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Ecco il discusso decreto per l’Abruzzo. I finanziamenti legati “a maggiori entrate”

maggio 5, 2009 di Redazione 

Aggiornamento settimanale del nostro giornale sulla situazione post-terremoto dedicato, com’è doveroso, al fatto del giorno (per ciò che riguarda appunto l’Abruzzo): il testo licenziato dal Cdm che prevede, tra l’altro, tempi di ricostruzione molto lunghi (sono previsti interventi fino al 2033) e - e questo è il punto controverso - legati ad una copertura finanziaria tutta da assicurare e che dovrebbe consistere, per consentire le opere previste, in un aumento delle entrate pari a non meno di “500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2009″. Ci racconta il decreto in tutte le sue parti, Attilio Ievolella. 

Nella foto, una delle tendopoli de L’Aquila vista dall’alto

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di Attilio IEVOLELLA

L’annuncio era stato dato in occasione del Consiglio dei Ministri ‘straordinario’ tenutosi a L’Aquila. E l’ufficialità è arrivata con la firma apposta dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Così è stato messo su carta il decreto legge ad hoc – pubblicato in Gazzetta Ufficiale e, quindi, già in vigore – per sostenere quell’Abruzzo colpito duramente dal terremoto, un decreto legge centrato, si legge, sugli “interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009″. Quali siano i tempi per la ricostruzione, però, è difficile stabilirlo, soprattutto tenendo presente un dato: si prevedono stanziamenti ad hoc fino al 2033…

EDILIZIA – “Moduli abitativi, opere di urbanizzazione e di servizi”: è questo invece il primo tassello fissato nel decreto legge. Obiettivo è una “realizzazione urgente”, che necessita, seguendo l’ottica del decreto, del coordinamento di un Commissario – Guido Bertolaso – (affiancato da quattro vicecommissari) e dell’accelerazione di determinate procedure, come, ad esempio, quella relativa all’espropriazione dei suoli.
Sulla stessa lunghezza d’onda, poi, si pone anche la previsione di sostegni economici e ‘alleggerimenti’ fiscali, assieme a indennizzi a favore delle imprese, per incentivare “ricostruzione e riparazione delle abitazioni private e di immobili ad uso non abitativo”, e la predisposizione di un “piano di interventi per il ripristino degli immobili pubblici”.

GIUSTIZIA - Capitolo assai delicato è quello relativo all’amministrazione della giustizia. A questo proposito, sono previste “disposizioni specifiche relative alla sospensione dei processi civili, penali e amministrativi, al rinvio delle udienze e alla sospensione dei termini” e “alle comunicazioni e notifiche di atti”. E particolare rilevanza assumono le decisioni di sospendere “fino al 31 luglio 2009″ i processi civili e amministrativi “pendenti alla data del 6 aprile 2009″, di rinviare “a data successiva al 31 luglio 2009 le udienze processuali civili e amministrative in cui le parti o i loro difensori sono soggetti che erano residenti o avevano sede” nei Comuni colpiti dal terremoto, di sospendere “i termini stabiliti per la fase delle indagini preliminari”, di sospendere “nei processi penali, i termini previsti dal Codice a pena di inammissibilità o decadenza per lo svolgimento di attività difensiva e per la proposizione di reclami o impugnazioni” e di prevedere “il rinvio a data successiva al 31 luglio 2009, ove risulti contumace o assente una delle parti o dei loro difensori”, di stabilire che “il corso della prescrizione rimane sospeso per il tempo in cui il processo o i termini procedurali sono sospesi, nonché durante il tempo in cui il processo è rinviato”.

ECONOMIA - Riaccendere i motori delle attività economiche abruzzesi è un altro tasto su cui il decreto batte con forza. Non a caso, proprio per “agevolare la ripresa delle attività” è previsto “il differimento di adempimenti onerosi per gli enti pubblici, le famiglie, i lavoratori e le imprese”. Esempi? Beh, “la sospensione dei termini di versamento delle entrate aventi natura patrimoniale ed assimilata, dovute all’amministrazione finanziaria ed agli enti pubblici anche locali, nonché alla Regione”, “la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti di qualsiasi genere”, “la sospensione del pagamento dei canoni di concessione e locazione relativi a immobili distrutti o dichiarati non agibili, di proprietà dello Stato ovvero adibiti ad uffici statali o pubblici”.
Allo stesso tempo, sono previste anche “provvidenze in favore delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese”. In questa ottica si collocano, ad esempio, “la proroga della indennità ordinaria di disoccupazione” e “l’esenzione dal pagamento del pedaggio autostradale”. E identica chiave di lettura ha anche l’ipotesi di interventi per “costruzione e attivazione di servizi socio-educativi per la prima infanzia; costruzione e attivazione di residenze per anziani; costruzione e attivazione di residenze per nuclei monoparentali madre-bambino”.
E collocabile nello stesso ‘campo’ è anche la decisione di fissare “la concessione gratuita di garanzie per le piccole e medie imprese, comprese quelle commerciali, turistiche, di servizi, nonché per gli studi professionali” e la previsione di “operazioni di rinegoziazione dei mutui e di ogni altro finanziamento effettuate senza applicazione di costi da parte degli intermediari ed esenti da imposte e tasse di ogni genere, con esclusione dell’imposta sul valore aggiunto”.

