria processuale è l’avvocato del giornalista, Domenico D’Amati. “Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Roma dott. Guido Rosa ha dichiarato – spiega D’Amati – illegittimo il licenziamento di Enrico Mentana e ha ordinato alla RTI di reintegrarlo nel posto di lavoro con le mansioni di realizzatore e conduttore del programma Matrix, condannando inoltre l’azienda al risarcimento del danno”.
La sentenza dunque condanna l’unilaterale decisione dell’azienda di sostituire Mentana alla conduzione di Matrix con Alessio Vinci, ex corrispondente della Cnn dall’Italia, in quanto Mentana non ha espresso la sua volontà di dimettersi da conduttore.

Il caso. Il rapporto di Mentana con l’azienda Mediaset è stato sempre fatto di alti e bassi, ma la decisione dei vertici di Cologno Monzese di non modificare il palinsesto in seguito alla diffusione della notizia della morte di Eluana Englaro (la donna che ha vissuto per 17 anni in stato di coma vegetativo), e di mandare in onda la puntata del “Grande Fratello 9″ prevista per quella sera, ha aperto una frattura insanabile. La sera del 9 febbraio del 2009 Mentana va in onda, ma annuncia l’intenzione di presentare le dimissioni. La mattina seguente, Mediaset fa sapere di aver “accettato le dimissioni presentate del direttore Enrico Mentana” anche se “respinge tutte le sue motivazioni, nella convinzione di avere svolto come sempre il proprio ruolo di editore in modo tempestivo e completo”. In seguito Mediaset dichiara sospeso il programma “Matrix” fino a nuovo ordine. L’11 febbraio, con una lettera pubblicata dal quotidiano “Libero”, diretto da Vittorio Feltri, Mentana spiega le sue ragioni. Alla base del contenzioso ci sarebbe un malinteso: l’azienda, si evince dalla lettera, ha interpretato l’azione di Mentana come volta a programmare “Matrix” in prima serata, cancellando la puntata del Grande Fratello. Effetto che non era nelle intenzioni del giornalista milanese. Semplicemente, si comprende dalla lettera dell’ex direttore editoriale di Mediaset, fare finta che nulla si accaduto è un modus operandi col quale Mentana non è d’accordo. Lo stesso giorno arriva anche la notizia della ripresa del programma, con un nuovo conduttore.

La decisione. La lite Mentana-Mediaset finisce dunque in tribunale. Ed oggi, il primo grado di giudizio ha dato pienamente ragione al giornalista milanese. Mediaset è stata condannata al reintegro completo più un risarcimento pari a cinque mensilità. Pur essendo stato licenziato da meno di cinque mesi (il 9 febbraio del 2009) “è stato applicato – spiega l’avvocato d’Amati – l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sul reintegro nel posto di lavoro che prevede un risarcimento non inferiore a cinque mensilità di retribuzione”.
Intanto Mediaset “prende atto della sentenza, a nostro avviso sorprendente – si legge in una nota – emessa dal Tribunale di Roma nella causa intentata da Enrico Mentana contro il nostro Gruppo. La nota sottolinea come l’azienda attende “di conoscere nel dettaglio le motivazioni della stessa, non ancora depositate dai magistrati, ma fin d’ora rendiamo noto che appelleremo questa decisione in tutte le sedi competenti”.

Analogie. Il caso Mentana richiama alla mente molte analogie con altri casi del tutto simili. Senza andare troppo indietro nel tempo basti ricordare la “sospensione” del vignettista Vauro che ad “Annozero”, in una puntata dal tono decisamente fuori luogo, aveva realizzato una vignetta dissacrante sul terremoto dell’Abruzzo. La Rai, con una decisione d’urgenza, ha costretto la trasmissione di Michele Santoro ad una puntata riparatrice ed ha impedito che Vauro vi partecipasse. Il comico toscano è stato poi reintegrato la settimana successiva, riprendendo il suo posto ad “Annozero”. E come non ricordare il cosiddetto “editto bulgaro” che ha determinato l’espulsione dalla Rai di Michele Santoro, Daniele Luttazzi ed Enzo Biagi. Il primo reintegrato regolarmente, il secondo pur avendo vinto la causa intenta contro di lui da Berlusconi non ha più ripreso il suo posto alla tv di stato.
Nonostante la conclusione positiva del caso-Mentana, le polemiche sembrano non placarsi in virtù di un diritto di critica non sempre tutelato come dovrebbe.

