Top

Abruzzo, la visita oggi di Papa Ratzinger G8, ufficiale a L’Aquila: “Per contribuire”

aprile 28, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana racconta il passaggio di Benedetto XVI nelle terre colpite dal sisma e torna a fare il punto sulla situazione delle zone terremotate. Il Papa è stato ad Onna, nel capoluogo e a Coppito ad incontrare una rappresentanza dei soccorritori. “Questa terra deve tornare ad ornarsi di case e chiese, belle e solide”, ha lanciato il proprio monito il capo della Chiesa cattolica alla politica e alle istituzioni. Ma oggi è una giornata un po’ più luminosa (nonostante il maltempo) per le popolazioni abruzzesi anche per altre due ragioni: la prima è la conferma che il prossimo vertice degli otto grandi si terrà L’Aquila. La seconda è che, in ricordo e – per quanto possibile – per cancellare la macchia della strage nazista di Onna, la Germania darà una mano alla ricostruzione del paese-”simbolo”, suo malgrado, di questo sisma. Sentiamo.

Nella foto, Benedetto XVI oggi in Abruzzo

-

di Attilio IEVOLELLA

Ora pare ufficiale: il summit del ‘G8′, previsto originariamente in Sardegna, si terrà a L’Aquila, dall’8 al 10 luglio, per la precisione. La novità è arrivata, pochi minuti fa – in una giornata carica di fortissime emozioni per la visita di Papa Ratzinger -, dal decreto legge ad hoc varato dal Consiglio dei Ministri (e firmato questa mattina dal presidente della Repubblica, Napolitano), che, tra l’altro, prevede corposi finanziamenti per il territorio abruzzese. Entrando nel dettaglio, si parla di oltre un miliardo di euro per questo 2009, e si motiva la realizzazione del ‘G8′ nella città di L’Aquila con l’obiettivo di “contribuire al rilancio dello sviluppo socio-economico dei territori colpiti dalla crisi sismica”.
Questo, come detto, è stato l’ultimo – almeno in ordine di tempo – aggiornamento in una giornata assai intensa…

LA VISITA DEL PAPA - Era ampiamente annunciata, ma la presenza di Benedetto XVI ha comunque riscaldato i cuori degli abruzzesi colpiti duramente dal terremoto. E, bisogna aggiungere, le immagini, dal vivo, del territorio colpito così duramente, nella notte tra il 5 e il 6 aprile, dal sisma, quelle immagini, dicevamo, hanno scosso il Papa. Che, candidamente, ha ammesso: «È peggio di come avevo pensato guardando la televisione».
Le emozioni sono state intense e ripetute durante la permanenza del Pontefice in Abruzzo. Sin dall’arrivo – in automobile, e non in elicottero, a causa del maltempo – a Onna, dove Benedetto XVI ha incontrato gli sfollati ancora sistemati in una tendopoli – a oltre tre settimane dal terremoto -, e ha poi dedicato una preghiera a tutte le vittime del sisma, con un pensiero particolare per i tanti bambini strappati alla vita. Tappa successiva è stata L’Aquila, e lì c’è stato l’incontro, assai toccante, con dodici universitari, proprio dinanzi alle macerie della ‘Casa dello Studente’ crollata a causa del terremoto. Poi, per concludere la propria visita, Benedetto XVI si è recato a Coppito: nel contesto della Scuola della Guardia di Finanza, in una sorta di incontro istituzionale, ha avuto modo ancora di incontrare parte della popolazione e una rappresentanza dei soccorritori che hanno operato e stanno operando in queste settimane in Abruzzo. E non a caso proprio ai soccorritori Ratzinger ha rivolto «una parola speciale di apprezzamento. Grazie di ciò che avete fatto…».
Ma il Pontefice, accompagnato dall’Arcivescovo di L’Aquila, monsignore Giuseppe Molinari, ha anche rivolto un monito, duro, allo Stato, alla politica e alle istituzioni: «Questa terra deve tornare ad ornarsi di case e di chiese, belle e solide», aggiungendo che «ora servono soluzioni efficaci per le persone che vivono ancora nelle tendopoli». E questo pensiero è stato condiviso, pienamente, da monsignore Molinari, il quale ha chiesto alle istituzioni «mantenere le promesse fatte. La ricostruzione o sarà subito o non ci sarà… In questi momenti, la nostra città ha bisogno di ricercare le responsabilità del passato, ma ha anche necessità di risorgere presto, con il contributo di tutti, cercando il bene di tutti, rispettando le competenze di tutti. E ogni ostacolo alla rinascita del mondo del lavoro, alla costruzione di nuove case, alla rinascita dell’Università, ogni ostacolo sarebbe un delitto infame, che gli aquilani non potrebbero mai perdonare».

L’INCHIESTA - Sul tema delle responsabilità per le tantissime vittime del terremoto, però, bisognerà continuare a tenere alta la soglia d’attenzione. A questo proposito, va segnalato il sequestro della scuola materna di Pettino. L’edificio è stato ‘sigillato’ dalla squadra mobile di L’Aquila, che, d’intesa con l’Arma dei carabinieri, sta svolgendo le indagini nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica sui crolli avvenuti a causa del sisma. Bisogna tener presente che l’edificio che ospitava la scuola materna sorge in quartiere, quello di Pettino, per l’appunto, che è stato quasi completamente danneggiato dal sisma.
Per domani, invece, è prevista la presentazione del ‘Comitato per l’accertamento della verità’, promosso dal professore Francesco Sidoti e dal dottore Carmelo Lavorino, in ricordo degli studenti universitari morti sotto le macerie, e finalizzato a ottenere «la condanna dei responsabili, a qualunque livello di coinvolgimento».
E a questo quadro, peraltro, vanno aggiunti anche il poco piacevole dato della terra che, seppur in misura minore, continua a tremare (e a incutere timore), e il clima per nulla favorevole di queste ultime giornate, clima, caratterizzato da pioggia, freddo e vento, che rende ancora più disagevole la permanenza nelle tendopoli. Anche se, seppur lentamente, potrebbe, per qualche famiglia, avvicinarsi il ritorno a casa: il sindaco di L’Aquila, Massimo Cialente, difatti, ha emanato un avviso in cui rende noti i primi 307 edifici della città dichiarati agibili. Comunque, nell’avviso viene chiarito che “il rientro nelle abitazioni non è obbligatorio, ma lasciato alle decisioni che ciascun cittadino vorrà assumere”.

LA SOLIDARIETÀ - Il sostegno manifestato da ogni parte d’Italia verso le comunità abruzzesi pare sempre più forte. Secondo i dati forniti dalla Croce Rossa, sono stati forniti oltre 3 miliardi e 800 milioni di euro. E in questo contesto va segnalata, senza dubbio, anche l’iniziativa della Facoltà di Architettura di Alghero, appartenente all’Università di Sassari: è stata avviata una raccolta di fondi ad hoc per gli studenti dell’Università di L’Aquila.
Dall’estero, infine, è arrivato un altro impegno importante: quello della Germania per la ricostruzione di Onna. Lo ha ufficializzato l’ambasciatore tedesco in Italia, Michael Steiner, ai microfoni di Radio Vaticana: «Abbiamo un legame con Onna: l’11 giugno 1944 furono uccisi undici civili da parte della Wehrmacht, e questo evento non è mai stato dimenticato… Abbiamo quindi pensato che è bene concentrare i nostri interventi direttamente ad Onna». In particolare, verrà garantita «la presenza della nostra Protezione Civile, che aiuterà nei lavori di ricostruzione e sosterrà i cittadini. Questa volta faremo qualcosa di buono per Onna».

Attilio Ievolella

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom