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Diario politico. Fini: “No a leggi su base religiosa”. Onu, Maroni: basta polemiche

maggio 19, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Il presidente della Camera lancia un nuovo monito per ciò che riguarda la laicità dello Stato. Critiche da destra. Lupi: “Sbaglia”. Il Vaticano: “No ai precetti, ma si parla dei diritti delle persone”. Intanto si accende il confronto nella maggioranza dopo le parole di La Russa contro l’Unhcr. Maroni: “Toni incomprensibili. Si rischia di pregiudicare il lavoro fatto in questi mesi”. Lo stesso Fini: “Salvaguardare il diritto alla vita. Nessun migrante è felice di lasciare il Paese d’origine”. Il racconto.

Nella foto, il presidente della Camera, Gianfranco Fini

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di Ginevra BAFFIGO

Polemiche vecchie aprono questa nuova settimana; riportate al centro del pubblico dibattito dal Presidente della Camera, che in questo lunedì non solo ha voluto ribadire l’importanza della laicità dello Stato e degl’inalienabili diritti dei migranti, ma ha anche ammonito i partiti, frementi per le prossime elezioni, a non far propaganda sui problemi dell’immigrazione. Nulla di nuovo insomma, ma le parole di oggi ribadiscono con forza la posizione che la terza carica dello Stato sta assumendo già da qualche mese.
“Il Parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso – ha detto Gianfranco Fini - Il dibattito sulla bioetica è complesso e mi auguro che venga affrontato senza gli eccessi propagandistici che ci sono stati da entrambe le parti, perché queste sono questioni nelle quali il dubbio prevale sulle certezze”. Parole di fuoco che, sebbene ribadiscano niente di più del precetto costituzionale, e perciò tutt’altro che rivoluzionario, hanno comunque fatto infuriare il centrodestra, governativo e non. I toni più accesi si sono registrati nelle file dell’Udc: Luca Volontè ha infatti replicato duramente, definendo la parole del presidente della Camera ”il peggiore attacco laicista della storia repubblicana” ed ha poi proseguito dicendo “Siamo alla vergognosa e inaccettabile discriminazione dei credenti, come ai tempi dei totalitarismi neri del ’900″. Idv e Pri appoggiano invece Fini, anche se chiosano ironicamente dal partito di Di Pietro: ”Peccato che sia una posizione isolata nel Pdl, un partito non solo autoritario, ma ormai anche confessionale”. Dalla Santa Sede, come era del tutto prevedibile, non è tardata la reazione di Monsignor Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita: «I cattolici non hanno mai preteso che si facessero leggi basate unicamente sui precetti religiosi, come andare a messa. Quello su cui si discute sono tutti qualificabili come diritti fondamentali della persone. Vorremmo anzi che il fatto che siano i cattolici a difenderli non facesse pensare che per questo sono meno carichi di valore umano e che la difesa fatta dai cattolici sia di una razionalità minore. A noi la fede ci conforta nell’argomentazione razionale, non sostituisce mai la ragione umana».

Respingimenti. Lo scontro fra il governo e l’Unhcr è ad oggi tutt’altro che placato; La Russa, nonostante si sia scusato per i toni usati pochi giorni fa, non retrocede dalla sua posizione, ma al contrario ribadisce il diritto dell’Italia a respingere i barconi di migranti e a farli scortare dalla Marina nei porti libici. Come è ben noto questa linea adottata dal nostro paese preoccupa l’Onu; e se l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Antonio Gutierres, parla di missione umanitaria, in Italia il contenzioso minaccia di diventare una diatriba per soli tecnici, dato che si sta spostando la discussione sul piano del diritto internazionale. Ed è in questo contesto che stupiscono le parole di Fini, il quale abbandonata la linea del governo, invita a ricordare la vicenda umana: «Bisogna aiutare queste persone nei loro Paesi. Paesi che hanno problemi seri, come la totale assenza dei diritti umani. Bisogna agire in una logica internazionale. Dobbiamo spenderci per garantire a queste persone il diritto alla vita e ricordare che nessun migrante è felice di lasciare il suo Paese d’origine».
In uno strano contraddittorio che si è venuto a creare all’interno della maggioranza non tarda l’intervento di Roberto Maroni: «La polemica sull’Unhcr è incomprensibile, innalzare i toni potrebbe pregiudicare il buon lavoro che abbiamo fatto in questi dieci mesi». Mentre dall’opposizione Anna Finocchiaro si preoccupa dell’isolamento internazionale che potrebbe seguire: “Siamo a una sorta di delirio di onnipotenza che dovrebbe preoccupare tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell’Italia: su crisi e immigrazione, in nome della propaganda elettorale, questo governo ci sta spingendo in un tunnel davvero pericoloso».

Antimafia. Nel profondo Sud italiano invece il guardasigilli Alfano ha annunciato un Testo Unico sulle leggi antimafia. Nel corso di un incontro in Prefettura a Palermo Il Ministro ha illustrato le nuove norme antimafia, approvate dalla Camera il 13 maggio scorso.”Stiamo lavorando per un testo unico che contenga tutte le norme antimafia e le misure di prevenzione personali e patrimoniali”. Con una punta di orgoglio parla della nuova normativa del 41-bis: carcere duro per i boss, aggressione ai beni mafiosi e alla loro gestione, nuovi poteri al Prefetto e al Questore per le misure di prevenzione personali e patrimoniali. Norme “fortissime, al limite della Costituzione” aggiunge Alfano con lo sguardo già volto al G8 giustizia che si terrà a Roma; “Da queste normative si partirà per esportare nel mondo un modello di contrasto alla criminalità organizzata”. Auspica infine che “questo pacchetto di contrasto alla mafia diventi legge al più presto possibile”. Nel corso del medesimo incontro ha anche specificato che non verranno riaperte le strutture penitenziarie dell’Asinara, di Ponza e Pianosa, perché il progetto del Ministro prevede la realizzazione di nuove carceri “per soli 41-bis”.
L’autore è senz’altro soddisfatto della sua opera, tanto da definirla “il più grosso sistema di contrasto alla mafia dai tempi di Falcone al ministero della Giustizia”.

Ginevra Baffigo

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