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Terremoto in Abruzzo, altra forte scossa (4.8) ieri alle 21.40. Oggi alle 11 i funerali

aprile 9, 2009 di Redazione 

Crolla un palazzo, per fortuna vuoto, in via Roma. E’ la quarta scossa per intensità dall’inizio del sisma, avvertita anche questa fino nella Capitale. Cresce intanto il numero delle vittime: sono ora 287, secondo l’elenco nominativo diffuso dalla Regione Abruzzo. In mattinata, alle esequie, che saranno trasmesse in diretta da tutte le televisioni, presenti i presidenti delle Camere, Fini e Schifani, il presidente Berlusconi e una delegazione del Pd. Il servizio.

Un’altra scossa, anche questa molto forte (4.9 Richter, contro i 5.8 della prima), registrata alle 21.40 di giovedì. La quarta per intensità dall’inizio del sisma. Tanto forte da essere avvertita, come la prima e quella del tardo pomeriggio di martedì, fino nella Capitale. L’epicentro è stato a Barete, Capitignano e Campotosto, sempre in Abruzzo.

Non c’è pace per le popolazioni terremotate de L’Aquila. Un palazzo, in via Roma, è crollato. Cresce intanto il numero delle vittime, che ora sono 287, secondo l’elenco nominativo ufficiale appena reso noto dalla Regione Abruzzo.

I funerali. Oggi, alle 11, nel plesso della scuola della Guardia di Finanza de L’Aquila, si svolgeranno le esequie per le vittime del terremoto. Saranno ”funerali solenni”, che si differenziano dai “funerali di Stato” in quanto questi ultimi sono riservati “alle massime autorità dello Stato, ai cittadini che abbiano reso particolari servizi al Paese, alle vittime di terrorismo o criminalità organizzata”.

Saranno presenti i presidenti delle Camere, Renato Schifani e Gianfranco Fini, e il presidente del Consiglio Berlusconi. Non è ancora stata confermata, invece, la presenza di Giorgio Napolitano, che è stato oggi in visita alle persone colpite e in sopralluogo nelle zone terremotate. Il segretario Franceschini, Marini (che, lo ricordiamo, è abruzzese) e Piero Fassino rappresenteranno il Partito Democratico.

Le esequie verranno trasmesse in diretta da tutte le televisioni. L’invito, rivolto dalle autorità, è a non mettersi in viaggio e a non affluire dal resto del Paese per partecipare alla cerimonia. E, proposito di tivù, la Rai rispetterà la giornata di lutto nazionale per le vittime del sisma non trasmettendo gli spot.

Berlusconi. Intanto nel pomeriggio di ieri il premier, che ha espresso la propria sofferenza per i fatti di questi giorni – “Sono a pezzi, è una tragedia che dà angoscia” – è tornato sul dramma degli sfollati, provando a proporre soluzioni concrete. “Ci vorrà molto tempo per ricostruire la città – ha spiegato - E non uno ma molti miliardi. C’è difficoltà nell’abbandonare il proprio paese ma noi abbiamo praticamente libera quella cittadella di belle case in legno che avevamo costruito a San Giuliano di Puglia; c’è tutto, la chiesa, il parco giochi, i negozi e ci sono 800 posti a disposizione. Abbiamo avanzato ai sindaci dei paesi colpiti l’idea di spostare là le loro comunità. Se si trasferiscono in 200-300 ricostruiscono l’assetto della loro comunità e sono ad un’ora e mezzo di auto dal loro paese”. Una proposta di trasferimento semi-definitiva, quindi, ben oltre i prossimi tempi.
Berlusconi ha poi risposto a chi gli chiedeva della possibilità di riservare all’Abruzzo i soldi che potrebbero essere risparmiati accorpando elezioni amministrative ed Europee, e referendum: “Faremo una riflessione”, ha spiegato. Pronta la replica di Franceschini: “Sarebbe un bene se si facesse l’Election Day – ha sostenuto in pratica il segretario del Pd - ma temo che l’apertura di oggi possa rappresentare solo una mossa tattica”.
Riguardo invece alla considerazione del presidente Napolitano per il quale ci sono “irresponsabilità diffuse” alla base della tragedia, il presidente del Consiglio getta acqua sul fuoco: “Le responsabilità saranno certamente accertate e ci sono già dei pm che indagano su questo. Ma – ha aggiunto – non credo ci siano state delle situazioni tali da far presumere delle responsabilità nella costruzione degli edifici. Io stesso ho potuto verificare che molti edifici rappresentano le tecnologie dell’epoca” in cui sono stati eretti.

