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Partito Democratico e referendum, Dio acceca chi vuole perdere di F. Mussi

aprile 22, 2009 di Redazione 

Intervento per il Politico.it dell’ex leader della minoranza Ds, non entrato nel Partito Democratico e oggi dirigente di Sinistra democratica e della lista per le Europee Sinistra e Libertà, che raccoglie le anime socialiste rimaste fuori dal Pd e quelle ex Prc guidate da Nichi Vendola. Mussi reagisce alla scelta dei Democratici di sostenere il “sì” al referendum accusandoli di fare il gioco di Berlusconi e, comun- que, di minare gli alleati e, con essi, le possibilità di rimettere in piedi un’alleanza di centrosinistra - con rischio di ripercussioni anche sulle amministrazioni locali e sulle elezioni amministrative. Sentiamo.

Nella foto, Fabio Mussi

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di FABIO MUSSI

“Deus amentat quos perdere vult”: Dio acceca chi vuol perdere.
In versione più popolare si potrebbe tradurre: Dio rincoglionisce quelli che abbandona. E’ il caso del Partito Democratico.
Vediamo la sequenza degli ultimi mesi. Il Pd si mette d’accordo con Berlusconi per introdurre la soglia di sbarramento al 4% alle europee. Poi si mette d’accordo per spartirsi i soldi del finanziamento pubblico di quanti non superano la soglia. Poi si mette d’accordo in commissione di vigilanza Rai, per escludere dalla tv, fino all’apertura ufficiale della campagna elettorale, quelli che si presentano con simboli nuovi.
Ora il Pd annuncia il sì al referendum sulla legge elettorale nazionale.
L’argomento? Così poi si riforma la legge. Falso. Se passa il sì resta la legge prodotta dal quesito referendario: la lista che prende un voto in più ottiene la maggioranza assoluta dei seggi.
Berlusconi ringrazia. E’ peggio della Legge Acerbo del ’24, che almeno prevedeva la soglia minima del 25%, ma dopo la quale venne il regime fascista.
Nell’ossessione bulimica di sopravvivere in qual che modo, il Pd intende sterminare gli alleati proprio per forza di legge. Così autoaffondandosi.
Ci vuole uno stoico senso di responsabilità nazionale, da parte della sinistra, per non rendere subito pan per focaccia nelle elezioni amministrative di giugno, per le quali è stato finora fatto un generoso sforzo di ricostruire, contro la dottrina dei dirigenti del Pd dell’autosufficienza, un quadro di alleanze di centrosinistra.

FABIO MUSSI

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