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Prende campo il caso Berlusconi-Noemi Da gossip a questione politica. Racconto

maggio 25, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana ha scelto il profilo basso, dell’assoluta sobrietà, nel trattare la vicenda personale del presidente del Consiglio sin dal giorno delle esternazioni di Veronica Lario. E continueremo su questa strada. Ma, a questo punto, il caso ha assunto un indubbio rilievo politico che può avere conseguenze significative per lo stesso premier. E il nostro giornale ha il dovere di renderne conto. Gad Lerner teorizza che Berlusconi possa essere addirittura “agli sgoccioli” e prevede una tenuta che non vada “oltre l’anno”. Dalla maggioranza la vicenda viene minimizzata. Un primo, significativo momento della verità si avrà con le elezioni, che sono ormai alle porte. E, certo, in caso di un’affermazione ampia del centrodestra è probabile che la questione finirebbe in secondo piano. In attesa di quel momento, con Attilio Ievolella facciamo il punto di ciò che sta avvenendo in queste ore.

Nella foto, Noemi Letizia mostra una foto del presidente del Consiglio

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di Attilio IEVOLELLA

È il fil rouge che sta attraversando la politica (e la società) italiana. Dalla fine di aprile ad oggi, letteralmente alla giornata odierna. Come in una sorta di reality, con aggiornamenti quasi quotidiani. E, bisogna sottolinearlo, con un approfondito e dettagliato lavoro giornalistico portato avanti da ‘Repubblica’.

Tutto è nato, alla fine di aprile, come detto, per una festa di compleanno a Casoria, nel Napoletano, 18 anni da celebrare con una sorpresa d’eccezione: il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Ossia, ‘papi’ per la festeggiata, Noemi Letizia.
E tutto sarebbe passato in secondo piano, probabilmente, senza due fattori fondamentali e connessi: le polemiche sulle candidature del Popolo della Libertà per le Europee e la durissima reazione di Veronica Lario. Che, nelle vesti di moglie del presidente del Consiglio, letta la notizia della festa a Casoria – con tanto di dichiarazioni di Noemi Letizia, e dei genitori, sul rapporto con Berlusconi – ha scelto la strada della separazione, accompagnandola con dichiarazioni pungenti sulle candidature del Pdl per le Europee, definite «ciarpame» di fronte all’ipotesi di donne trasportate dal mondo dello spettacolo a quello della politica, e con un affondo diretto al proprio coniuge: «La strada del mio matrimonio è segnata, non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni. Io ho fatto del mio meglio, tutto ciò che ho creduto possibile. Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. È stato tutto inutile. Credevo avessero capito, mi sono sbagliata».

Da queste parole – che hanno chiuso la storia di una coppia e hanno aperto la storia di un ‘caso politico’ – ha avuto inizio un’analisi su foto, dichiarazioni, ricostruzioni, rapporti, movimenti, incontri, che ricorda, molto da vicino, seppur con contenuti diversi, l’attenzione che l’America ha da sempre riservato alle questioni personali dei propri rappresentanti politici.
È la prima volta che in Italia la commistione tra pubblico e privato diviene così netta. È forse il segno dei tempi che cambiano, o forse è l’effetto – uno degli effetti – dell’azione di Berlusconi sulla scena politica italiana, fatta anche di un privato sempre più pubblico.

Dalla fine di aprile l’intera vicenda – e qui la cronaca sarebbe lunghissima – nonostante una campagna elettorale in corso, non è mai stata sottratta ai riflettori dell’opinione pubblica, soprattutto attraverso l’inchiesta portata avanti da ‘Repubblica’. E, paradossalmente, un’attenzione altrettanto intensa è stata prestata dalla stampa estera, con rappresentanze di Inghilterra, Spagna, Francia, Svizzera, Germania.