Carmine Finelli

Commenti

One Response to “Il giorno di Enrico Mentana: ‘Reintegrarlo come realizzatore e conduttore di Matrix’”

  1. Ignazio Buzzo on giugno 2nd, 2009 10.55

    Alla cortese attenzione di tutti i giornalisti, editori e media in generale,

    Agli inizi del 2006 abbiamo creato un gruppo di lavoro che abbiamo chiamato
    “ PER UNA COSTITUZIONE LIBERALE” con lo scopo di studiare la possibilità di modificare, o riscrivere per intero, la costituzione in vigore fin dal 1948, chiedendo la collaborazione di tutti i cittadini che volessero parteciparvi utilizzando i nuovi metodi di comunicazione che le tecnologie informatiche ci mettono a disposizione.
    Le pubblicazioni sono iniziate il 23/6/2007 e si sono sviluppate con tre versioni.

    La collaborazione dei cittadini è stata molto interessante (certo, i nostri numeri non sono mai stati comparabili a quelli di B. Grillo, ma le motivazioni erano totalmente diverse), la collaborazione all’interno del nostro gruppo di lavoro è invece, per diversi motivi, andata scemando.
    I risultati raggiunti sono pertanto da attribuirsi quasi per intero alla collaborazione spassionata dei nostri lettori, e di questo ne abbiamo reso atto nella nostra lettera di commiato dalle pubblicazioni del 17/04/2009, (che potrebbero però essere riprese in funzione di richieste ben documentate).

    Il lavoro è stato sviluppato prima solo con un blog e dalla seconda versione anche con un sito web (questo metodo si è dimostrato il vincente, il blog ha risentito forse della presenza totalizzate della pubblicazione di B. Grillo).

    Delle periodiche pubblicazioni abbiamo sempre informato i nostri lettori, nonché tutti i parlamentari (prelevando i relativi indirizzi e-mail dai siti ufficiali delle camere) e molti organi di stampa anche se pochi ci hanno dato un accuso ricevuta.

    A conclusione dello studio e pubblicazione ne abbiamo inviato nota a tutti i partiti politici (cioè a tutti quelli che hanno un indirizzo e-mail e ammettono la possibilità che i cittadini inviino delle comunicazioni e non debbono limitarsi a riceverle).

    Ne abbiamo inviato nota anche ai vertici dello Stato in quanto la collaborazione con i cittadini, ci ha portato a modificare (in maniera sostanziale) anche la prima parte della Costituzione e non solo la seconda, trovandoci pertanto in disaccordo con i desiderata del Presidente della Repubblica.

    Che esista la necessità della revisione/riscrittura della Costituzione del ’48, è ormai palese e accettata da tutti, ma è come arrivarci che resta misterioso, già altre sei commissioni parlamentari (… dal liberale BOZZI al comunista M. D’Alema …) ci hanno provato ma senza raggiungere uno straccio di risultato e anche questa volta ci sono tutti i presupposti per arrivare alle stesse conclusioni.
    Il nostro studio è nato ed ha raggiunto delle conclusioni, ed è a disposizione di tutte le forze politiche che possono richiedercelo per rielaboralo e mandarlo alle camere prima, e soprattutto sottoporla poi al giudizio divino di un referendum confermativo.
    (Questa non è una semplice revisione costituzionale di qualche articolo, ma una totale riscrittura e pertanto esula dall’art. 138 della costituzione del ‘48).

    Certo sarà molto difficile che certi partiti politici possano accettare le risultanze del nostro lavoro, infatti sia Berlusconi che Franceschini, Bossi , Segni e per certi versi anche Casini, propendono per metodiche opposte, ritengono prevalente il potere dell’esecutivo per cui il Parlamento (potere legislativo) è considerato poco più di un inutile ingombro da ridurre in maniera sostanziale (giustificato col voler ridurre i costi della politica).
    Il nostro lavoro ha evidenziato invece l’esigenza opposta, cioè ridare al parlamento il potere che gli compete essendo il solo rappresentante del popolo sovrano in nome del quale si fanno le leggi, si sottopongono al prelievo forzoso di imposte e tasse e si condannano in tribunale.

