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Post-terremoto in Abruzzo. Il 28 la visita del Papa. Ripresa della vita e le inchieste

aprile 20, 2009 di Redazione 

Nei giorni del terremoto questo giornale è diventato un grande centro di informazione sulla tragedia che ha raccontato con sobrietà, rispetto, tempismo. A due settimane dal primo, devastante sisma, il Politico.it continua a raccontare settimanalmente la vicenda abruzzese, sia per continuare ad informare i propri lettori, sia per contribuire ad evitare che si spengano i riflettori sull’Abruzzo. L’aggiornamento di questo lunedì, dunque, firmato da Attilio Ievolella.

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di Attilio IEVOLELLA

Due settimane esatte. Tanto è passato dalla terribile notte che, a cavallo tra il 6 e il 7 aprile, ha colpito profondamente L’Aquila e l’Abruzzo. Ma la situazione, pur registrando qualche passo in avanti, deve ancora essere migliorata, fortemente migliorata. Da diversi punti di vista: perché la fase della ricostruzione deve ancora essere programmata in maniera razionale – lasciando da parte i proclami -, con migliaia e migliaia di sfollati ancora divisi tra tende e alberghi, mentre l’inchiesta finalizzata ad accertare possibili responsabilità nei crolli registrati in tutta la provincia di L’Aquila è destinata a proseguire ancora a lungo. Tutto ciò, purtroppo, mentre la terra trema ancora: due scosse sono state avvertite la notte scorsa, e un’altra è stata registrata questo pomeriggio, poco prima delle 14.

LA COMUNITÀ ABRUZZESE - Come detto, migliaia e migliaia di abruzzesi continuano a gestire la propria quotidianità in condizioni assai precarie, eppure sempre con grande sobrietà e compostezza. I disagi, avvertiti soprattutto nelle ‘tendopoli’ allestite dopo il sisma, sono destinati ad acuirsi, anche considerando le condizioni climatiche: i meteorologi, difatti, hanno previsto, per la giornata di domani, piogge sulle zone dell’Abruzzo. E anche la gestione dell’ospedale ‘da campo’ allestito ad hoc nelle vicinanze della struttura dell’ospedale ‘San Salvatore’ diventa più complessa col passare dei giorni. Di fronte a questo stato di cose, emerge la necessità di interventi sempre meno d’emergenza.
Questo aspetto sarà centrale, con molta probabilità, anche nella visita del Pontefice. Dal Vaticano, difatti, è arrivata l’ufficialità: Papa Ratzinger si recherà in Abruzzo nella giornata del 28 aprile, incontrando gli sfollati e sorvolando in elicottero le zone colpite dal sisma.

LA RICOSTRUZIONE - Due sono i dati certi, fino ad ora: lo stato degli edifici rimasti in piedi, nonostante il sisma, e il monitoraggio della fase, assai importante, relativa all’assegnazione degli appalti per la ricostruzione.
Per quanto riguarda il primo aspetto, secondo quanto ufficializzato dalla Protezione Civile, il 56 per cento degli edifici è ritenuto agibile (con quasi 8mila sopralluoghi effettuati). A questo quadro, poi, va aggiunta anche la riapertura di oltre 200 scuole in Abruzzo (oltre 30 a L’Aquila) e la ripresa delle attività per almeno 100 attività commerciali nel solo Aquilano.
Per quanto concerne il secondo aspetto, invece, è ufficiale – attraverso le parole di Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia – di un gruppo di quattro magistrati (Vincenzo Macrì, Alberto Cisterna, Gianfranco Donadio e Olga Capasso), gruppo che avrà il delicato compito di monitorare la gestione degli appalti nella fase di ricostruzione, lavorando d’intesa con il Viminale per evitare possibili infiltrazioni mafiose attraverso aziende ‘affiliate’.
Da segnalare, e da sottolineare, anche una notizia che esprime il desiderio di ritornare alla vita di un’intera comunità: è stata celebrata la prima seduta di laurea dopo il terremoto. Lo scenario, inimmaginabile soltanto un mese fa, una tenda della Protezione Civile, nelle vicinanze della Facoltà di Medicina, all’interno del Polo didattico di Coppito. Protagonisti ventisette studenti di Fisioterapia che hanno concluso il previsto percorso triennale. E la cerimonia è stata anche caratterizzata dalla laurea ad honorem idealmente attribuita a Lorenzo Cinì, componente del team Montorio Volley, morto nel crollo di un’abitazione.

L’INCHIESTA SUI CROLLI - L’attenzione, tuttavia, va puntata anche su ciò che, purtroppo, si è verificato nella notte tra il 6 e il 7 aprile. In questa ottica, il complesso lavoro della Procura sta proseguendo: ultimo immobile sequestrato è il palazzo dell’Inail di via XX settembre. Il decreto di sequestro è stato eseguito dalla polizia. Obiettivo, come sempre, quello di effettuare delle verifiche sull’immobile.
A questo proposito, peraltro, va segnalato anche un altro dato importante: l’analisi sulla struttura dell’ospedale ‘San Salvatore’. Chiare le parole di Roberto Marzetti, manager dell’Azienda sanitaria di L’Aquila: «Scoprire dopo trent’anni che mancavano le staffe di collegamento tra i ferri, amareggia molto…», ha spiegato, dopo aver osservato da vicino alcune colonne di sostegno della struttura. “Amareggia”, certo, e aiuta anche a comprendere come determinati fattori abbiano ulteriormente ampliato gli effetti del terremoto.

POLITICA E INFORMAZIONE - Sul fronte politico-istituzionale gli aggiornamenti sono costanti. L’ultimo, in ordine di tempo, è relativo alla decisione di tenere il prossimo Consiglio dei Ministri a L’Aquila, nella mattinata di venerdì 24 aprile: sul tavolo, ovviamente, le misure per la ricostruzione delle aree terremotate. Scontata, a questo punto, anche la ridda di reazioni, e positive e negative, e da una parte e dall’altra, e dalla maggioranza e dall’opposizione. A livello di dichiarazioni ufficiali e di visite ufficiali, fino ad ora, la presenza della politica e delle istituzioni è stata costante…
Su questo punto, poi, bisogna aggiungere anche la denuncia dell’Adoc (associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) contro il mondo dell’informazione. In particolare, dall’associazione è stato chiesto “all’Ordine dei giornalisti e all’Usigrai di indagare sul comportamento tenuto da alcuni inviati nelle zone del sisma” per far luce su “atteggiamenti irrispettosi delle regole deontologiche del decoro e della dignità professionale, e irriverenti nei confronti delle vittime del sisma”.

Attilio Ievolella

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