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Ecco l’altra faccia della solidarietà vario sciacallaggio e falsi allarmi

aprile 8, 2009 di Redazione 

Abruzzo, accanto a tante storie di condivisione e generosità, nella tragedia di questi giorni, c’è purtroppo anche dell’altro male che si aggiunge (a tradimento) al dramma. Marco Fattorini ci racconta.

Nella foto, una casa colpita dal terremoto e abbandonata

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di Marco FATTORINI

L’Italia s’è desta. Dopo la tragedia del terremoto in Abruzzo da tutta la Penisola e da svariate realtà sociali, politiche e culturali sono giunti messaggi e offerte di aiuto, sotto ogni profilo. Dalle istituzioni alla gente comune, dalle squadre di calcio alle collette degli studenti universitari, l’Italia si sta stringendo intorno alla popolazione terremotata dell’Aquila e dintorni, dando prova di una generosità davvero notevole.
Purtroppo a fronte di questo magnifico slancio di solidarietà ci sono da registrare anche diversi casi, che per fortuna sono una minoranza, di avvoltoi che tentano in ogni modo di trarre lucro e interessi dal dramma abruzzese.

SCIACALLAGGI. Già da lunedì pomeriggio infatti è arrivato l’allarme sciacallaggio dall’Aquila, al quale il Governo ha risposto con l’invio di alcune centinaia tra poliziotti e carabinieri, incaricati di pattugliare la zona e controllare edifici, negozi e case ormai abbandonate nel centro delle città e dei paesini. La Protezione Civile ha parlato di “sciacalli provenienti da diverse parti d’Italia”.
Qualche fermo e diverse segnalazioni, anche se le Forze dell’Ordine fanno sapere che la situazione all’Aquila è sotto controllo e che al momento non risultano arresti. Ma l’attenzione resta alta.
I tentativi di approfittare di questa disgrazia sono giunti da più fronti: ad esempio diverse persone, presumibilmente nomadi, hanno provato ad introdursi come “sfollati” negli alberghi della costa che in questi giorni ospitano i sopravvissuti del sisma. Intanto il premier Berlusconi ha annunciato che “contro lo sciacallaggio, abbiamo deciso con il ministro della giustizia di dare vita a un nuovo reato che sarà sanzionato molto severamente”.

RINCARI. Alla lista di chi rema contro, si sono aggiunti alcuni fenomeni di paurosi rincari nella vendita di generi di prima necessità. A Pizzoli è giunto un furgone pieno di carne, per la quale il proprietario ha chiesto la cifra di 80 euro al chilo. Immediatamente allertate le autorità che interverranno, così come proseguono i controlli della Guardia di Finanza presso gli esercizi commerciali della zona affinché non ci si approfitti dell’emergenza aumentando a dismisura i prezzi di prodotti necessari ed importanti per la popolazione.

LE TRUFFE SUL WEB. Truffatori e malintenzionati si trovano anche in internet. Lo spazio virtuale, sin da subito sensibile alla tragedia del terremoto ha risposto con vari passaparola ed iniziative benefiche, tra le quali però alcune si sono rivelate vere e proprie truffe. Una di queste è stata messa in atto su Facebook da una persona che si è spacciata per il nipote del giornalista televisivo di Mediaset Carlo Pellegatti e ha parlato di una raccolta fondi aperta proprio dal colosso televisivo in collaborazione con il Milan, indicando dati e coordinate a cui inviare le donazioni. Peccato che tutto questo apparato si sia rivelato falso e inesistente: è stato infatti interpellato il giornalista Pellegatti che ha prontamente smentito l’esistenza di quel “nipote” ma soprattutto di quell’iniziativa benefica, totalmente inventata dall’astuto internauta che ora sarà denunciato alle autorità.

FALSI ALLARMI. La fantasia perversa di qualche perditempo ha partorito altre idee che hanno destabilizzato e messo in allerta interi paesi. Infatti lungo tutto l’arco della giornata di martedì alcuni furbetti hanno alzato la cornetta telefonica, spargendo voce nei paesi, spacciandosi per carabinieri o vigili del fuoco e dando l’allarme per imminenti scosse che avrebbero colpito le case e la popolazione. Fenomeni del genere, verificatisi in alcuni centri dell’Abruzzo (come Pescara) ma anche in paesi del Lazio, hanno generato allerta e paura, inducendo decine di persone a prendere il necessario e scendere in strada in preda al panico, salvo poi scoprire che non vi era nessun allarme.

Fortunatamente, questi episodi rimangono una minoranza nell’oceano di aiuti e iniziative di concreta ed effettiva solidarietà che ormai da qualche giorno si muovono, tesi a contribuire veramente a far rialzare il popolo abruzzese, ingiustamente colpito da una tragedia inimmaginabile.

Marco Fattorini

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