Top

Cinema, oggi è il giorno di Cannes Scopriamo gli autori in concorso

maggio 13, 2009 di Redazione 

Si apre oggi il festival più impor- tante d’Europa. Il nostro giornale riapre una finestra sul grande cinema presentandovi la kermesse e scoprendo tra chi si gioca la Palma d’oro. In gara anche il nostro Bellocchio con “Vincere”: E fuori concorso c’è l’attesissimo “The Imaginarium of Doctor Parnassus” che segna il ritorno di Terry Gilliam. Sentiamo.

Nella foto, la croisette durante il Festival

-

di Attilio PALMIERI

Lo scorso anno il più importante festival francese presentava sulla carta un programma molto interessante che poi, una volta passato dal livello potenziale a quello fattuale, si affievolì leggermente per via di alcune delusioni scottanti, prima tra tutte quella di Palermo Shooting di Wim Wenders, autore che ha abituato quella stessa platea a ben altre visioni. Tuttavia spiccavano per qualità tra gli europei Racconto di Natale di Desplechin, La classe di Cantet (vincitore della Palma d’oro) e Il matrimonio di Lorna dei Dardenne, Changeling di Clint Eastwood per ciò che concerne la produzione americana. Naturalmente senza contare Il divo di Sorrentino e Gomorra di Garrone, tra i migliori film italiani non solo dell’anno scorso ma di tutto il decennio in corso.
Dando un’occhiata al programma di quest’anno, il piatto della Croisette sembra addirittura più ricco, pieno di grandi nomi, alcuni dei quali artisticamente poco prolifici, cosa che carica il tutto di grande curiosità e attesa.
Anche prendendo in considerazione solo il Concorso ufficiale ci si perde tra le numerose realtà cinematografiche presenti. Innanzitutto spiccano i registi orientali, ben cinque in lizza per il premio più rappresentativo: Ang Lee (Taking Woodstock), Lou Ye (Chun feng chen zui de ye wan), Park Chan-Wook (Bak-Jwi), Johnnie To (Vengeance) e Tsai Ming-liang (Visage), il primo dei quali abituatissimo alle attività festivaliere, specie dopo aver vinto nel 2007 a Venezia con Lussuria e la recente nomina a presidente della giuria in occasione della Mostra prossima ventura.
Sarà della gara anche Pedro Almodovar (Los abrazos rotos) che si presentò da favorito tre anni fa con Volver, ma fu battuto di un soffio da Il vento che accarezza l’erba di Ken Loach. Il regista inglese potrebbe tirargli lo stesso colpo anche quest’anno in quanto è anche lui della competizione con Looking for Eric, film che racconta dell’incontro tra un postino uscito malamente da una travagliata storia d’amore e Eric Cantona, interpretato dallo stesso ex calciatore. Tra i nomi più accreditati alla vittoria risulta sicuramente l’austriaco Michael Haneke – già vincitore del Gran Premio della giuria nel 2001 con La pianista – che qui porta Das Weisse Band, film sicuramente da tener presente per la prossima distribuzione. Un altro mostro sacro del cinema presente al Festival sarà Alain Reasnais con Les Herbes Folles, il quale aveva calcato questi stessi palcoscenici per la prima volta ben cinquant’anni fa quando era in concorso con il suo primo lungometraggio, Hiroshima Mon Amour, edizione storica, quella del 1959, vinta da I quattrocento colpi di François Truffaut.
Sono due però i film che, probabilmente, suscitano più curiosità per l’ambiente e il pubblico internazionale. Uno è Antichrist di Lars Von Trier, di cui circola un trailer già divenuto scandalo che lo fa apparire, anche per stessa ammissione dell’autore (della quale non è mai conveniente fidarsi!), un porno-horror agghiacciante. L’altro è Inglorois Bastards di Quentin Tarantino, rivisitazione molto personale di Quel maledetto treno blindato di Enzo G. Castellari (che ha anche una piccola parte nel film), lungometraggio molto amato da Tarantino, insieme a tutto il filone italiano di serie B molto di moda negli anni settanta. L’unico film italiano in concorso si intitola Vincere e vede dietro la macchina da presa Marco Bellocchio, uno dei pochi grandi autori italiani che sembra non invecchiare artisticamente, anzi, dopo un periodo abbastanza negativo negli anni novanta (ma anche gli ottanta non sono stati i migliori), sembra rinato negli ultimi dieci anni con opere di grande valore come L’ora di religione e Il regista di matrimoni.
Anche le sezioni secondarie però non sono da sottovalutare: Fuori concorso sono presenti Alejandro Amenabar (regista di Mare dentro) con l’attesissimo Agora, e Terry Gilliam con The Imaginarium of Doctor Parnassus, che, oltre ad essere l’ultima opera di un grande autore quale l’ex Monty Phyton è, si tratta anche dell’ultima apparizione sugli schermi cinematografici dell’attore defunto un anno fa Heat Ledger, premio Oscar postumo per Il cavaliere oscuro.
Infine, ma non per importanza, alla Quinzaine, sezione parallela al Concorso ufficiale, ci sarà il settantenne Francis Ford Coppola con il suo Tetro, film parzialmente autobiografico che tratta le vicende di una famiglia di immigrati italiani in Argentina.

Attilio Palmieri

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom