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Europee ’09, Serracchiani: “Lavoro e lotta al precariato al centro del mio programma”

maggio 7, 2009 di Redazione 

Avvocato del lavoro, segretaria comunale del Partito Democratico a Udine, è diventata la star della base Democratica grazie ad un discorso tenuto all’assemblea nazionale dei circoli del partito con il quale ha dato sfogo, con grande efficacia, al disagio di un popolo del Pd ormai da troppo tempo portato (dai suoi dirigenti) alla sconfitta e desideroso di cambiamenti. Da allora è stata al centro del circo mediatico ottenendo - anche sulla base di una spinta dei circoli della sua regione, il Friuli – la possibilità di essere candidata, come numero 3, a Strasburgo nella circoscrizione Nord-est. Marco Fattorini l’ha sentita per noi.
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Nella foto, Debora Serracchiani

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di Marco FATTORINI

Debora Serracchiani, un discorso di circa 10 minuti che ha scaldato gli animi dei presenti e, successivamente, della rete riuscendo a coinvolgere anche il leader Franceschini. Lei crede che le critiche mosse in quel contesto riescano ad avere un seguito concreto all’interno del partito? Qualcosa si sta già muovendo?
“Il mio intervento non è stato altro che l’appello di una militante, che voleva e vuole un Partito Democratico aperto al rinnovamento e fuori da vecchie logiche di apparato. Il segretario Franceschini ha capito lo spirito del mio intervento, tanto da candidarmi per le Europee nel Nord Est sulla spinta dei circoli del Friuli Venezia Giulia. Nel partito sento un’aria nuova, un entusiasmo importante. Stiamo tornando a fare politica tra la gente, e questo è fondamentale”.
Le sue parole, lucide e critiche, non hanno risparmiato nessuno, però allo stesso tempo hanno riconosciuto le capacità e il lavoro positivo di Franceschini in questi mesi. Quale è stato un punto forte e quale uno debole del neo segretario democratico?
“Franceschini ha il merito di aver ridato vitalità e fiducia al Pd, dopo un momento non facile, ricominciando a dettare l’agenda. Non ho apprezzato l’idea del segretario a termine”.
Lei è partita da Udine, dove è segretario comunale, ed è approdata nelle liste di candidatura per le elezioni europee. Come vive questo passaggio? Quale saranno sfide e tematiche che vorrà proporre nella sua campagna elettorale?
“Per me si tratta di un passaggio naturale, perché il Friuli Venezia Giulia è da sempre un ponte verso l’Europa e una terra ospitale, un bell’esempio di integrazione tra persone di nazionalità e cultura diverse. Certo, essere candidata per il Parlamento europeo è una grandissima responsabilità, ma le sfide mi piacciono. Nel mio programma il lavoro e la lotta al precariato sono temi portanti, che conosco bene, essendo un avvocato del lavoro. Un altro punto centrale è lo sviluppo delle infrastrutture e dei collegamenti con l’Europa, che però deve essere compatibile con la tutela dell’ambiente. Migliorare le comunicazioni significa incentivare l’economia e rafforzare le relazioni culturali, aprendo sempre più il Nord Est ad altri mercati e altre idee, salvaguardando le identità territoriali”.
C’è bisogno di Europa e sono in molti a sostenerlo. Peccato però che il nostro paese si dimostri sempre restio a dare il giusto peso ad un organo, quello del Parlamento Europeo, e ad un ente, l’UE, che possono cambiare la vita e il futuro dei cittadini. Come valuta lei il ruolo dell’Unione Europea e del suo Parlamento? Quale è la strada da percorrere per combattere l’euroscetticismo?
“Essere contro l’Europa, in un momento come quello attuale, è una posizione antistorica e miope. Ora più che mai, in uno scenario di recessione diffusa, serve abbattere le barriere per crescere come Paese, sul piano economico e sociale. Il Parlamento europeo, avendo un quadro completo degli scenari internazionali, può promuovere progetti mirati al progresso comune, erogando fondi, dando limiti e consigli a ciascun Paese. Sono convinta che la gran parte degli elettori ne sia già consapevole. Ormai parlare di nazioni è riduttivo”.
Argomento liste. Quali le sue impressioni e giudizi a margine della pubblicazione dei candidati dei vari schieramenti? Come giudica la polemica nata dalla questione “veline”?
“Sulle liste avevo auspicato maggiore coraggio, anche da parte del Partito Democratico. Quanto alle Veline, io non sono contraria a prescindere. Dico però che nella Pdl noto una concezione strumentale delle donne, viste più come specchietto acchiappa-voti che come reali risorse. Il centrodestra non voleva esponenti con un’esperienza politica o professioniste affermate, ma solo bei volti. E questo è mortificante per le candidate che aveva scelto e per tutte le donne”.
C’è abbastanza valorizzazione, ad oggi, per le espressioni locali del Pd, che sembrano essere anche le più vive, negli incarichi e nelle candidature istituzionali?
“Abbastanza, anche se si può fare meglio. Franceschini si sta impegnando anche su questo fronte”,
Quale, a suo parere, dovrà essere il ruolo e il collocamento del Pd all’interno del Parlamento di Strasburgo? L’approdo-Pse è uno sbocco necessario oppure è auspicabile, come sostenuto da molti, la formazione di un nuovo “polo” riformista di iniziativa italiana?
“Io penso a un gruppo da ricreare. Come il Pd, che ha segnato una svolta in Italia, così anche i partiti europei che aderiscono oggi al Pse debbano fare i conti con una realtà e una prospettiva diverse da quelle che nel 1992 avevano dato origine a questa formazione. Tuttavia va mantenuta una linea di rapporti, perché se leggo il manifesto per le Europee del Pse noto molti punti di convergenza”.

Marco Fattorini

Commenti

2 Responses to “Europee ’09, Serracchiani: “Lavoro e lotta al precariato al centro del mio programma””

  1. Roiatti on maggio 13th, 2009 14.30

    Serracchiani ? No grazie.Si capisce bene tutta l’operazione per far sopravvivere un piddì defunto. E’ una Veltroniana, questo ci basta, Veltroni è stato sconfitto dalla storia. Uno dei politici più scialbi e dannosi per le speranze di progresso e giustizia sociale. Molti cittadini non andranno neppure a votare, non se la sentono di votare Falce e Martello, solo nominargli Veltroni, Fassino, D’alema, Franceschini si ricoprono di orticaria.
    Molti auspicano dopo le europee un piddì al 19 per cento con una lettera di licenziamento per tutta l’attuale granitica e venefica nomenclatura, sarebbe un buon punto di partenza per il nostro paese.
    Valentino Roiatti

  2. salvo on luglio 27th, 2009 11.36

    tutti che parlaano di precariato ma dio santo ci sn 16000 padri di famiglia che sn precari da 15 anni abbiamo chiesto aiuto a tutti i politici ma tutti hanno paura di parlare di noi..ne parlano solo quando ci sn le elezioni

    siamo i cosidetti exlsu che lavoriamo nelle scuole

    tutti conoscono la nostra storia maa nessuno ha il coragio di parlarne

    se lo stato ci stabilizza risparmia 85 milioni di euro ..ma perche nn lo fà?
    un saluto salvo ex lsu sicilia

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