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Terremoto in Abruzzo, 260 i morti finora “Ancora 20-30 persone da recuperare” Domani arriva Napolitano

aprile 8, 2009 di Redazione 

Stamattina, alle 6.25, una nuova scossa abbastanza forte. Prosegue il lavoro di scavo che andrà avanti, annuncia il Ministro Maroni, fino a domenica. Domani il presidente della Repubblica giungerà a L’Aquila per un sopralluogo nelle zone maggiormente colpite. Venerdì, con ogni probabilità, i funerali di Stato. Il punto della situazione, di Attilio Ievolella.

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di Attilio IEVOLELLA

Il compito, amaro, è quello di aggiornare le cifre di un dramma che ha colpito l’Abruzzo e ha sconvolto l’Italia intera. Anche oggi, purtroppo, la Protezione Civile, facendo il punto della situazione da L’Aquila, è stata costretta a rendere ancora più profonda la ferita: i morti sono saliti a 260 – «accertati fino a questo momento», viene aggiunto -, con nove corpi non ancora identificati; oltre 17mila, invece, le persone che hanno ricevuto assistenza nelle tendopoli allestite subito dopo il terremoto; oltre 25mila gli sfollati.
Da segnalare, a questo proposito, che, con molta probabilità, venerdì si terranno i funerali di Stato: resta solo da ufficializzare l’autorizzazione da parte della Protezione Civile. A celebrare il rito dovrebbero essere monsignore Giuseppe Molinari, arcivescovo di L’Aquila, e tutti i sacerdoti della Diocesi aquilana.

Assieme all’amarezza, spazio anche per la speranza: ad alimentarla anche il ‘miracolo’ – come lo si potrebbe chiamare, altrimenti? – di una ragazza, una ventenne, uscita viva dalle macerie dopo ben 42 ore. Anche per questo il lavoro alla ricerca dei sopravvissuti prosegue senza sosta. Come ha confermato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in visita, a Roma, al Centro operativo dei vigili del fuoco che coordina gli interventi anche per il terremoto in Abruzzo, spiegando che “fino al giorno di Pasqua continuerà incessante l’azione di ricerca di superstiti sotto le macerie, poi si procederà alla messa in sicurezza degli edifici e inizierà il lavoro di ricostruzione, che non sarà né facile né breve”. A queste parole, poi, hanno fatto seguito quelle di Antonio Gambardella, vicecapo del Dipartimento dei Vigili del fuoco: «Restano ancora da recuperare dalle venti alle trenta persone».

A rendere ancora più complicate le operazioni, però, ci sono le continue scosse che stanno colpendo il territorio aquilano. Anche la notte appena trascorsa, difatti, sono stati avvertiti diversi ‘movimenti tellurici’: in particolare, i timori maggiori sono stati provocati dalla scossa registrata nella mattinata, attorno alle 6 e 25, che ha fatto tremare strade ed edifici.
E la sensazione è che la fase di assestamento sia destinata a durare ancora. Significativo, in questa ottica, il dato fornito dalla Protezione Civile: dalle prime ore del 6 aprile, dal momento del sisma, sono state registrate oltre 350 scosse.

Paiono messe da parte, almeno per ora, polemiche e scontri politici. Per una volta, sono la politica e le istituzioni a seguire l’esempio del Paese reale, di un’Italia che si è subito mossa per dare un sostegno alle comunità abruzzesi. Così, ad esempio, vanno segnalate la disponibilità manifestata dall’Università del Molise ad ospitare i corsi dell’Università dell’Abruzzo, e la decisione della struttura nazionale della Caritas di allestire un Centro operativo a L’Aquila, così come va ricordato – e sottolineato – l’impegno degli ottomila soccorritori, uomini e donne di tutt’Italia, che sono impegnati sin dalle prime ore del 6 aprile nelle operazioni di soccorso in Abruzzo.
A rappresentare idealmente tutta l’Italia che vuole sostenere le comunità abruzzesi e dare loro forza per affrontare la durissima attualità sarà il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: la sua visita è prevista per la giornata di domani, con arrivo attorno alle 9 e 30 a L’Aquila, e con sopralluogo nei luoghi più colpiti dal sisma.

Attilio Ievolella

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