RISCHIO SISMICO E ALLARME CRIMINALITÀ - Può sembrare paradossale, ma, seppur in ritardo – troppo in ritardo e con tante, troppe persone morte -, si fissano anche “verifiche ed interventi per la riduzione del rischio sismico”. E il riferimento è non solo al contesto dell’Abruzzo ma anche, in maniera più ampia, ad “immobili, strutture ed infrastrutture nelle aree dell’Appennino centrale, contigue a quelle interessate dagli eventi sismici”.
In questa ottica, peraltro, si colloca anche la necessità di attuare un monitoraggio costante sulla ricostruzione per evitare l’inserimento della criminalità organizzata: il riferimento è, ovviamente, alla gestione degli appalti (e delle relative corpose risorse economiche). E, all’interno di questo discorso, il controllo principale sarà attuato dal Prefetto di L’Aquila, coadiuvato dal Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere e dal Gruppo interforze centrale per l’emergenza e la ricostruzione. In aggiunta, “per l’efficacia dei controlli antimafia nei contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture e nelle erogazioni e concessioni di provvidenze pubbliche, è prevista la tracciabilità dei relativi flussi finanziari”.

IL SUMMIT DEL ‘G8′ – La ‘sorpresa’ del summit trasferito dalla Sardegna, dove era stato inizialmente previsto, a L’Aquila ha suscitato non poche perplessità, e non poche critiche. L’ipotesi, peraltro, era già stata fatta balenare nelle settimane precedenti il Consiglio dei Ministri ‘straordinario’ tenutosi in Abruzzo, e il decreto ne ha semplicemente certificato l’ufficialità. Con una motivazione: “Contribuire al rilancio dello sviluppo socio-economico dei territori colpiti dalla crisi sismica”. L’appuntamento con i rappresentanti degli otto Paesi più industrializzati del mondo avrà luogo dall’8 al 10 luglio prossimo.
Comunque, il summit ospitato in Italia avrà – dovrebbe avere, meglio usare il condizionale – il doppio effetto di garantire sia i lavori inizialmente previsti in Sardegna che quelli necessari per collocare il vertice a L’Aquila.

COPERTURA FINANZIARIA - È questo, probabilmente, il capitolo più delicato e più importante. Perché solo con una copertura finanziaria reale tutti gli interventi previsti potranno concretizzarsi davvero. Altrimenti si rischia di allungare all’infinito i tempi per il ritorno alla normalità dell’Abruzzo.
Ebbene, da questo punto di vista, ci sono alcuni passaggi da verificare con attenzione, calcolatrice alla mano. Difatti, innanzitutto, viene assicurato l’impiego di 680 milioni di euro per il 2009, facendo ricorso alla rideterminazione del finanziamento del Servizio sanitario nazionale e alla riduzione dell’autorizzazione di spesa prevista nel ‘piano anticrisi’, e allo stesso tempo viene garantito l’impiego di 150 milioni di euro per il 2010 e 200 milioni di euro per il 2011 ricorrendo alla riduzione del Fondo previsto nell’ambito delle “disposizioni urgenti per salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie”. Ma quando l’orizzonte si allarga, allora la situazione diviene assai più complessa.
Per quale ragione? Semplicemente perché si prevedono, complessivamente, cifre che superano i 4 miliardi e 500 milioni di euro, con “l’utilizzo di quota parte delle maggiori entrate” presenti nel decreto. Ovvero? Con il ricorso a “norme di carattere fiscale in materia di giochi”. E, per essere più chiari, questa azione dovrebbe, secondo quanto stabilito nel decreto, “assicurare maggiori entrate non inferiori a 500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2009″. Come? Le soluzioni ipotizzate variano dalle “nuove lotterie ad estrazione istantanea” ad “ulteriori modalità di gioco del Lotto, nonché dei giochi numerici a totalizzazione nazionale, inclusa la possibilità di più estrazioni giornaliere”, dalla “apertura delle tabaccherie anche nei giorni festivi” ad aliquote aggiornate relativamente, tra l’altro, alle scommesse a distanza, alle scommesse a quota fissa.
E il dubbio, per concludere, è su quanto poi queste “maggiori entrate” possano rappresentare una previsione realistica…

Attilio Ievolella

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