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I dati Istat sulla crisi del lavoro. Dal 2007 +12,3 disoccupati. Sud, 62,8 delle donne

aprile 29, 2009 di Redazione 

E’ uscito lunedì, il nuovo rapporto dell’Istituto di statistica relativo all’ultimo trimestre del 2008. Il giornale della politica italiana sceglie oggi di raccontarvi la crisi attraverso i dati concreti del lavoro. Il servizio è di Fabrizio Aurilia.

Nella foto, una donna al lavoro

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di Fabrizio AURILIA

Il 27 aprile l’Istat, l’istituto di statistica italiano, ha rilasciato l’ultimo rapporto di “Rilevazione sulle forze di lavoro”, relativo all’ultimo trimestre del 2008. Quest’anno è particolarmente interessante osservarne i dati poiché solo i numeri possono fornire parametri certi e definitivi, per tastare il polso della crisi economica sul lavoro, e poterne intuire le reali dinamiche. In questi giorni segnali contraddittori vengono dal governo e dai sindacati: per il ministro dell’economia Giulio Tremonti “siamo in quaresima” ed “è finita la fase apocalittica”; per la Cgil è “sbagliato pensare che la crisi stia frenando”. Ma guardiamo i dati, che solitamente, non hanno inclinazioni né partigianeria.

23.349.000 sono gli occupati in Italia, un numero che segna una sostanziale interruzione della crescita su base annua, appena lo 0,1 percento, pari a 24.000 unità. E’ interessante notare come questo sia il risultato di una sintesi tra Nord, Centro e Sud, e come la crescita (minima) è data soprattutto dal lavoro straniero al Nord, mentre al Sud si registra una decrescita pesante dell’1,9 per cento, pari a -126.000 unità. Il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni è sceso di tre decimi rispetto 2007, portandosi al 58,5 per cento: un italiano su due in età da lavoro conserva attualmente il posto. Le variazioni percentili non riguardano solo la distribuzione geografica, ma anche quella di genere. Sarà esplicativo infatti riportare due dati su tutti: il tasso di occupazione maschile è diminuito di otto decimi portandosi al 69,8 per cento; quello femminile è invece aumentato dal 46,9 all’attuale 47,2 per cento. Anche per le donne straniere c’è stato un incremento dal 52,0 al 53,9 per cento. Il dato, a nostro avviso, mostra chiaramente come in questo periodo di crisi si privilegi categorie di lavoratori meno tutelati: donne e stranieri.

Un calo dell’occupazione, vistoso quanto problematico, lo rilevano i dati relativi ai settori. Per l’ultimo trimestre del 2008, infatti, siamo di fronte ad un nuovo significativo calo dell’occupazione non dipendente: -2,7 per cento, pari a -162.000 lavoratori. Una cifra considerevole nel “Paese delle partite I.V.A.”. La crisi dell’industria in senso stretto riguarda maggiormente i dipendenti del Nord-Ovest (-1,3 per cento, -64.000 unità) ma anche quelli del Mezzogiorno. Il dato realmente preoccupante nel Sud riguarda il settore delle costruzioni: a fronte di una nuova riduzione dei dipendenti del -3,0 per cento, che equivale a 15.000 posti di lavoro in meno, si registra una contrazione del 9,4 degli indipendenti, piccoli artigiani attivi nel settore dell’immobile, pari a 17.000 unità in meno. Una nota particolare sull’industria, che però dà il senso della tendenza: 115.000 lavoratori dell’industria dichiarano di non aver lavorato durante la settimana di riferimento dell’indagine Istat, o, comunque di aver lavorato meno ore perché in Cassa integrazione: nel 2007 erano solo 53.000, meno della metà. Sempre riguardo la riduzione delle ore-lavoro il tempo parziale è complessivamente cresciuto del 2,4 per cento, interessando il part-time di tipo involontario. E’ interessante come i lavoratori costretti al part-time siano quasi esclusivamente le donne.

La mossa del governo per rilanciare il settore delle costruzioni, in crisi soprattutto al Sud, come abbiamo visto, è stata il varo del “Piano casa” (attualmente in fase di revisione e bloccato): un provvedimento che non solo pone svariati problemi di impatto sul territorio, ma deregola ancora di più un settore già provato dalle speculazioni del passato, ed esposto, soprattutto nelle regioni a sud del Tevere, ad infiltrazioni delle organizzazioni malavitose.

Analizziamo ora i dati relativi a chi il posto di lavoro non ce l’ha, o l’ha perso.
Dopo nove anni di diminuzione il numero dei disoccupati torna a crescere. La media delle persone in cerca di occupazione, rispetto al 2007 fa un balzo del 12,3 per cento +186.000 unità. L’incremento non varia in base al genere, semmai si fa più forte per i maschi +98.000 uomini compresi tra i 15 e i 64 anni senza un posto, contro le 88.000 ex lavoratrici donne. L’aumento della disoccupazione maschile dipende in misura significativa da quanti hanno perso il lavoro (73.000), come c’era da aspettarselo.
Il tasso di disoccupazione sale al 6,7 per cento dal 6,1 per cento del 2007, nei lavoratori italiani regolari; ma anche il tasso per la componente straniera, passa dall’8,3 per cento del 2007, all’8,8 per cento.
La componente di genere gioca un ruolo sostanziale nel Sud: il tasso di inattività delle donne residenti nel Mezzogiorno raggiunge l’allarmante ed elevatissima cifra del 62,8 per cento.
Nel Sud si sommano problemi sociali, culturali, di gestione delle risorse che nel Nord e nel Centro non ci sono, o comunque si percepiscono in minima parte. Dato interessante da questo punto di vista è il 2,3 per cento, pari a 149.000 persone in più rispetto al 2007, che nel Mezzogiorno non cercano un’occupazione perché sono convinti di non trovarla o rimangono in attesa di chissà quale risposta od offerta. E’ una cifra enorme se sommata a quanti, nelle regioni del Sud, hanno perso il lavoro o sono disoccupati da più di un anno.

Le previsioni per il 2009/10 risentono del clima, e sul fronte lavoro non c’è aria di ottimismo: i dati parlano chiaro, ci si aspetta un incremento sostanziale del tasso di disoccupazione, che salirà nel 2009 all’8,1 per cento e nel 2010 all’8,5, anno in cui si potrà valutare veramente l’impatto della crisi sui lavoratori dell’industria.

Fabrizio Aurilia

Commenti

One Response to “I dati Istat sulla crisi del lavoro. Dal 2007 +12,3 disoccupati. Sud, 62,8 delle donne”

  1. ciro on gennaio 4th, 2010 13.26

    sig.casale sono disoccupato nellànno2007 e o avuto solo un bonus nell ànno 2009 di 300.euro i resto degli anni non o ricevuto niente.

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