    La situazione dei nostri conti pubblici esclude poi che ci si possa accontentare di fare dei “pannicelli caldi” bisogna agire con la sciabola e non con il fioretto; quale Presidente del Consiglio avrà il coraggio di dire ai cittadini italiani che il livello del debito pubblico è tale per cui non è più rimborsabile?
    E’ bene ricordare che per il 2010 il debito pubblico previsto varia da un minimo del 116 % (calcolato da ottimisti) e un più realistico 121 %, Berlusconi e Tremonti hanno un piano per riallinearlo? O più realisticamente faranno come Prodi e Visco fingendo che il problema non esista?
    Chi dirà ai cittadini che comunque questo debito devono pagarlo loro e non i presidenti del Consiglio e gli organi di controllo che il disastro hanno creato?

    E’ evidente che le regole del gioco che ci hanno portato a questo sfacelo devono essere cambiate, la struttura del potere deve essere totalmente ridisegnata :
    - il potere esecutivo deve realizzare solo quello che il parlamento ha deliberato;
    - il potere giudiziario (che rifiuta anche di riconoscersi come potere dello stato ritenendosi invece un ordine. Povero Montesquieu!) deve solo applicare le leggi e non pretendere che sia l’ordine a dettare al parlamento le leggi che preferisce http://it.wikipedia.org/wiki/Montesquieu
    - gli organi di controllo non possono avere potere giurisdizionale nè legislativo;
    - la Corte Costituzionale deve sentenziare solo in funzione della costituzione vigente e non inventarsi una costituzione di comodo per chi gli ha assegnato l’incarico, ecc.;
    - l’unico potere con capacità decisionale e di spesa può essere solo il parlamento, rappresentante reale della platea dei cittadini italiani. Ma anche il suo potere deve avere un limite per non sconfinare nell’arbitrio dei governi degli ultimi decenni, e questo limite è la non rielezione immediata dopo un qualsiasi mandato elettorale (hanno pertanto l’obbligo di un mandato sabbatico di assenza da qualsiasi carica elettiva).
    Decisione dolorosa, ma indispensabile, per non creare altri centri di potere che in questi anni hanno contribuito a incancrenire la società civile dell’Italia.

    Ancora un cenno al debito pubblico italiano, dei molti parlamentari in carica con laurea in giurisprudenza (la quasi totalità), quanti ricordano le lezioni di Scienza delle Finanze dove si tratta del “debito irredimibile”? (http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/2009/02/perpetual-bond-sono-obbligazioni.html )
    vogliono provare a spiegarlo a cittadini che quel debito dovranno rimborsare?
    Certo si può usare anche un altro metodo, quello usato per il rimborso dei
    BOND ARGENTINI. Sic! (ora qualcuno ci segnerà per disfattisti).

    La presente comunicazione viene inviata in copia, per conoscenza, anche ai nostri lettori con i quali ci siamo impegnati ad informarli di tutte le nostre nuove iniziative.

    Per una costituzione liberale
    Il responsabile: Ignazio Buzzo

    ad. 30/05/09

    prof. Ignazio Buzzo
    via Lunigiana, 29
    09122 Cagliari
    e-mail : ignaziobuzzo@gmail.com

    Tutte le analisi, valutazioni e proposte, sono sempre presenti sul web, all’indirizzo http://costituzioneliberale1.googlepages.com/homepage
    dove è possibile da “ LINK CORRELATI “ accedere alle tre versioni pubblicate.
    Consigliamo però vivamente di leggere prima la “ PRESENTAZIONE “ dove è spiegata la filosofia del lavoro.
    Lo studio vero e proprio lo si trova su “SVILUPPO LAVORO” con una sua homepage .
    Semplice modo di ricerca e confronto con i singoli articoli lo si trova su “ INDICI “, tutti indicizzati, non ancora completati ma perfettamente funzionanti.

    e-mail : costituzioneliberale@gmail.com

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