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Storie senza etichetta, di Antonio De Napoli. Oggi ‘Etichette europee’

maggio 3, 2009 di Redazione 

Un’altra grande giornata di con- tributi e commenti, per il giornale della politica italiana. Apriamo con questo nuovo intervento per la sua rubrica ”sopra le parti” dell’altro giovane talento, con Giulia Innocenzi, sul quale abbiamo scelto di puntare. E’ passata qualche settimana dal suo primo intervento qui; nel frattempo, Antonio De Napoli è stato eletto portavoce del Forum Nazionale Giovani, la principale e più autorevole organizzazione politica giovanile del nostro Paese. E’ con grande piacere, quindi, che vi invitiamo a leggere questo secondo pezzo dedicato alle Europee. Sentiamo.

Nella foto, Antonio De Napoli

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di ANTONIO DE NAPOLI

Qualche anno fa, ancora al liceo, non capivamo bene cosa fossero le elezioni europee: vedevo sempre le stesse facce candidarsi, magari a distanza di pochi mesi, di un anno. E nei primi timidi passi verso la lettura dei quotidiani, trovavamo dati sconfortanti sulle presenze e sull’impegno reale dei nostri europarlamentari, spesso visti come la classica macchietta italiana a Strasburgo e Bruxelles.
La situazione non mi sembra cambiata. Fatta eccezione per qualche caso, grazieadio riscontrabile in tutti gli schieramenti, i dati relativi alla qualità dell’impegno italiano all’Europarlamento sono sconfortanti. È sufficiente riprendere il Corsera del 22 aprile us dove è riportata una sintesi della analisi del francese Flavien Deltort: in modo certosino Deltort ha spulciato tutti gli atti ufficiali dell’Europarlamento per documentare presenze in plenaria e in commissione di tutti gli europarlamentari. Il tricolore ne esce male: 10 fra i 20 più assenteisti sono nostri. Senza infierire con dati e nomi (anche responsabili di partito ed ex ministri in maglia nera), guardiamo alle elezioni europee che ci apprestiamo a vivere. L’Italia è il paese del folclore, è ovviamente anche queste elezioni ne sono uno specchio. Iniziano a comparire i faccioni, gli ambientalisti soffrono per lo spreco di carta, Libero impazza con la storia di Veronica saziando i suoi appettiti populisti, risuscitano i dinosauri messi capolista, qualche passaggio illustre da un partito all’altro, qualche nome di rottura, polemiche forti all’interno dei partiti, le dichiarazioni di Fausto Raciti contro le liste del PD, i malumori della base del PdL per le candidature “televisive”. Come sempre le polemiche sulla politica interna rischiano di monopolizzare i temi della campagna elettorale che dovrebbe essere tutta sui temi europei. Invece viene il sospetto che molti dei candidati sappiano bene come argomentare le debolezze degli altri partiti in vista delle amministrative ma abbiano le idee poco chiare su Lisbona e dintorni. E la cd generazione Erasmus, un po’ stordita fra Facebook e ricerca di un contratto td, continua a cercare un riscatto.
Come al solito, poniamo qualche domanda a cui cercheremo di rispondere nel prosieguo di questi lunghi 30 giorni. a) Le liste che non arriveranno al 4% proseguiranno un percorso politico? (vedi Sinistra e Libertà) b) Come si fa a scegliere un candidato dopo un corso di 20 ore a via dell’Umiltà? c) Quale è esattamente la differenza fra letteronza e letterina? d) Quando terminerà l’ossessione della nostra stampa di parlare sempre e solo di Berlusconi capolista? e) In quale eurogruppo andranno gli eletti del PD? f) I già-missini come verranno accolti nel PPE?
E poi il capitolo degli under 35, a cui siamo ovviamente sempre fedeli. Quanti under 35 nelle liste? “Scelti” con quali criteri?
Intanto godiamoci una campagna che speriamo sia tutta su temi politici europei.
Buona campagna elettorale a tutti e, soprattutto, buona preparazione al voto.

ANTONIO DE NAPOLI

Commenti

One Response to “Storie senza etichetta, di Antonio De Napoli. Oggi ‘Etichette europee’”

  1. francesca on maggio 3rd, 2009 17.45

    bravo antonio, meno male che ci sei tu

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