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La lettera. Quali sono i confini geografici del Pd?

maggio 1, 2009 di Redazione 

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo questa nota indirizzata agli stessi protagonisti del rinnovamento del Pd. E’ firmata da una quarantenne dirigente di circolo, cittadina del Meridione, che si rivolge a Scalfarotto, Civati, Renzi, Serracchiani – tutti impegnati al nord - per chiedere loro, un po’ provocatoriamente, quali siano “i confini geografici del (nuovo) Pd”. Sentiamo.

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La lettera

di Elvira SANTANIELLO

Mi piacerebbe chiedere a Debora Serracchiani, a Matteo Renzi, a Giuseppe Civati, a Ivan Scalfarotto, che ho visto sorridenti e abbracciati su una recente foto e che sono stati indicati come il nuovo che avanza verso il congresso, quali sono i confini geografici del PD…
E vorrei chiederglielo in concomitanza di due incontri significativi per il PD che si avvia al congresso di ottobre, quello del 27 al Lingotto di Torino e quello del 2 luglio a Roma con Veltroni.
Vorrei chiederglielo perché, secondo me, questi due luoghi geografici segnano i confini del PD, ci dicono dove nasce e dove arriva, lasciando dolorosamente sguarnita e sofferente una gran fetta della nostra Italia.
Qui, nel mio Sud, e più che mai qui nel mio Sud, il PD è il partito della nomenklatura, il PD dei dinosauri, il PD delle alleanze che portano voti…
Qui, nel mio Sud, e più che mai qui nel mio Sud, il PD è un partito che vive di vita propria, che ha programmi e azioni “personalizzate”, ovvero addirittura indipendenti e non curanti del Partito nazionale, è un partito lasciato a se stesso e che ormai va solo e carica a testa bassa, come un toro, incurante di nessuno.
Eppure, in questo partito, c’è ancora qualcuno, militanti, simpatizzanti, giovani e meno giovani candidati e amministratori locali, gente comune, che ancora crede nell’idea veramente riformista del PD, c’è che ha scelto di fare campagna elettorale porta a porta, parlando con le persone, non per convicerle a votare PD, bensì per far riaffiorare in esse la speranza riformista.
Mi chiedo, però, perché di questo Sud buono non si parla mai, perché questo Sud buono non emerge, perché questi candidati non vengono eletti?
Sicuramente non per demerito di questo Sud buono, ma, molto più probabilmente, perché è molto più facile per i vertici di un partito politico, quale che sia la sua colorazione, lasciare che tutto rimanga così piuttosto che cominciare a scalfire una calcificazione dannosa, che può, a lungo andare, rilevarsi anche fatale.
Allora, cari Debora, Ivan, Matteo, Giuseppe, e cari tutti quelli che hanno a cuore la crescita e lo sviluppo in positivo del Partito Democratico, non potete fermarvi a Roma!
Il rinnovamento e la crescita del Partito Democratico passano anche, e soprattutto, dal Sud!
E’ necessario, se non addirittura indispensabile, che, prima del congresso di ottobre, anche il Sud possa sentire forte la presenza, anche fisica, di chi si sta impegnando fortemente per un PD diverso da quello che è stato sinora. E la possa sentire attraverso momenti di incontro, di confronto, di dibattito, ma anche momenti cui si propone, si progetta, si programma, facendo rete sui territori, mettendo in contatto i circoli, i militati, le associazioni.
E’ così che, secondo me, partendo proprio dal Sud, e attraverso la metodologia più semplice del mondo, il coinvolgimento della base, il Partito Democratico può veramente sperare di ritornare ad essere una reale forza di governo per l’Italia tutta.
Qualcuno mi potrà rispondere che il Sud è sempre al centro delle attenzioni del Partito, che qualche incongruenza non significa che la situazione generale sia disastrosa, etc, ma io non posso accettare queste risposte… e non le posso accettare perchè io stessa sono l’esempio di chi vuole provare a lavorare per il PD dentro il PD ma è il PD stesso che mi lascia sul limitare della porta….
Perchè io, che sono abbastanza giovane (ho 41 anni), donna, membro dell’esecutivo di un Circolo del PD on line (unica meridionale nell’esecutivo del Circolo che, poi, è anche il primo nato in Italia), impegnata socialmente e nell’associazionismo, quando mi sono presentata al referente del Circolo PD del mio paese per dichiararmi disponibile a lavorare per il PD, mi sono sentiuta dire :”Sì, sì, dammi il tuo numero che poi ti chiamo”? Non credo di essere troppo sognatirice, ma mi sarei aspettata di essere accolta con un pò più di entusiasmo…e comunque, quella telefonata è da mesi che la sto aspettando…
E poi, perchè quando ho organizzato sul mio territorio un incontro elettorale con una candidata giovane, donna, fortemente competente in materie e legislazione europee, nonostante abbia avuto conferme e accettazioni, ho doviuto vedere l’incontro assolutamente boicottato e disertato perchè non in linea con le indicazioni elettorali che il PD locale proponeva agli elettori?
Perchè il PD ha boicottato il PD?
Perdonatemi, amici tutti, ma se i vertico del Partito Democratico non riterranno di dover fare qualcosa contro questa tipologia di comportamenti che sono il cancro dei nostri circoli del Sud, se non riterranno di dover essere presenti fisicamente a dare una scossa vera a questi modi di fare, non ci sono giovani, intellettuali, e coscienze pulite che tengano!

A proposito, quasi lo dimenticavo, ci sarebbe anche un primo appuntamento per il Pd in cammino verso il congresso in questo Sud buono, a Manfredonia, sabato 11 luglio 2009…credo abbiate già ricevuto un invito…se così non fosse mi permetto di invitarvi io, una militante piccola piccola…

Elvira Santaniello

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