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Il ricordo di Baget Bozzo. Quel che mi univa a Don Gianni di G. Lerner

maggio 8, 2009 di Redazione 

Il sacerdote savonese aveva un rapporto speciale con il conduttore de L’Infedele. Baget Bozzo era, tra l’altro, spesso ospite delle trasmissioni dell’ex direttore del Tg1. Sentiamo.

Nella foto, Gad Lerner. Il blog personale all’indirizzo http://www.gadlerner.it

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di GAD LERNER

Gli ho voluto davvero bene, a don Gianni Baget Bozzo. E oggi non lo piango solo perchè trovo fortunatissimo questo suo morire a 84 anni nel sonno, senza prima avere perduto neanche un giorno la sua proverbiale lucidità, quel dono della sintesi che gli consentiva tecniche di lettura veloce e vorace, ma che accompagnava a una passione sentimentale inebriante. L’ho conosciuto e frequentato a partire dal 1978, durante il sequestro Moro. Ci siamo visti molto quando vivevo a Genova e lui era un craxiano “sospeso a divinis” dal suo adorato cardinale Siri. La nostra differenza era così esplicita da trasformarsi subito in curiosità e confidenza. Non solo mi raccontò della Voce che lo ispirava – la sua dimensione mistica – ma candidamente mi autorizzò a scriverne sull’Espresso” pur sapendo le ironie che ciò avrebbe suscitato. Passò la vita a emendarsi di quello che considerava un peccato di gioventù: il legame con Dossetti e il suo cattolicesimo integrale ma sociale. Reagì sposando in pieno un tradizionalismo sostanzialmente anti-conciliare, “la Chiesa dei Pii” diceva riferendosi ai pontefici predecessori di Giovanni XXIII.
E’ stato un maestro del pensiero reazionario, al cui servizio ha ritenuto di poter nobilitare la stessa figura di Berlusconi assumendola come provvidenziale. Non gli è mai stato servo, semmai consigliere raffinatissimo e autonomo. Ogni tanto andavo a trovarlo nel salotto di casa in cui aveva ricostruito un altare, per celebrarvi Messa quando in chiesa gli era precluso. Anche nel dissenso più acuto ci siamo sempre riconfermati il volersi bene. Ero e resto affascinato dal suo modo di ragionare che non elude mai le questioni scomode. Pure l’ultimo articolo sul divorzio tra Veronica e Silvio si eleva sopra la difesa d’ufficio dei funzionari berlusconiani, toccando la questione cruciale del libertinismo, del cattolicesimo in cerca di nuovi interpreti e della condizione femminile in Italia.
Mi mancherà moltissimo, prego per lui.

GAD LERNER

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