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Diario politico. La vicinanza di Berlusconi Election day, il centrodestra si divide

aprile 10, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Gabriele Canarini. Ieri il presidente del Consiglio si è intrattenuto a lungo con i famigliari delle vittime ai margini del funerale. Poi a tuttocampo sul sostegno e la ricostruzione. Lo sentiamo. L’altro tema del giorno è solo indirettamente legato alla tragedia abruzzese. Dopo la proposta del segretario Pd Franceschini (nella foto alle esequie di stamani con Fassino e la Bindi) di accorpare referendum e voto amministrativo ed europeo e di destinare i circa 500 milioni che si risparmierebbero proprio agli interventi post-sisma, tra Pdl e Lega si accende lo scontro, che sembra però coinvolgere solo luogote- nenti e cosiddetti peones. Il racconto.

Nella foto, da sinistra Bindi, Franceschini e Fassino ai funerali solenni per le vittime del terremoto

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di Gabriele CANARINI

Nel giorno dei funerali di Stato tenutisi nel cortile della scuola della Guardia di Finanza a Coppito, subito fuori L’Aquila, hanno partecipato alle esequie le massime cariche dello Stato, dal presidente della Repubblica Napolitano a quelli di Camera e Senato, Fini e Schifani, oltre che il Presidente del Consiglio Berlusconi.
Quest’ultimo si è intrattenuto a lungo coi parenti delle vittime, parlando a tu per tu con molti di loro, e ai cronisti presenti ha così descritto i suoi sentimenti personali: «E’ stato un dolore, una cosa lancinante e lacerante. Tutte le storie che mi sono venute addosso sono state drammatiche e la sfilata di bare uno spettacolo terribile. Lo dico anche da padre che capisce quale dolore può essere la perdita di un figlio. E’ una cosa che non dimenticherò mai». Il premier ha poi garantito che «il governo farà di tutto per allocare in situazioni degne le persone, senza tenerle in tende o costruendo baraccopoli o roulotte, che sono cose precarie e drammatiche per i cittadini, i giovani e gli anziani. Le sistemazioni in albergo che stiamo organizzando sono una sistemazione degna, niente a che vedere con le tende. Il governo si impegna, perciò, davanti agli italiani per far rinascere il territorio e garantisco che troveremo tutti i fondi indispensabili».
Ritornando, poi, sulla questione edilizia alla base di diversi crolli, il Cavaliere ha spiegato: «Tutte le case che sono venute giù, anche quelle non antiche, erano state costruite senza criteri antisismici. Anche le case costruite negli anni ‘70/’80 sono venute giù: erano fatte con cementi che non si usano più, con ferri che non si usano più, senza meccanismi di aderenza e legate alle tecnologie di allora». E a proposito allora, delle aspettative e le varie soluzioni che si prospettano in vista della ricostruzione, Berlusconi ha chiarito: «Il braccio pubblico e quello privato devono lavorare insieme. I privati potranno avere un ruolo molto utile, sia come messa a disposizione di case per il periodo transitorio, sia come aiuto economico per la ricostruzione di case». Ma anche, ha sottolineato, «per la vicinanza alle persone, perché sentirsi al centro della solidarietà nazionale credo sia un sentimento positivo».
Fra le tante ipotesi in campo, atte a realizzare al meglio la rinascita del territorio toccato dal sisma, il premier ha ribadito quella della “parcellizzazione” delle diverse zone e dei progetti da assegnare alle province italiane. Questa soluzione consentirà, secondo quanto illustrato dal Cavaliere, «una grande trasparenza delle operazioni», in quanto «sarà indicata la data di inizio e di fine dei lavori e l’importo», e poi ci sarà «una specie di gara tra l’una e l’altra provincia».
Oltre alle questioni legate strettamente all’ambito, per così dire, “pratico” sulla tragedia e le misure che verranno approntate per ridare speranza ai terremotati, Berlusconi ha anche illustrato i primi risultati delle misure repressive che si stanno attuando contro i numerosi episodi di sciacallaggio avvenuti in questi giorni. Sono stati, infatti, processati per direttissima i quattro romeni che stamattina erano stati sorpresi con addosso la refurtiva rubata da una delle case abbandonate e subito arrestati. «Si tratta di un primo risultato della offensiva contro lo sciacallaggio» – questo il commento del premier, che ha ricordato che attualmente sono 700 i membri delle forze dell’ordine impiegate in quest’offensiva.
Berlusconi ha, infine, elogiato la dignità umana mostrata dal popolo d’Abruzzo davanti alla calamità naturale che li ha colpiti: «Gli abruzzesi sono un popolo forte e gentile che anche in quest’occasione ha dato prova di compostezza e di civiltà, un esempio da portare a tutti i cittadini d’Italia».Alla medesima compostezza e civiltà si è richiamato anche il segretario del Pd Franceschini, oggi presente ai funerali assieme ad altri esponenti del Partito democratico, come Fassino e la Bindi, e dell’opposizione.
Franceschini ha ricordato che «i funerali sono momenti di raccoglimento e preghiera. Di fronte ad un dolore così straziante non si cercano inquadrature e non si fanno dichiarazioni, tanto meno dichiarazioni politiche».
Di tono più acceso, invece, le dichiarazioni di Di Pietro, che, attraverso il suo blog, ha chiesto «giustizia per la mia gente». Il leader dell’Italia dei Valori ha così spiegato: «Io voglio sapere. Lo Stato ha il dovere di sostenere nella tragedia gli abruzzesi, deve affiancare le celerità nell’individuare e non distogliere le eventuali responsabilità in gioco».

