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Diario politico. Maroni: ‘Avanti finchè non cessano gli sbarchi’. Pd: “Coprono crisi”

maggio 10, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. “La linea è quella dei respingimenti. Chi non entra nelle acque territoriali italiane sarà rispedito da dove è venuto”, spiega il ministro dell’Interno. E’ il senso di quanto sta accadendo in queste ore, in cui il Governo italiano ha rimandato nelle proprie terre altri 240 migranti, che lasciano i Paesi per sfuggire a condizioni di estrema difficoltà. La Cei: “L’Italia è già multietnica”. Franceschini: “Orrendo sfruttare i drammi delle persone per cavalcare le paure della gente”. Ma il segretario Democratico è stato al centro della giornata anche per aver sostenuto che il voto all’Italia dei Valori “è un voto inutile. Le elezioni, e il futuro del Paese, si giocano nel confronto tra noi e il Pdl”. Il racconto.

Nella foto, il ministro dell’Interno Roberto Maroni

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di Carmine FINELLI

Giornata di fuoco per la politica italiana. Al centro del dibattito ancora la questione immigrazione, in particolar modo i provvedimenti nei confronti degli sbarchi clandestini sulle coste italiane. Dopo l’avvio dell’iter, nei giorni scorsi, del decreto sicurezza non si sono placate le polemiche in virtù del rimpatrio di un barcone di clandestini. Anche oggi sono stati respinti oltre 240 immigrati. “Abbiamo riportato a Tripoli altri 240 clandestini trovati in mare” dichiara il ministro dell’interno Roberto Maroni. Da Vicenza, dove si è recato per la convocazione degli stati generali della Lega Nord, il ministro ricorda che “la linea della fermezza, in materia di immigrazione, continuerà finché gli sbarchi non cesseranno. Accanto a questo continuerà anche l’accoglienza per chi arriva e riesce ad entrare con la verifica se ci sono o meno i requisiti per l’ottenimento dello status di rifugiato. Ma la linea è quella dei respingimenti. Chi non entra nelle acque territoriali italiane sarà rispedito da dove è venuto – ribadisce con forza Maroni – così come prevedono le normative internazionali che noi applichiamo rigorosamente”. Negli ultimi cinque giorni infatti sono stati oltre cinquecento i clandestini respinti.
In casa Lega il clima non può essere che di grande soddisfazione. Soprattutto per le parole pronunciate ieri da Berlusconi che ha ricordato la sua opposizione ad un Italia multietnica. “Stiamo facendo proseliti – dice Umberto Bossi – Le nostre idee camminano perché hanno gambe. La sinistra che respingeva i gommoni dall’Albania adesso attacca, forse perché i suoi risultati erano scarsi. I primi razzisti evidentemente sono stati loro. Quel che emerge – continua – è che i ministri non sono quelli che fanno le leggi e basta, ma quelli che ora le applicano”. Pieno appoggio alla Lega ed alle parole del Presidente del Consiglio anche dal Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, secondo cui “sostenere che la società italiana debba essere assolutamente convinta che occorra mantenere la propria identità, tradizioni, cultura, non significa che non possono diventare italiani persone di qualunque religione, razza e provenienza, ma significa che non bisogna disperdere la nostra storia che ci vede unici nel mondo”.
Dall’altra sponda del Tevere il Vaticano fa sentire la sua voce. “L’Italia multietnica e multiculturale è un valore ed esiste già di fatto” dichiara il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata rilevando che “il problema è invece il modo in cui le culture e le presenze si rapportano perché non si cresce insieme in una accozzaglia disordinata e sregolata”. Immancabile anche la replica dell’opposizione. Massimo Donadi dell’Italia dei Valori è convinto che “il nostro è già un Paese multietnico, milioni di lavoratori stranieri contribuiscono a creare il nostro Pil e pagano le nostre pensioni. Le parole di Berlusconi sono l’anticamera di un razzismo che va estirpato subito dalla nostra società”. Il Partito Democratico, invece, parla per bocca del suo segretario, Dario Franceschini, secondo il quale la maggioranza deve “inventare una cosa del genere per coprire il fallimento del governo sulla politica dell’immigrazione, le imbarazzanti vicende personali del premier, per non parlare della crisi o della distanza tra le promesse fatte in Abruzzo e le cose che accadono realmente. E’ orrendo sfruttare i drammi delle persone per cavalcare le paure della gente. E’ un modo disgustoso di fare campagna elettorale”.

Franceschini a tuttocampo. Ma il segretario del Pd non si ferma qui. Dario Franceschini, questa mattina, ad un incontro con i giovani militanti del partito, ha accusato il premier di negare la crisi economica e di non conoscere i reali problemi del paese. Il segretario Democratico ha invitato il Presidente del Consiglio a girare “un po’ per il Paese reale” in modo da comprendere quali sono gli effetti della depressione economica. “Dice – ironizza Franceschini sulla passeggiata di Berlusconi al centro di Roma nella giornata di sabato – che parla con tutti, che gli piace scambiare opinioni con i tassisti, stare con la gente comune, poi sabato è andato a fare una immersione nel mondo reale a via dei Coronari tra gli orafi e gli antiquari… L’Italia – continua – non è via dei Coronari, è un’altra cosa, molto diversa. Lui si è costruito questo grande reality, in cui si è imprigionato e in cui vorrebbe coinvolgere anche il Paese”.
L’ex vice di Veltroni si sofferma anche sulle reazioni seguite alle sue parole in merito alle coperture finanziarie per il terremoto in Abruzzo. “Sono stato aggredito con insulti da esponenti della maggioranza che sembravano fare a gara tra loro… forse mandano in televisione quello che insulta di più, ma non hanno nemmeno fantasia, mi danno del demagogo, del mentitore… – spiega – Noi abbiamo sempre detto che su questo tema serve un atteggiamento responsabile. Abbiamo pronunciato parole positive sul lavoro dei volontari della Protezione civile, ma abbiamo anche detto che da parte dell’opposizione ci deve essere un ruolo di controllo”. Parlando della questione delle scuole aggiunge: “A parte la classe inaugurata da Berlusconi e dalla Gelmini, non ci sono scuole che hanno riaperto in Abruzzo e se non ci sono misure urgenti il rischio è che non aprano neanche a settembre”. Nel mirino di Fraceschini entrano anche le “casette” che “il premier ha detto vuole siano completate nel 2009, ma nel decreto vengono stanziati 700 milioni, di cui solo 400 nel 2009, per cui se le vogliamo consegnare tutte non si capisce perché 300 milioni sono previsti per il 2010». Infine, «avevano detto che sarebbero stati stanziati 8 miliardi – ha concluso – e ce ne sono 5,9 spalmati fino al 2032: allora la nostra è strumentalizzazione o dovere di controllo?”.
E’ un fiume in piena Dario Franceschini. Ospite di Lucia Annunziata nella trasmissione di Raitre “In Mezz’ora”, il leader Democratico lancia anche un appello a non votare per l’Italia dei Valori. “E’ evidente che il giorno dopo le Europee si misurerà la distanza tra Pdl e Pd e su quella distanza si capirà se Berlusconi ha stravinto o se l’Italia avrà ancora un equilibrio di forze”. Il filo rosso del ragionamento è che il Pd rappresenta “il vero voto utile” per cui non bisogna “votare per protesta l’Italia dei Valori” poiché “quella del 6 e 7 giugno è una partita che determinerà la qualità della democrazia italiana nei prossimi anni. Le democrazie sono basate su un rapporto di forza che, naturalmente, è tra le forze più grandi”. “Se la delusione nei confronti del Pd si tradurrà in astensionismo – affonda Franceschini – o in voto di protesta, perché il voto a Di Pietro è protesta, è chiaro che non è un progetto politico, la cosa avrà un impatto enorme sugli equilibri di forze. A quel punto rischieremmo di svegliarci in un paese con un padrone assoluto”.
Altrettanto dura la replica dell’Italia dei Valori. “Le parole di Franceschini sono desolanti e rendono palese la disperazione di un partito nato – afferma Massimo Donadi capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera – con vocazione maggioritaria e che un anno dopo è ridotto ad attaccare gli alleati per rubare quattro voti, per rendere meno imbarazzante un tracollo elettorale cui il gruppo dirigente si è già rassegnato. Il voto che gli italiani faranno proprio bene a non dare al Pd”.

Raidue. Se la questione del voto utile accende gli animi, suscita scalpore anche la presunta censura ai danni di Beatrice Borromeo e di Vauro. I due hanno registrato una puntata de “L’era glaciale”, programma condotto da Daria Bignardi per presentare il libro che la Borromeo ha scritto a quattro mani con Marco Travaglio. La puntata è stata effettivamente registrata, ma è stato tagliato il pezzo in cui erano ospiti la Borromeo e Vauro. Il perché lo ha spiegato in un nota il direttore di Rai due Antonio Marano. “Nonostante i ripetuti tentativi da parte della conduttrice Daria Bignardi di riportare il discorso sul libro – si legge nella nota – gli ospiti hanno affrontato questioni politiche in un periodo di par condicio in assenza di contraddittorio”. Ad ogni modo l’intervista sarà riproposta, come precisato nella nota, dopo le elezioni.

Intervento di Berlusconi. Alla presentazione del candidato del Pdl alla presidenza della provincia di Milano. Intervento tutto incentrato, come era stato il precedente di Letizia Moratti sindaco di Milano, su un attacco al presidente Filippo Penati. Al centro della questione la mancata approvazione del piano provinciale per i rifiuti dalla quale, sostiene Berlusconi, potrebbe derivare una situazione come quella della Campania. “Sono stati i veti e i diktat dei verdi e dei comunisti – ha detto il premier – a produrre una paralisi, cioè quella di non dare il via a un nuovo termovalorizzatore e se questa paralisi non sarà risolta potrebbe portare Milano e la sua provincia a trasformarsi a qualcosa di molto vicino a quello che abbiamo visto in Campania”. Il presidente del Consiglio ha concluso il suo intervendo auspicando anche l’abolizione delle province. Ma fino a quel momento “la provincia di Milano – dice – dovrà essere governata dal centrodestra per meglio armonizzare il lavoro di Comune e Regione”.

Carmine Finelli

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