Top

La partita per la conquista di Firenze. In “campo” Matteo Renzi e Giovanni Galli

maggio 17, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana racconta le grandi sfide delle Amministrative ’09. Dopo avervi parlato di Bologna, ecco la situazione del capoluogo toscano, dove si confrontano il volto nuovo del Pd, vincitore alle primarie un po’ a sorpresa contro tutti i candidati “organici”, e l’ex portiere della Fiorentina, scelto – non senza qualche travaglio, anche per i dubbi di Berlusconi – dal Pdl. In tutta Toscana il timore, da parte del centrosinistra, è che ci possa essere un avanzamento degli avversari, in una terra da sempre appannaggio della sinistra. Ce ne parla Ginevra Baffigo. 

Nella foto, veduta di Firenze

-

di Ginevra BAFFIGO

La Toscana si prepara a tornare alle urne: in 210 comuni ed in 8 provincie si decreteranno, oltre ai deputati da mandare a Strasburgo, anche le nuove giunte dell’Amministrazione. La storica regione del centrosinistra, a poche settimane dal voto, palesa il nuovo assetto politico che si sta delineando in Italia. Se nel 2004 l’esito elettorale era facilmente deducibile, le prossime elezioni aprono nuove possibilità al centrodestra, che potrebbe approfittare del malcontento generalmente diffuso nell’elettorato di sinistra per espugnare le roccaforti dei “rossi”. Alcune importanti città infatti sembrerebbero inclini a capitolare: Grosseto e Pistoia potrebbero abdicare ad una prima giunta pidiellina, ma soprattutto Prato, polo industriale toscano che la crisi ha gravemente compromesso, potrebbe far incassare al centrodestra una storica vittoria.
Sebbene rilevanti le realtà di queste province è nel capoluogo che la contesa tra i candidati travalica i confini comunali e provinciali. Firenze si sta facendo, da alcuni anni a questa parte, baluardo di un nuovo modo di fare politica, che nei palazzi romani è ancora lontano dal verificarsi. Giovani uomini politici stanno conquistando la città medicea, o per lo meno ambiscono a farlo. Dalla Provincia al comune, già 5 anni fa la carta vincente erano stati i volti under 30. Non stupisce perciò la candidatura di Samuele Baldini, appena ventinovenne, a Presidente della Provincia per il Pdl, ma al contrario questa potrebbe essere la scelta vincente, così come nel 2004 si dimostrò quella di candidare l’uscente Matteo Renzi, ora in lizza per la poltrona di sindaco. La Provincia fiorentina è considerata da sempre inespugnabile per il centrodestra, ma il vice coordinatore provinciale del Popolo della Libertà ha le idee chiare sul da farsi, ed il fatto che l’agone sia polarizzato in scontro Pdl-Pd, rappresentato quest’ultimo dall’attuale vicepresidente di Palazzo Medici Ricciardi, Andrea Barducci, potrebbe portare ad un esito sorprendente.
La gara per Palazzo Vecchio invece è decisamente più articolata: sono ben 9 ha correre per il posto di sindaco ed i più quotati sono tre. Anche qui di certo non manca il confronto fra Pd e Pdl, ma i sondaggi prevedono un ballottaggio che non necessariamente riproporrà questo binomio. Matteo Renzi, il volto giovane del Partito Democratico, verrà sostenuto oltre che dall’omonima lista e quella del suo partito, anche da “facce nuove a Palazzo Vecchio”, Idv, Sinistra per Firenze e Comunisti fiorentini. Per il centrodestra è stato invece schierato Giuseppe Galli, il quale cambia il campo della partita ma non il numero della maglia; l’ex portiere della Fiorentina e del Milan sarà infatti il primo sulla scheda elettorale, e da questa postazione scenderà in campo, politico stavolta, supportato da sei liste: dopo un lungo dibattito infatti anche la Lega si è decisa ad appoggiarlo, ritirando in extremis la candidatura di Laura Lodigiani.
