Top

“Mills fu corrotto da Berlusconi”. Il Pd: ‘Premier rinunci a Lodo Alfano’

maggio 19, 2009 di Redazione 

I fatti sono questi: nel 1997 l’avvocato inglese ricevette somme di denaro per dichiarare il falso. Lo ha stabilito la sentenza che il 17 febbraio ha condannato David Mills, e di cui oggi sono state depositate le motivazioni. Il giornale della politica italiana comincia a raccontarvi la vicenda, dopo avervi proposto l’intervento di Andrea Sarubbi. Dall’opposizione giunge dunque la richiesta di rinuncia all’immunità data al premier dalla legge del 2008, ma Ghedini: “Non lo farà”. Il punto. Sentiamo.

Nella foto, l’avvocato inglese David Mills

-

di Carmine FINELLI

L’avvocato inglese David Mills ha ricevuto ingenti somme di denaro da Silvio Berlusconi per dichiarare il falso in due processi: All Iberian e quello relativo alla corruzione nella Guardia di Finanza. E’ quanto è emerso dalla sentenza che il 17 febbraio ha condannato l’avvocato britannico, e di cui oggi sono state depositate le motivazioni.

Il documento, per la cui redazione ci sono voluti tre mesi, attribuisce a David Mills la volontà di agire “da falso testimone da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse, o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute sino a quella data, dall’altro ha contemporaneamente perseguito il proprio ingente vantaggio economico”.

La vicenda risale al 1997. Silvio Berlusconi avrebbe inviato circa 600.000 di dollari a Mills per convincerlo a dichiarare il falso nei processi All Iberian e Corruzione nella Guardia di Finanza per disancorare la figura di Berlusconi dalla creazione di due società off-shore usate da Mediaset per creare fondi neri. “Il fulcro della reticenza di David Mills in ciascuna delle sue deposizioni – si legge nel documento – sta nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest e non alla persona di Silvio Berlusconi, la proprietà delle società off-shore, in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti”. Nel documento è riportato anche che “David Mills ha ricevuto enormi somme di denaro, estranee alle sue parcelle professionali, da Fininvest e da Silvio Berlusconi, fin dagli anni 1995 – 1996, e quindi da un’epoca anteriore a quella delle sue deposizioni nei procedimenti tenuti a Milano” nei quali il Presidente del Consiglio era imputato.

Dal processo che ha portato alla condanna di Mills, la posizione di Silvio Berlusconi è stata stralciata in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla costituzionalità del Lodo Alfano. Di conseguenza risulta sospeso il dibattimento nei confronti del Presidente del Consiglio. Il premier si è detto pronto a riferire in Parlamento sulla vicenda. Dall’opposizione, tuttavia, giunge la richiesta a Berlusconi di rifiutare l’immunità del Lodo Alfano per permettere alla giustizia di fare il suo corso. Il vice capogruppo del Partito Democratico al Senato, Luigi Zanda, ho sollecitato il presidente del Senato ad attivarsi per far sì che Berlusconi si presenti in Parlamento e rinunci all’immunità. “Abbiamo letto dalle agenzie le motivazioni della condanna dell’avvocato Mills. Devo manifestare grande disagio istituzionale e anche politico – ha detto Zanda, rivolto al presidente del Senato – nel chiedere la parola su questo argomento ed esprimo due domande a nome del Pd: Le chiediamo di farsi interprete della nostra richiesta al presidente del Consiglio perché rinunci al Lodo Alfano”. Sulla stessa linea di Zanda è il segretario del Pd, Dario Franceschini invita il Presidente del Consiglio a dire in Parlamento: “io rinuncio ai privilegi del lodo Alfano e mi sottopongo a un giudizio come tutti i normali cittadini”. Intanto dai microfoni di Radio due ospite della trasmissione “28 minuti” di barbara Palombelli, Antonio Di Pietro ha espresso il suo disappunto. “Il problema non è Mills, che è un testimone che ha detto il falso, dice la sentenza, il grave è che lo ha fatto per consentire a Silvio Berlusconi, cioè al nostro presidente del Consiglio, e alla Fininvest, il massimo organo di informazione privata, l’impunità dalle accuse o almeno il mantenimento di ingenti profitti realizzati attaverso i compimento di operazioni illecite. – ha affermato Di Pietro – La sentenza dice che Berlusconi ha fatto operazioni illecite, ha pagato la corruzione di Mills, e che quindi Berlusconi, se non ci fosse stato il lodo Alfano, sarebbe stato condannato anche lui per questi reati”.

Commentando le motivazione della sentenza Mills, Giancarlo Lehner, deputato del Pdl ha dichiarato: “Questa è una condanna a Berlusconi”. “Il lessico della sentenza – ha spiegato Lehner – appartiene ad una sentenza della Santa Inquisizione alla quale si ispira il rito ambrosiano quando ci si occupa di Berlusconi o di persone a lui vicine, una sentenza scritta con rabbia contro l’eretico”. Secondo Lehner, attraverso, questa sentenza, Berlusconi è stato condannato per interposta persona e dunque “Questa sentenza è l’ennesima vergogna perché è un comizio, non una motivazione che spiega la condanna di Mills ma che attacca in maniera furibonda il nostro premier” ha concluso il deputato del Pdl.

Carmine Finelli

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom