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Schulz: ‘Pse casa dei riformisti, il Pd ci scelga’. L’incontro a Milano

aprile 9, 2009 di Redazione 

Il capogruppo del Partito socialista europeo a Strasburgo era in Italia per sostenere i candidati Demo- cratici alle Europee di giugno, ed è stato relatore ad un convegno intitolato “Un’Europa inclusiva, un’Europa per tutti”. Sentiamo cos’ha detto, nel servizio di Fabrizio Aurilia.

Nella foto, Martin Schulz

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di Fabrizio AURILIA

“I nostri valori non sono quotati in borsa, le nostre azioni sono al servizio di tutti”. Così chiude il suo intervento Martin Schulz, capogruppo del Partito Socialista Europeo, relatore in settimana a Milano, durante un incontro organizzato dal Partito Democratico, presso la Camera del Lavoro: “Un’Europa inclusiva, un’Europa per tutti”.

Il leader socialdemocratico tedesco è in Italia per supportare i candidati del Pd alle prossime elezioni del 6 e 7 giugno, segnale importante questo: il Pse si vede come naturale casa nella quale il Pd dovrebbe confluire. Capitolo spinoso che non trova d’accordo solo il nutrito uditorio presente nel salone Di Vittorio della Camera del Lavoro, ma anche Antonio Panzeri, parlamentare europeo Pd, Umberto Ranieri, coordinatore della prossima campagna elettorale dei democratici, Onorio Rosati segretario lombardo Pd e la giovane Silvia Gadda, segretaria dei giovani democratici.

L’intervento dell’uomo che si era preso gli insulti di Berlusconi in diretta mondiale (il premier lo chiamò kapò) è incisivo e chiaro, tutto teso ad illustrare le prospettive e gli obiettivi del Pse per il futuro prossimo: “Il Partito Socialista Europeo deve lottare – dice con il suo italiano spedito e fluente – per un’Europa inclusiva e sociale. Maggiormente in questo periodo di crisi senza precedenti, in cui la maggioranza conservatrice in Europa (19 Paesi su 27 sono governati dalla destra, ndr) attua, o sta per attuare, politiche protezioniste e quindi euroscettiche. Il Pse ha il compito di far capire ai cittadini che più Europa equivale a maggior solidarietà, maggior giustizia sociale”.

Parole di sinistra, socialdemocratiche, di un uomo politico che non ha paura di ribadire i valori fondativi del socialismo e che soprattutto non rincorre il modello sociale che sembra essere imperante in questi ultimi vent’anni.
“Per ottenere un’Europa sociale è necessario proporre delle regole nuove, che sono poi le stesse che sono state spazzate via negli anni ’80 dalla deregulation: il Pse è contro il modello sociale liberista che ci ha portato alla bancarotta. Il Socialismo Europeo sarà sempre contro i paradisi fiscali e la speculazione. Per un modello globale di sviluppo la speculazione è possibile ma non necessaria. Ad esempio: la speculazione alimentare. Speculare sul cibo vuol dire alzarne il prezzo e quindi produrne di meno; questo porta ad altissimi profitti per pochi, ma vuol dire anche fame ed indigenza per l’Africa”.
Un concetto che incontra il favore dei presenti alla serata milanese e dei democratici sul palco.

Poco prima, nel suo intervento, Antonio Panzeri aveva parlato della “questione migranti” all’interno della società europea e del fenomeno del ritorno nei Paesi d’origine, una volta che questi, il caso della Polonia è lampante, hanno ricevuto gli aiuti dalla Comunità Europea per lo sviluppo. Martin Schulz ricorda in tal senso l’importanza dell’esperienza delle migrazioni all’interno dell’Europa degli anni ’60 e ’70, non solo a livello di forza lavoro: “Quell’esperienza ha creato un livello alto di armonizzazione sociale. Un’Europa dei diritti, delle tutele. Un modello che consentiva una vita dignitosa: – a questo punto il capogruppo pronuncia probabilmente la frase più importante del suo intervento – la sinistra deve garantire la continuazione della dignità. Il Pse dovrà porre al centro dell’azione politica il lavoro. C’è bisogno di una revisione della direttiva europea sul lavoro, una legislazione condivisa dagli Stati membri sulla sicurezza e la ripresa della concertazione a livello europeo: concertare è socialista. Ecco perché il Pse ha stretto sempre più i rapporti con il Ces (Confederazione Europea dei Sindacati, ndr). In questa occasione voglio dire che i socialisti europei esprimono grande solidarietà ai lavoratori della Cgil scesi in piazza a Roma, come sta facendo con tutti quelli delle manifestazioni che giornalmente si svolgono in molte città europee”.

Sembra quasi un richiamo ai democratici italiani: appoggiate, state sempre al fianco dei lavoratori in queste circostanze, senza timidezza o tentazioni trasversaliste. Il Partito Democratico italiano, secondo Schulz, deve inquadrare le politiche di giustizia ed equità sociale dal punto di vista dei lavoratori, di chi meno può accettare compromessi.
“Il cambiamento del modello di sviluppo globale – continua – è da attuare ora che il vecchio modello liberista ha portato fame e sperequazione sociale: il Pse deve farne un’arma della sua battaglia (in tedesco non si dice campagna elettorale, ma battaglia elettorale, ndr). E’ necessario prima di tutto che il cambiamento avvenga a livello sociale, nella società: ecco perché il socialismo europeo deve essere la bandiera sotto cui tutti i partiti, democratici, riformisti, socialdemocratici, possono trovare collocazione. Per contrastare una Commissione Europea a maggioranza di destra, ci vuole un parlamento europeo che il più possibile parli la lingua della sinistra europea. Il Pse ha grande interesse per il percorso del Partito Democratico italiano e aspettiamo i suoi rappresentanti tra le nostre fila”.

A questo proposito Panzeri ricorda che nel Parlamento Europeo “non ci sono posti in piedi, e se il Pdl ha scelto come sua naturale casa il Partito Popolare Europeo, il Pd non ha altra alternativa che confluire giustamente nel Pse”.
L’argomento, come si sa, è uno scoglio difficile da superare per il segretario Pd Franceschini, che però ha già avuto, in questi giorni un incontro con Martin Schulz per coniugare democratici e socialisti.

Fabrizio Aurilia

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