Fra gli aspiranti sindaco troviamo anche il “socialista” Valdo Spini, professore universitario in pensione nonché ex ministro, il quale sarà appoggiato dal Prc, dai Verdi e dai Comunisti italiani, ma non dal suo partito. In compenso neppure lui si è fatto mancare la propria lista civica, vero e proprio must di questa tornata elettorale.
Il gran numero di questo tipo di liste viene però visto con preoccupazione da molti, poiché rischia di erodere ulteriormente il consenso a sinistra, parcellizzandolo inutilmente, non solo a Firenze; dai grillini capeggiati da Alfonso Bonafede a l’unica donna, candidata decisamente “a sinistra”, Ornella de Zordo, le liste civiche ambiscono in queste amministrative a catalizzare quel serbatoio elettorale di sinistra, non rappresentato dal Partito Democratico, e che già nelle politiche dell’anno scorso è andato ad incrementare il trend positivo del Carroccio in regioni anomale quali l’Emilia, il Lazio e la stessa Toscana.
Inoltre la polemica sollevata da Lapo Pistelli, battuto alle primarie di partito con poco più di 100 voti da Matteo Renzi, di certo non aiuterà la vittoria del centrosinistra. Il veltroniano Pistelli non solo ha dichiarato che non intende votare Leonardo Domenici, sindaco uscente di Firenze ora candidato alle Europee per il Pd, ma ha anche sollevato seri dubbi su alcuni punti del programma dell’aspirante sindaco di Firenze, fermo restando che non per questo verrà meno il suo sostegno alla lista di partito. Curiosamente le stesse obiezioni sono state fatte da Valdo Spini, il quale, spalleggiato da un equipe di esperti, ha invece indicato in modo molto chiaro gli interventi che intenderebbe fare a Firenze: dalla spinosa questione dei tram nel centro storico alla precisa ubicazione dello stadio, finanche a delineare un nuovo rapporto del Comune con lo Stato. A Spini va inoltre riconosciuto il fair play con il quale sta conducendo la sua campagna elettorale: ha evitato infatti di richiamare l’attenzione degli elettori sull’ex-schedina candidata nelle liste di Renzi, e non ha ceduto neanche ad una facile polemica sull’ex portiere di recente investito da vocazione politica. Quest’ultimo, sebbene nuovo al gioco politico, si è rapidamente uniformato ad un vecchio schema di partito, imperniando il programma elettorale sul tema della sicurezza: no all’abusivismo, nuovi standard di pulizia e nuovi regolamenti per i vigili urbani. Si sospetta comunque che la carta vincente della sua campagna elettorale sarà la visita di Berlusconi, il cui tour farà tappa non solo a Firenze ma anche a Prato e Grosseto.
Infine per l’Udc correrà Mario Razzelli, il quale spartirà i voti di centro con Marco Carraresi della lista “Firenze c’è”.
Se sono stati sottolineati dei punti deboli nel programma Pd, innovativa e di grande impatto è la modalità con cui viene portata avanti la campagna elettorale dai giovani democratici: eco-compatibile e a basso costo. I candidati delle liste di Renzi si mescoleranno fra gli elettori in un tour in bicicletta per le strade e le piazze di Firenze, muniti solo di un piccolo podio “portatile”, dal quale come corner-speakers londinesi, intendono raccontare ai passanti le loro idee per la città.
La contesa sarà comunque più che ardua, in 900 ambiscono ad occupare i 46 posti del consiglio comunale, e perciò la gara non sarà solo per la vittoria di un colore politico da dare alla città, ma anche fra colleghi di una stessa lista.

Ginevra Baffigo

Commenti

One Response to “La partita per la conquista di Firenze. In “campo” Matteo Renzi e Giovanni Galli”

  1. Federico on maggio 18th, 2009 09.45

    Opinioni tutte rispettabili, i numeri invece rimangono, fra Matteo Renzi e Lapo Pistelli ci sono stati più di 5.000 voti di distacco non 100:
    Matteo Renzi 15.104 voti
    Lapo Pistelli 10.031voti.

Bottom