Election Day. Ma se sul tema del terremoto il clima di unità politica, come oggi auspicato da Berlusconi, pare tenere, non altrettanto si può dire riguarda ai temi più strettamente legati alla politica interna. Anzi, è oggi la stessa maggioranza a mostrare segni d’incrinatura al suo interno, riguardo al tema dell’election day. Dopo gli attriti dei giorni scorsi fra il premier e gli alleati leghisti (in particolare il Ministro dell’Interno Maroni) per la bocciature alla Camera del provvedimento sui Cie, oggi sono state le parole di Berlusconi riguardo ad un possibile accorpamento fra il referendum elettorale e le elezioni di giugno a far di nuovo salire la tensione fra Pdl e Lega. Il presidente del Consiglio, infatti, si è detto disposto ad una «riflessione» sulla richiesta che proviene dal Pd e dal comitato referendario di Segni e Guzzetta. Il segretario del Pd ha così esplicitato la sua richiesta: «Sono settimane che chiediamo l’Election Day, che spieghiamo come sia assurdo buttare dalla finestra 400 milioni di euro, e come sia ancora più assurdo in piena emergenza terremoto. Ma vorremmo capire se si tratta solo di parole e di fatti concreti».
Il dubbio pare lecito, dal momento che, con tutta probabilità, le dichiarazioni di Berlusconi non hanno scatenato le immediate ire della Lega proprio perché lo stesso premier avrebbe garantito, nella riunione tenuta ieri con Bossi, Maroni e Calderoli, che l’accorpamento referendario non avverrà con le elezioni Europee e le Amministrative del 7 giugno, bensì con la tornata del 21, cioè con il ballottaggio per sindaci e Province. Questa soluzione lascerebbe basse le possibilità di raggiungimento del quorum per il referendum, andando così incontro alle richieste e aspettative della Lega.
Ed è proprio per evitare che la questione sull’election day assuma i contorni, come ha polemicamente sostenuto Franceschini, di una «Bossi tax imposta agli italiani», che il Cavaliere ha deciso di accogliere parzialmente, e momentaneamente, la richiesta dei referendari. I quali, difatti, hanno commentato positivamente l’apertura di Berlusconi: «Parole sagge dal premier, i nostri appelli non sono stati vani», ha commentato Giovanni Guzzetta, estensore dei quesiti.
Un ulteriore commento positivo alle parole del Presidente del Consiglio è giunto La Russa, uno degli esponenti dell’ala ex-An all’interno del Pdl, ossia l’ala più favorevole all’accorpamento del referendum e delle elezioni di giugno. Il Ministro della Difesa ha così commentato: «Berlusconi ha fatto bene, perché quando si parla di possibili vantaggi per chi è in difficoltà, non bisogna scartare niente». In merito, invece, ai ripetuti punti di tensione fra Pdl e Lega emersi in questi giorni, Bossi ha provveduto a gettare acqua sul fuoco: «Alla fine con Berlusconi una soluzione si trova sempre». Al senatùr ha fatto eco il vicecapogruppo leghista Dussin: «La legge elettorale non importa, contano i voti e noi ce li abbiamo». Decisamente più polemico, invece, il giudizio dell’esponente di Forza Italia Osvaldo Napoli sul comportamento dei suoi alleati di coalizione: «La Lega non può pensare di dettare le condizioni su tutte le questioni. E’ un alleato importante, ma le carte le distribuisce il premier. I nodi vanno sciolti insieme, altrimenti tutti insieme si aggrovigliano».

Come s’intuisce, anche a margine di un dramma violento e commovente come quello vissuto dall’Abruzzo, le polemiche e i problemi di tutti i giorni che la politica vive, non tarderanno a riemergere e riassumere il loro ruolo di rilievo. L’auspicio è che questa non induca l’opinione pubblica a dimenticare e abbandonare troppo in fretta quel legame di empatia che in questi groni ha stretto con i suo concittadini toccati dal terremoto.

Gabriele Canarini

Commenti

One Response to “Diario politico. La vicinanza di Berlusconi Election day, il centrodestra si divide”

  1. migwelo on aprile 11th, 2009 13.17

    gabriele scrivi davvero bene. Mi piacerebbe conoscerti per sapere cosa ne pensi della situazione politica spagnola paragonata a quella italiana.
    Grazie

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