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Diario politico. Minzolini direttore del Tg1 L’Anm al premier: “Attacchi inaccettabili”

maggio 20, 2009 di Redazione 

Prosegue il racconto quotidiano del giornale della politica italiana, quasi ogni sera su queste pagine. La firma, oggi, è di Carmine Finelli. Che dispiega il filo di una giornata in cui la fanno da padrone le nomine Rai, con la scelta del notista politico della “Stampa”, da tempo al seguito del premier, come nuovo numero uno del principale telegiornale italiano. Mauro Mazza dal Tg2 alla direzione della rete uno. L’opposizione, compatta, reagisce a quella che viene considerata “un’occupazione della Rai” da parte della maggioranza. Ma proseguono anche le polemiche dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza sul caso dell’avvocato inglese che sarebbe stato corrotto da Berlusconi. Il quale attacca: “La Gandus – il giudice che ha emesso la sentenza – è un’esponente della sinistra radicale, è mia nemica”. L’Associazione nazionale magistrati reagisce. Ma anche dal centrosinistra si auspica che “il premier non venga in aula ad autoassolversi”. La Cei “difende” i migranti respinti. Frattini rinuncia ad una visita in Iran dopo un lancio di missile da parte di Teheran. Il racconto.

Nella foto, il neodirettore del Tg1 Augusto Minzolini

di Carmine FINELLI

Giornata politica molto calda a Roma, soprattutto dalle parti di viale Mazzini. Il consiglio di amministrazione della Rai ha varato le prime nomine di direttori di telegiornali e di rete. Accogliendo la proposta del direttore generale Mauro Masi, il cda ha dato il via libera alla nomina di quattro vice direttori generali. Si tratta di Antonio Marano, Gianfranco Comanducci, Lorenza Lei e Giancarlo Leone. Il consiglio ha anche nominato il direttore del Tg1 che sarà Augusto Minzolini, mentre direttore di rete sarà Mauro Mazza. Al voto hanno partecipato tutti i consiglieri vicini alla maggioranza ed il presidente Paolo Garimberti.
I consiglieri vicini all’opposizione per protesta hanno lasciato la sala del consiglio. Nino Rizzo Nervo, Rodolfo de Laurentiis e Giorgio Van Staten hanno spiegato le loro ragioni in una conferenza stampa. Secondo i tre consiglieri le nomine sarebbero “irricevibili” in quanto estranee ad una “riorganizzazione gerarchica dell’azienda” e perché sono state “dettate dall’esterno”. “Oggi abbiamo appreso che non c’è una riorganizzazione vera dell’azienda ma la nomina di quattro collaboratori di staff del direttore generale, secondo una espressione usata da un consigliere di maggioranza, mentre per il Tg1 e Raiuno – continuano i tre – si è trattato di ratificare la dipendenza del Cda da fonti di nomina non previste dallo statuto e dal codice civile”.
A margine della riunione Mauro Masi si è detto “molto soddisfatto” delle nomine. “Mazza e Minzolini sono assoluti professionisti, non inquadrabili in termini diversi da quelli professionali” ha spiegato lo stesso Masi. Intanto dall’opposizione parlamentare infuriano le polemiche. Dario Franceschini, segretario del Partito Democratico, attacca Berlusconi. “Il presidente del Consiglio, evidentemente non sazio del controllo della comunicazione che ha, vuole estenderlo. Vuole il controllo totale. Non si è mai visto fare delle nomine decise in altro luogo e ratificate in consiglio di amministrazione a 15 giorni dalle elezioni”. E dal Pd anche il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro interviene sulla vicenda. “Si è perso il senso del limite – ha detto la Finocchiaro – Se conservassi ancora il dono dell’ironia andrei a rileggere il Berlusconi-pensiero del primo periodo, quello che diceva che la politica doveva restare fuori e che andava sostituita con l’efficienza. Questa è invece un’invasione a tutto campo”.
Pierferdinando Casini, ospite della trasmissione “Omnibus” su La7 ha detto che “Rispetto alle motivazioni della sentenza Mills, tutto sommato annunciata, mi sembra molto più scandaloso che si provveda a una sorta di occupazione della televisione di Stato”. “Se guardiamo a quello che sta succedendo – ha aggiunto Casini – la lottizzazione del passato è un fatto nobile. Oggi si fanno nomine unicamente con una logica di bilancino all’interno del partito di maggioranza”.
E la Rai è anche al centro di un altro ciclone: Marco Pannella. Lo storico esponente radicale sta praticando un nuovo sciopero della fame per protestare contro la scarsa rilevanza che l’informazione del servizio pubblico ha dato alla lista presentata dal suo partito per le Europee. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha espresso viva preoccupazione per la salute di Pannella in una telefonata al Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli. “Il Presidente Fini – si legge in una nota di Montecitorio – ha auspicato che l’impegno delle Istituzioni a tutela del pluralismo, com’e’ pure nelle preoccupazioni del Presidente Zavoli, possa contribuire a far desistere Marco Pannella, il cui contributo alla vita civile e democratica del Paese e’ unanimemente riconosciuto, dallo sciopero della fame e della sete, che si protrae ormai da cinque giorni con evidente pregiudizio della sua salute”.

