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L’intervento. Il Pd rischia, l’iscritto torni protagonista di M. Adinolfi

maggio 12, 2009 di Redazione 

Il giornalista e notissimo blogger, membro della direzione nazionale del Partito Democratico, lancia un grido d’allarme sulle “manovre” che sarebbero in corso, tra i Democratici – e in particolare tra coloro che provengono dai Democratici di sinistra - per posizionarsi e per riposizionare il partito, tra Europee e congresso d’ottobre. Lo spunto è l’intervento di stamane sul “Corriere della sera” con cui l’ex plenipotenziario di Veltroni, Goffredo Bettini, lancia «l’idea di un “terzo uomo” per il congresso che non sia né Dario Franceschini né Pierluigi Bersani». Ma Adinolfi va oltre e rivela ciò che sta accadendo dietro le quinte. Sentiamo.

Nella foto, Mario Adinolfi

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di MARIO ADINOLFI

Oggi sul Corriere della Sera leggo di Goffredo Bettini e della sua idea di “terzo uomo” per il congresso che non sia né Dario Franceschini né Pierluigi Bersani. Poi avrei da raccontare qualcosa su come Bettini stesso punti molto su una sconfitta del capolista David Sassoli, da far superare nelle preferenze dai suoi De Angelis e Cioffredi, su come D’Alema punti ad ottenere uno stesso risultato con Gualtieri (dopo aver piazzato il tesoriere della fondazione Italianieuropei nel cda dell’Acea puntando il bazooka su Piero Marrazzo, ormai non certo della ricandidatura), su come Zingaretti sia proprio lui il “terzo uomo” e lavori nell’ombra.

Tutto lo stato maggiore diessino si schiera, con lo stile noto dopo la fine del centralismo democratico, cioè il tutti-contro-tutti.

Questo fa malissimo al Pd, lo rende pronto a trasformarsi in Pds, il che sarebbe non un’involuzione ma un dramma. E in questo clima prepara una disfatta elettorale. Serve un colpo di reni, deve provenire dalla base che deve ribellarsi ai soliti giochini della solita dirigenza. Daremo come sempre il nostro contributo come Generazione U in questa direzione. La soluzione è, lo sappiamo da tempo, la democrazia diretta: che ogni iscritto torni protagonista.

L’iscritto, non il solito boiardo. Vecchie e nuove nomenklature sono il cancro di questo Pd. Che non deve perdere le elezioni, sarebbe una tragedia per l’Italia.

MARIO ADINOLFI

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