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Un nuovo centrosinistra vince a Trento Calderoli: ‘Fuori Udc dalle nostre giunte’

maggio 4, 2009 di Redazione 

E’ un risultato che se non ha particolare rilievo indicativo per ciò che riguarda l’attuale stato di salute delle parti a livello nazionale (ha votato una percentuale minima dell’elettorato in una situazione fortemente caratterizzata localmente), sembra tuttavia anticipare ciò che potrebbe accadere, in futuro, in termini di alleanze nella politica italiana. Con oltre il 60% dei voti Alessandro Andreatta si appresta ad essere eletto sindaco di Trento anche grazie al sostegno di una inedita (a livello nazionale) coalizione formata da Pd (che si attesta al 31%), Idv, Verdi e Socialisti democratici (i riformisti del centrosinistra, senza i comunisti) e, soprattutto, dall’Udc, contro un centrodestra diviso che ha comunque dovuto fare i conti con un inedito avversario. E il ministro per la Semplificazione già sente puzza di bruciato e chiede l’esclusione dei centristi dalle altre giunte del nord. Ci racconta tutto Laura Liucci.

Nella foto, i leader dell’opposizione Franceschini e Casini (con, in primo piano, Veltroni) a Montecitorio. Prove di coalizione per il 2013?

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di Laura LIUCCI

Proseguono gli scrutini in trentino dove, nella giornata di ieri, i cittadini sono stati chiamati a votare per le amministrative – sindaco e consiglio comunale – in nove comuni tra cui Trento. E gli occhi della politica nazionale sono ben puntati sul capoluogo trentino che ha dato il via alla querelle elettorale del 2009.

Al momento le sezioni scrutinate sono 63 su 97, ma i risultati appaiono già chiari. Con il 64.3% dei voti Alessandro Andreatta, candidato del Pd appoggiato anche da Idv, Udc, Verdi e Socialisti democratici, è in nettissimo vantaggio su tutti gli altri. Con il diretto avversario, il candidato del Pdl Pino Morandini , fermo al 21%, Bruna Giuliani della Lega all’7,5% e Francesco Porta del Prc al 2,5%, si può ormai parlare di Andreatta come del nuovo sindaco di Trento.

Alessandro Andreatta, 52 anni, era subentrato a Alberto Pacher alla guida del capoluogo trentino nel novembre scorso. L’allora sindaco era stato infatti nominato vicepresidente della provincia di Trento e per questo aveva lasciato il comune a sei mesi dalla scadenza di mandato. «Sono molto soddisfatto, il nostro progetto è stato premiato, è una vittoria di tutta la coalizione» ha dichiarato Andreatta, sottolineando come il Pd tutto abbia ottenuto un notevole risultato. Con oltre il 31% i democratici risultano essere il partito più votato, seguito dall’Unione per il Trentino 15,5% e dal Pdl 11,9%.

L’affluenza alle urne, che è stata del 60,9% degli aventi diritto, ha subito un notevole calo – quasi 10 punti – rispetto alle elezioni amministrative precedenti. I risultati definitivi sono attesi in giornata, ma gli occhi sono già puntati sui maggiori esponenti della politica nazionale e sulle reazioni che la vittoria schiacciante del sindaco Pd produrrà. Infatti, sebbene il test non sia dei più significativi, la composizione degli schieramenti mostra importanti spunti critici. A sostegno di Andreatta c’è infatti un notevole gruppo di centro e centro- sinistra, con Pd, Idv, Udc, Verdi e Socialisti uniti nel comune appoggio al sindaco uscente, mentre a destra il Pdl e la Lega hanno presentato due diversi candidati – sebbene la somma delle preferenze attribuite ai due non raggiungerebbe ugualmente una stima rilevante attestandosi attorno al 29%.

In questo contesto si colloca lo sfogo del ministro della semplificazione normativa, Roberto Calderoli, che ha chiesto la cacciata dell’Udc dalle giunte di centrodestra. «Dopo le alleanze elettorali già fatte in Trentino, e quelle evidenti resistenze che nelle altre realtà vanno a vantaggio dei candidati del centrosinistra – ha affermato Calderoli – risulta ormai incompatibile la presenza dell’Udc nelle maggioranze in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Ognuno è libero di fare le proprie scelte, ma se l’Udc vuol fare la quarta colonna del Pd allora entri nelle giunte regionali dell’Emilia e della Toscana, per quel poco tempo che resta anche in quelle regioni alle giunte di centrosinistra. Entrino lì, perché in Lombardia, Veneto e Friuli non abbiamo bisogno di trasformisti e camaleonti». «Questi ultimatum mi fanno sorridere» ha dichiarato il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini a risposta, ribadendo poi la ferma convinzione di andare avanti sulla strada intrapresa, che nel loro caso, ha aggiunto sarcastico, non è quella di «pensare solo alle poltrone».

Laura Liucci

Commenti

One Response to “Un nuovo centrosinistra vince a Trento Calderoli: ‘Fuori Udc dalle nostre giunte’”

  1. vittorio on maggio 4th, 2009 18.07

    Personalmente, credo che l’UDC in queste elezioni, così come in quelle della provincia (dove, senza neanche avere il simbolo sulla scheda, ha ottenuto importanti consiglieri, http://www.alfuturo.eu/?p=71), abbia portato un contributo pressochè nullo.
    Spero che i leader nazionali considerino che il PD è il primo partito, e che funge da asse principale ed irrinunciabile, per altri partiti che fanno da satelliti, piuttosto che essere un pianeta come tanti altri in complicati sistemi multipli.
    Non sono ancora ufficiali le percentuali, ma l’UDC sembra aver preso meno dei socialisti…

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