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L’intervento. Decreto sicurezza, il tema-lotta alla mafia di F. Laratta

maggio 13, 2009 di Redazione 

E’ stato votato oggi, il ddl del Go- verno in tema di sicurezza e immigrazione. E proprio delle parti che riguardano i migranti si è parlato in questi giorni. Ma ci sono anche dei risvolti per il contrasto alla criminalità organizzata. Ed è su questo che il deputato del Partito Democratico, membro della Commissione Nazionale Antimafia, dice la sua. Sentiamo.

 

Nel disegno, l’onorevole Franco Laratta

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di FRANCO LARATTA*

Con la fiducia ci hanno impedito di migliorare le norme antimafia contenute nella legge, che risultano incomplete nelle parti decisive, spesso lacunose e contraddittorie. Ora speriamo che la cosa non si ripeta al Senato, dove contiamo di poter migliorare la legge. Sfidiamo comunque la maggioranza a convergere con noi su alcuni ordini del giorno che contengono precisi indirizzi al Governo su punti qualificanti della lotta alla mafia e sui quali i loro stessi ministri si sono già detti d’accordo con noi nelle audizioni in Commissione Antimafia.

Nel disegno di legge ci sono alcuni punti sul sequestro e la gestione dei beni. Ma non si è voluto tenere conto della relazione approvata all’unanimità in Commissione Antimafia nella scorsa legislatura. Le soluzioni allora previste ruotavano attorno alla realizzazione di una Agenzia Nazionale per i beni confiscati. Nel Decreto sicurezza, invece, sono stati presi solo dei pezzi e non si toccato il punto vero e dolente di tutto il sistema: l’agenzia del Demanio, che continuerà ad avere in gestione i beni, che dovrà avanzare le proposte di assegnazione (anche se il potere definitivo di assegnazione viene dato ai Prefetti), che continuerà ad essere pagata dallo Stato per ogni giorno in cui detiene i beni. Tutto questo manterrà aperti quasi tutti i problemi, ed il Commissario di Governo non può risolverli tutti perché ha solo poteri di coordinamento.

Noi proponiamo di realizzare una struttura agile e veloce, che sostanzialmente accentri tutte le diverse competenze e soprattutto sia unico riferimento per la soluzione dei problemi: verificare la celerità delle assegnazioni, trattare con i creditori per liberare i beni immobili da ogni gravame ipotecario, assegnare i beni solo a destinatari affidabili. Il Ministro dell’interno Maroni, il 2 aprile in Commissione Antimafia, ha detto chiaramente di essere favorevole alla sua costituzione. Ora vorremmo sapere perché questa norma non è presente nel Decreto sicurezza al quale è posta la fiducia. Cosa è successo? Chi nel governo l´ha fatta saltare?

Infine sulle norme antiraket. E´ gravissimo che il Ministro della Giustizia abbia cercato di eliminare questa norma, perché è una norma che per prima ha applicato la Confindustria Sicilia al suo interno, e poi la Confindustria Nazionale.
Nei maxiemendamenti è stata ripristinata la norma che prevede che agli imprenditori che pagano il pizzo la revoca dell´appalto. E’ una norma già importante ma che noi avremmo voluto, e potuto, rendere ancora più efficace. Ed io ero tra i proponenti di alcuni emendamenti in tale senso, poi saltati per il voto di fiducia. Questa norma ha un unico fine: impedire che un solo euro di soldi pubblici possa essere passato alla mafia! E´ quello che è successo per anni, e succede anche oggi, in questo momento, negli appalti per la Salerno-Reggio Calabria, come nel più piccolo appalto per la asfaltare una strada in un comune. Ma occorre essere decisi e chiari nella legge. E non fare solo enunciazioni generiche.

Nei nostri emendamenti si prevedeveva l’istituzione anche di un sistema premiale per chi denuncia e fa arrestare i suoi estorsori. Un sistema molto semplice, che alcuni comuni amministrati dal centrosinistra già applicano (Lamezia, Gela, Niscemi ad esempio), che prevede l’esenzione da tasse e imposte. Saltati gli emendamenti, abbiamo predisposto un ordine del giorno, che non ha forza di legge, ma è comunque un forte segnale politico. Vedremo come si comporterà il Governo e la maggioranza.

E per chiudere. In nessuno dei tanti provvedimenti sulla sicurezza il Governo ha ritenuto di dover inserire una sola norma che riguardasse il miglioramento della legge attuale sui testimoni, evidentemente ritiene che questa legge funzioni così. Ma non è vero e lo sanno tutti.

Intanto la mafia si fa ricca ancora di più. Proprio tre giorni fa è intervenuto a dire queste cose il Capo dello Stato. Quando la recessione sarà finita, troveremo la criminalità organizzata più ricca e più forte. Padrona di imprese e aziende in tutta Italia. Di queste cose il governo non se ne vuole occupare. Del tutto distratto in altre faccende, pubbliche e private, e in campagna elettorale. Io ne avevo parlato per primo a Ilpolitico.it e a Il quotidiano della Calabria. Ma di queste cose non vuole discuterne nessuno.

FRANCO LARATTA*

*Deputato del Partito Democratico

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