Elemento comune è la richiesta di risposte al presidente del Consiglio sui suoi rapporti con Noemi Letizia (e con i suoi genitori, coinvolti direttamente nella vicenda). Anche alla luce delle tante, diverse versioni fornite sino ad oggi. E, soprattutto, alla luce delle dichiarazioni di Gino Flaminio, napoletano, che – in un’intervista proprio a ‘Repubblica’ – ha dato la sua versione sulla nascita dei rapporti tra la sua ex fidanzata, Noemi Letizia, e Silvio Berlusconi. Parole – subito smentite da Elio Letizia, papà di Noemi, con tanto di querela – che hanno aggiunto altri punti interrogativi rispetto alle (diverse) versioni che si sono succedute sino ad oggi.

L’ultimo aggiornamento – almeno in ordine di tempo – è arrivato, poi, direttamente da Elio Letizia, che, in un’intervista a ‘Il Mattino’, ha dato la propria versione dei fatti, ricostruendo la nascita del rapporto con Berlusconi, e confermando un altro elemento ancora più privato: la tragica morte del figlio di appena 19 anni. In occasione di quella tragedia familiare, racconta Elio Letizia, è nata l’amicizia con Silvio Berlusconi.

Capitoli si aggiungono a capitoli, versioni si aggiungono a versioni, toccando anche, inevitabilmente, politica e istituzioni. E così, come in un gioco delle parti, dall’opposizione si chiede al premier Berlusconi di dire la verità, dalla maggioranza si sminuisce la vicenda.
E, dall’esterno dell’agone politico, è ‘Famiglia Cristiana’, attraverso il proprio direttore, don Antonio Sciortino, a chiedere al presidente del Consiglio di «fare definitivamente chiarezza. Non si può sottrarre alla legittima richiesta che viene dai media, perché non esiste per nessuno l’immunità morale».

Anche così, come avviene ogni giorno dalla fine di aprile, la palla viene ripassata nelle mani di Berlusconi, che proprio nelle ultime ore ha annunciato di voler parlare, in occasione di un’intervista alla Cnn: «Mi hanno accusato di avere mentito nelle dichiarazioni che ho fatto ai giornali, allora di fronte a un’accusa di questo genere reagirò, spiegherò esattamente com’è la situazione e avrò ancora una volta tutti gli italiani con me». Aggiungendo, poi, di ritenere «indegno il comportamento di chi entra in una vicenda privata per farne motivo di attacco politico. Non c’è nulla, nulla di nulla, che sia minimamente negativo, abbiamo chiarito la situazione e ancora di più la chiariremo in futuro, anche se all’inizio io non ho voluto che si entrasse nei rapporti tra me e questa famiglia perché ritengo che abbiano diritto alla privacy e segretezza, perché fanno parte della mia vita privata».

Ma, e questo è il punto cruciale, a parte gli annunci di chiarimenti, ciò che molti attendono è una presa di posizione netta di Berlusconi, risposte dirette a domande dirette, per ricostruire l’intera vicenda.
Perché se l’uomo politico deve essere come la moglie di Cesare, cioè al di sopra di ogni sospetto, anche un’ombra può incrinarne il consenso… soprattutto in una politica fatta sempre più costantemente di immagine.

E l’evoluzione di questa storia è, paradossalmente, anche una cartina di tornasole per l’Italia e per gli italiani. Per Dario Fo, non a caso, «noi italiani abbiamo quello che ci meritiamo. È all’estero che ci guardano come poveri deficienti, ma in Italia si applaude. E questo perché Berlusconi ha tirato fuori il peggio di questo Paese». E aggiunge, in un’intervista a ‘Repubblica’, che «Berlusconi è il sogno dell’italiano medio, incarna l’anima profonda del Paese e l’ha allevata rendendola più triviale, più meschina e kitsch. Ecco perché dico che il problema non è lui, sono gli italiani. Non per tutti per carità. Sono un 50 per cento. Ma è quel 50 per cento che lo applaude».

Per aver mentito, Bill Clinton, presidente degli Stati Uniti d’America, rischiò l’impeachment. Per Berlusconi, molto più prosaicamente, il vero pericolo è la perdita di consenso. Quella delle urne elettorali, o, forse di più, quella dei sondaggi…

Attilio Ievolella

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