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Europee ’09, intervista ad Ucchielli (Pd, Centro): “Facciamo l’Europa dei territori”

maggio 11, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana racconta le elezioni del 6 e 7 giugno. Le interviste di Marco Fattorini portano i candidati sul nostro giornale. Un modo per conoscerli più da vicino, uno per uno. Nomi noti ed espressioni, appunto, dei territori. Appartiene a questa seconda categoria Palmiro Ucchielli, che dopo due mandati alla presidenza della Provincia di Pesaro-Urbino cerca le preferenze del Partito Democratico per conquistare l’Europarlamento. Sentiamo.

Nella foto, Palmiro Ucchielli

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di Marco FATTORINI

Palmiro Ucchielli, dopo due mandati alla presidenza della Provincia di Pesaro-Urbino, cosa l’ha spinta a candidarsi alle elezioni per il Parlamento europeo?
«Il mio obiettivo è portare in Europa l’esperienza di governo dei territori, i sistemi produttivi locali, il rapporto diretto con i cittadini. Un’esperienza ventennale che rappresenta un prezioso bagaglio da mettere a frutto per fare in modo che il parlamento di Strasburgo sia una presenza quotidiana nelle nostre terre, come occasione di lavoro, benessere e sviluppo. Il mio sarà un impegno fatto di presenza costante e dialogo. In particolare per le nuove generazioni, i nostri giovani ai quali dobbiamo lasciare un mondo migliore».

Lei vanta una carriera politica consolidata: è stato sindaco, assessore e ora presidente di Provincia. Come vive questo passaggio dalla realtà marchigiana a una prospettiva sovranazionale come quella europea?
«All’attività politica legata al governo locale, ho affiancato anche l’esperienza parlamentare, prima alla Camera dei deputati poi al Senato. Mi auguro di mettere questa esperienza al servizio della gente per portare le Marche e il Centro Italia in Europa. Come recita il mio slogan… “Le Marche più forti in Europa”».

Quali sono i temi e le istanze della sua campagna elettorale?
«Il lavoro, l’occupazione giovanile in particolare, e le strategie per affrontare la crisi economica internazionale sono i punti chiave del programma. Naturalmente il mio impegno sarà rivolto a portare più risorse dell’Unione europea nei territori per sostenere lo sviluppo dell’impresa, la sicurezza e la coesione dei Paesi e delle nazioni, la tutela dei cittadini nei luoghi di vita e di lavoro».

A livello europeo c’è spazio per la valorizzazione delle realtà locali come regioni e province? Quale strada seguire in questa direzione?
«L’Europa non può che essere l’Europa dei cittadini e dei territori, non deve rappresentare solo i Parlamenti nazionali. E il contributo politico di chi conosce queste realtà rappresenta in ogni caso un arricchimento dell’Ue nei suoi rapporti internazionali».

Le elezioni europee stanno mobilitando l’opinione pubblica e i partiti, che le attendono come test politico. Non crede che ci siano indifferenza e scetticismo da parte dell’Italia nei confronti dell’Europa come organo di coordinamento e azione per gli Stati?
«L’Europa è una grande opportunità e non un tema di discussione su cui essere scettici. Certo, è necessaria più informazione. Bisogna comunicare meglio quanto Strasburgo serva ai cittadini, dal punto di vista economico e produttivo in particolare. Finora sono circolate troppo poche notizie in proposito. I singoli Governi dovrebbero dedicare più spazio e risorse per fare sapere a tutti quali vantaggi esistono. Le questioni chiave passano per il Parlamento e la Commissione europea».

Il segretario del Pd Franceschini nelle liste ha dato più spazio a esponenti locali, vale a dire a quelle realtà che si sono dimostrate una delle parti più vive e attive del partito. Quanto è importante questo apporto di energie? C’è un’adeguata valorizzazione delle risorse umane?
«Penso che sia stata una scelta fondamentale avere proposto candidature ben radicate nei territori. Anche perché, una volta eletti, noi garantiremo una presenza e un impegno costanti. Non come alcuni nomi “civetta” che ignorano la sostanza dei problemi. Servono esperienza e voglia di fare, le gente non vuole specchietti per prendere voti ma politici che si rimboccano le maniche. Penso che quella di Dario Franceschini sia una presa di posizione molto opportuna e giusta. Mi auguro che i cittadini premieranno il Partito Democratico anche per questo».

Marco Fattorini

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