Napolitano in visita. Dopo lo stesso premier e alcuni ministri, è stata ieri la volta del presidente della Repubblica, che è arrivato in mattinata da Roma, alla caserma della Guardia di finanza di Coppitto, centro di coordinamento per i soccorsi. Dopo aver reso omaggio alle salme, insieme al capo della protezione civile, Guido Bertolaso, ed al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, il capo dello Stato si è recato presso quello che resta della Casa dello studente, nella quale diversi giovani hanno perso la vita.
“Non si dimentichi di noi”, è stata la richiesta più forte rivolta dai sopravvissuti al presidente, che ha promesso che l’Abruzzo sarà una priorità ora come nei prossimi anni fino alla fine della ricostruzione. Gli spettri delle promesse non mantenute di San Giuliano, dell’ Irpinia, del Belice e di tutte le altre calamità che hanno massacrato il nostro paese non possono che fare paura.

Le misure in Cdm. Giovedì mattina il Consiglio dei ministri ha varato le misure urgenti da applicare in favore delle popolazioni terremotate. É stata prevista oltre all’indennità di 800 euro mensili ai titolari di attività commerciali, la consegna di farmaci gratuitamente a carico del Servizio sanitario nazionale e la rinegoziazione dei mutui contratti dalla popolazione con le banche, oltre ad un contributo per l’autonoma sistemazione delle famiglie sfollate di 400 euro, che sarà portato a 500 euro se in presenza di persone con età maggiore ai 65 anni. La quota stanziata complessivamente dal governo ammonta, dopo questi ultimi provvedimenti, a 100 milioni di euro.

La visita della Gelmini. Anche il Ministro dell’istruzione, Maria Stella Gelmini, nel pomeriggio di ieri ha compiuto un sopralluogo nei luoghi più colpiti dal sisma. “Dev’ssere uno dei primi edifici da ricostruire”, ha detto, di fronte al triste “spettacolo” della Casa dello studente distrutta. Com’è noto il terremoto ha infatti devastato la struttura, stroncando tragicamente la vita di giovani tra i 20 e i 24 anni.

Sicurezza. Non è stato trascurato neppure l’ambito della sicurezza rispetto alla garanzia dei beni delle persone sfollate. Si è assistito e continueremo forse ad assistere al pietoso fenomeno dello sciacallaggio. Il Governo ha allora deciso l’impiego di 700 militari delle forze armate per contrastare quest’aberrante fenomeno.
Sembra, inoltre, che in alcuni zone si si stiano formando ronde spontanee di cittadini. Pronta la risposta dell’arma dei carabinieri, che in più occasioni ha deprecato nel modo più radicale l’intervento di civili per il controllo del territorio.

Scosse anche nel pomeriggio. Alle 17.18 di giovedì è stata registrata una scossa di 3.2 punti della scala Richter, con epicentro nella zona fra Possa, San Panfilo d’Ocre e Sant’Eusanio Forconese. Secondo gli esperti lo sciame di scosse si sta spostando verso il nord de L’Aquila. Gian Paolo Cavitano, ricercatore dell’istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria: “Il fatto che ci siano state delle repliche forti vuol dire che c’è ancora molta energia nella zona sismica. Non sappiamo quanta energia sia in grado di liberare ancora la faglia. Il fatto singolare è che si verifichino scosse così intense anche dopo 4-5 giorni dalla prima. Sembra una situazione simile a quella del terremoto in Umbria, dove ci fu una seconda scossa di forte magnitudo due giorni dopo la prima, quella che provocò il crollo della volta della basilica di San Francesco d’Assisi”.

D.R.

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