Caso Mills. La sentenza di condanna dell’avvocato inglese ha suggerito attacchi del premier contro il giudice Nicoletta Gandus, presidente della sezione del tribunale di Milano che l’ha emessa. Secondo il presidente del Consiglio il giudice Gandus è “un’esponente della sinistra estrema” e per questo contraria alla sua attività politica. Il premier ha anche sostenuto che il giudice, essendo sua nemica, non può certo essere considerata imparziale. Stando a quanto afferma Berlusconi l’accusa sarebbe infondata perché né “le mie società nè tanto meno io avevamo ragioni per fare quel versamento a Mills che proprio con le sue dichiarazioni era stato il principale responsabile di una sentenza di condanna. Davvero un’assoluta assurdità”. “Questo è solo l’ultimo dei processi che mi sono stati cuciti addosso – ha detto ancora Berlusconi sul caso Mills – In totale più di 100 procedimenti, più di 900 magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 587 visite della polizia giudiziaria e della guardia di finanza, 2560 udienze in 14 anni, più di 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti. Dei record davvero impressionanti, di assoluto livello non mondiale ma universale, dei record di tutto il sistema solare”.
L’opposizione polemizza con il primo ministro per le sue esternazioni. Il segretario del Partito Democratico, Dario Fraceschini, afferma che tra la gente “c’è grande indignazione. Berlusconi pensa ai propri problemi e non a quelli delle persone, come dimostra la sollecitudine con cui ha fatto approvare il Lodo Alfano”. Franceschini non crede che il premier manterrà l’impegno, assunto ieri, di riferire in Parlamento sulla vicenda. “Il premier dall’inizio della legislatura non ha trovato nemmeno due minuti per venire in Parlamento a parlare della crisi e dei problemi degli italiani, e ora vuole venire in aula per autoassolversi e sollevare un polverone; e il Lodo Alfano lo ha fatto approvare in tre giorni. Chi fa politica – ha concluso Franceschini – deve occuparsi dei problemi delle persone e non sempre dei propri problemi”. Per Antonio Di Pietro “Berlusconi come tutti gli italiani deve andare a difendersi in tribunale. Se Berlusconi viene ad accusare la magistratura in Parlamento – afferma il leader dell’Italia dei Valori – è un attacco alla Costituzione e una violazione al principio della divisione dei poteri. I presidenti delle Camere non devono permettere che avvenga, altrimenti si rendono assenti nel difendere le prerogative del Parlamento”. Ai leader dei due partiti di opposizione giunge la replica di Niccolò Ghedini: “Certamente Berlusconi non ha alcuna intenzione di portare il processo in sede parlamentare – dichiara – Credo che abbia intenzione di fare un discorso di natura politica, quindi sui problemi che si incontrano quando il codice non prevede dei rimedi ove vi siano dei giudici che hanno già espresso un orientamento di tipo politico e di contrasto nei confronti di colui che vanno a giudicare”.
Intanto l’Associazione Nazionale Magistrati considera “inaccettabile che da parte di esponenti politici e di rappresentanti del governo – sostiene una nota della giunta dell’Anm – vengano rivolte invettive e accuse di carattere personale nei confronti dei componenti del collegio del tribunale di Milano e in particolare del suo presidente”.

Immigrazione. Le vicende giudiziarie del premier non distolgono l’attenzione dalla questione immigrazione clandestina. La Conferenza Episcopale Italiana interviene duramente sulla politica italiana in materia di immigrazione. La decisione delle autorità italiane di rimpatriare i barconi di clandestini corrisponde a farli ritornare indietro “su strade di fame e di morte che già conoscevano: non tutti erano bisognosi di asilo, non tutti santi, ma poveri lo sono di certo”. E’ quanto ha dichiarato il presidente della Commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro e vescovo di Ivrea, monsignor Arrigo Miglio il quale fa anche cenno alla proposta di Matteo Salvini di istituire a Milano vagoni della metro per soli milanesi. Monsignor Miglio definisce tali prese di posizione come “un inedito apartheid”.

Frattini. E mentre in Italia si discute su cosa sia giusto o sbagliato fare, l’Iran di Ahjmadinejad testa missili terra-terra. Il missile testato sarebbe un Sejil-2, a media gittata. Durante un discorso a Semnam il presidente iraniano ha annunciato che ieri l’Iran ha lanciato il suo primo missile terra-terra centrando l’obiettivo.
Ed è questa la ragione che ha indotto il ministro degli esteri Franco Frattini a rinunciare all’incontro programmato con Ahjmadinejad. Una nota della farnesina spiega che l’Iran ha cambiato programma. L’incontro, inizialmente previsto a Teheran, sarebbe dovuto svolgersi a Semnan. Una scelta che non è stata accolta da ministro Frattini che si è detto rammaricato per la perdita di una occasione di approfondimento del ruolo dell’Iran nella stabilizzazione di Afghanistan e Pakistan.

Carmine Finelli

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