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Le mappe dei partiti. Identità e correnti/3 Italia dei Valori, ideologia etica e morale

maggio 13, 2009 di Redazione 

Riprendiamo la serie dei nostri ritratti di cultura politica sulle quattro principali forze del nostro Paese sviscerando, dopo Pdl e Lega e prima del Pd, il partito di Di Pietro. La firma è di Luca Lena. Sentiamo.

Nella foto, Antonio Di Pietro

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di Luca LENA

Fondato da Antonio di Pietro il partito si propone di portare avanti una sorta di giustizialismo scevro delle sue accezioni originarie, ma sostenuto da una matrice ideologica etica e morale. I presupposti fondamentali su cui batte il partito riguardano tematiche non prettamente inerenti alla partecipazione politica attiva quanto alle metodologie strutturali con cui la politica si affaccia sul panorama collettivo. Attraverso un garantismo dei principi minimi e nel rispetto della cosiddetta “questione morale” l’Idv insegue alcuni degli aspetti solitamente trascurati o nascosti della politica, radicando il proprio approccio in contrapposizione alla visione politica di Berlusconi, considerata assolutamente demagogica.
Improntato su una cultura riformista, cattolica sociale ed economica liberale, l’obiettivo preminente del partito riguarda la tutela dei diritti civili e la custodia dei principi di eguaglianza e sussidiarietà, nel quadro di un federalismo europeo.
La leadership di Di Pietro ha raccolto sempre più consensi grazie al carisma enfatico, a tratti incespicante, con il quale rinvigorisce i propri convincimenti, attraverso una dialettica ed una gestualità poco rigida alle formalità istituzionali. Per contrastare il governo attuale, Di Pietro ha portato avanti battaglie giuridiche legate al rispetto dei valori costituzionali e morali, adducendo a pretesto perfino lo scarso appoggio ricevuto dagli altri ambienti politici, attirando su di sé critiche anche dagli alleati del PD accusandolo di minare la stabilità dell’opposizione e di finire per fare il gioco di Berlusconi. Un po’ come per la Lega, anche l’Idv non rappresenta dunque una vera e propria ideologia interna, così come dimostrabile nell’incapacità di collocare politicamente lo stesso leader. La maggior parte degli esponenti provengono dalla vecchia Democrazia Cristiana, come Leoluca Orlando, Fabio Giambrone e Mario Occhipinti. Altri hanno esperienze nel PCI come Franca Rame, Fabio Evangelisti, Pancho Pardi e Gianni Vattimo. Infine, per molti altri non è nota la derivazione politica prima del 1994, come Giorgio Calò e Massimo Donadi.

Luca Lena

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