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Diario politico. Referendum, mossa-Lega Bossi: “Legge elettorale con chi vuole”

maggio 3, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Domenica tranquilla per la politica italiana che attende il risultato del test amministrativo di Trento (dove però l’Udc si presenta col centrosinistra e il centrodestra è diviso, per cui l’esito appare scontato) e segue a distanza la vicenda, tra privato e politico, del rapporto tra Berlusconi e la moglie Veronica Lario. La scossa arriva nel corso della giornata: il Senatur annuncia che la Lega sta preparando un disegno di legge elettorale da “approvare con chi ci sta”. Una mossa a sorpresa nel tentativo di ”anticipare” il confronto referendario e svuotarlo di significato. Sentiamo.

Nella foto, il leader della Lega Umberto Bossi (a destra) parla con il ministro per la Semplificazione Calderoli “alle spalle” del presidente del Consiglio

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di Carmine FINELLI

Giornata politica che non decolla quella odierna. Domenica relativamente tranquilla, in cui le parti non lasciano spazio alle polemiche, semmai a qualche imbarazzo. Come avvenuto per il Pdl in seguito alle dichiarazioni di Umberto Bossi, leader della Lega, sulla legge elettorale. “La Lega Nord sta lavorando a una proposta di legge elettorale – afferma Bossi – da far approvare con chi ci sta”. Il Carroccio, preoccupato dalle dichiarazioni del premier che voterà sì al referendum, tenta un colpo a sorpresa: “Stiamo già pensando a una legge elettorale, perché non ci presenteremo a mani vuote – continua il Senatur – Il compito è stato dato a Calderoli e Maroni. Come fa la sinistra a far votare sì al referendum? Se vota sì Berlusconi vince sempre le elezioni”, eventualità che secondo Bossi va evitata provando ad offrire una alternativa. “Noi ci pensiamo – spiega Bossi – per motivi di democrazia e anche per motivi di interesse della Lega. Sono convinto che certe leggi vadano fatte democraticamente in Parlamento, non inventandosi un referendum che la gente non capisce. Abbiamo deciso di iniziare a scrivere la legge, la faremo girare e la faremo con chi ci sta”. Esternazioni che creano qualche prurito all’interno del Pdl. E’ Italo Bocchino ad intervenire per primo sulla vicenda anticipando ogni polemica: “Del referendum ne parleremo dopo l’8 giugno. Con la Lega non ci sono problemi, stiamo facendo una campagna elettorale insieme in tutte le città capoluogo”. Per Fabrizio Cicchitto invece una possibile vittoria del sì alla consultazione elettorale comporterebbe che “la pretesa del centrosinistra secondo la quale, una volta fatto il referendum, poi si dovrebbe ulteriormente cambiare la legge elettorale in Parlamento sarebbe destituita di fondamento. Questo sì che sarebbe il sogno di una notte di mezza estate”. Dalla sponda democratica è Giorgio Merlo a rispondere alle parole di Cicchitto: “Il referendum, come sappiamo, non può trasformarsi in una straordinaria occasione per confermare il potere assoluto di Berlusconi. Serve una nuova legge elettorale”.
Secondo Leoluca Orlando dell’Italia dei Valori “il referendum è uno strumento per migliorare la legge elettorale, il grimaldello per cambiare il “porcellum”, che è una pessima legge elettorale”. Giovanni Guzzetta, presidente del comitato promotore del referendum è “convinto che la gente andrà a votare in massa”. Taglia corto il ministro della difesa Ignazio La Russa: “Del referendum non parlo fino all’8 giugno, del referendum parleremo nelle ultime due settimane prima del voto” anche se conferma che andrà a votare esprimendo favore per le dichiarazione del presidente del Consiglio in questo stesso senso sulla questione.
Al centro della giornata anche un antipasto delle amministrative.

Trento. Comincia infatti oggi, con circa un mese di anticipo, la lunga tornata elettorale che chiamerà i partiti a sfidarsi alle amministrative, alle Europee e sul referendum elettorale. Le urne si aprono in Trentino Alto-Adige e resteranno aperte fino alle 22, quando si avrà il definitivo dato sull’affluenza alle urne. Una prima rilevazione, effettuata intorno alle 17.00, indica che l’affluenza ha subito un calo del 5,5% rispetto alle elezioni del 2005. Hanno votato circa il 32,3% degli aventi diritto contro il precedente 37,8%. I comuni che eleggeranno il proprio sindaco sono una decina tra i quali Civezzano, Folgaria, Mezzolombardo, Badia, Brennero, Malles Venosta. Il confronto più atteso è senza dubbio quello della provincia autonoma di Trento dove i candidati al ruolo di primo cittadino sono otto. L’attuale sindaco reggente, Alessandro Andreatta, è candidato per il centrosinistra autonomista formato da Pd, Idv, Udc, Verdi e Socialisti democratici. Gli altri candidati sono Alessandro Cocca per la lista di musicisti Progetto Trento Soul Moderno, Emilio Giuliana per la Fiamma Tricolore, Bruna Giuliani per la Lega Nord, Luigi Merler per Alleanza di centro per la libertà e Civica tridentum, Pino Morandini per il Pdl e lista civica Morandini, Francesco Porta per Rifondazione comunista e Comunisti italiani e Claudio Taverna per il Partito dei pensionati.

Silvio e Veronica. Nonostante gli impegni per le amministrative trentine la vita privata di Silvio Berlusconi è sconvolta dalla decisione di sua moglie, Veronica Lario, di chiedere il divorzio. Dopo il polverone scatenato dalle candidature europee e le dichiarazioni di Veronica (che aveva definito le candidature “ciarpame senza pudore”), arriva la conferma di alcune indiscrezione pubblicate su alcuni quotidiani nei giorni scorsi.
“Voglio tirare giù il sipario – fa sapere Veronica – ma voglio fare una cosa da persona comune e perbene, senza clamore. Vorrei evitare lo scontro”. E continua: “Ora sono più tranquilla sono convinta che a questo punto non sia dignitoso che io mi fermi. La strada del mio matrimonio è segnata, non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni”. Dunque alla base della decisione ci sarebbe la partecipazione di Silvio Berlusconi alla festa per i diciotto anni di Noemi, l’ormai famosa ragazza di Casoria che chiama Berlusconi “papi”.
Appena venuto a conoscenza dell’intenzione della consorte, il presidente del Consiglio è volato subito a Milano. “E’ una vicenda personale che mi addolora – sottolinea il premier – che rientra nella dimensione privata e di cui mi pare doveroso non parlare”. La notizia intanto fa il giro del mondo ed è riportata dai siti maggiori quotidiani.

Carmine Finelli

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