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Diario politico. Abruzzo, poli uniti Berlusconi: “Sì al sostegno Usa”

aprile 7, 2009 di Redazione 

Torna la nota politica quotidiana dedicata tutta, per una volta, al ter- remoto abruzzese. Come il Go- verno e la politica italiana reagiscono alla tragedia. Dopo il “no” iniziale il presidente del Consiglio si dice disposto ad accettare aiuti dagli Stati Uniti “se si vorranno prendere la responsabilità di ricostruire gli edifici artistici e le chiese”. La presenza (“tornerò tutti i giorni”) tempestiva del Cavaliere sul territorio aquilano è stata accolta positivamente da Franceschini. Unica voce contro, quella dell’Italia dei Valori che parla di “tragedia evitabile”. Schifani propone ai senatori di devolvere mille euro testa, sì della Finocchiaro. Ma sentiamo tutti i dettagli, di questi due giorni, nel racconto di Gabriele Canarini.

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di Gabriele CANARINI

Dalle 3,32 di domenica 5 aprile, la politica ha dovuto, senza esitazioni, cedere il posto alla cronaca. Una cronaca instancabile, senza sosta, come tali sono l’impegno e il sudore che le migliaia di soccorritori stanno mettendo in campo in queste lunghe ore trascorse dalla terribile scossa. E la cronaca deve prendere il sopravvento anche stasera: purtroppo, infatti, si è verificato un nuovo evento sismico di grave portata alle 19,42 di oggi. L’intensità del sisma in questione, durata almeno 20 secondi, è stata, secondo le prime stime della Protezione Civile, di 5,3 gradi della scala Richter. Dunque la scossa è stata di rilevante entità, tanto da essere avvertita, ancora una volta, anche a grande distanza, in particolare a Roma. L’epicentro è stato localizzato nella zona compresa tra San Panfilo d’Ocre, Fossa, Sant’Eusanio e Forcenese. La scossa ha provocato nuovi crolli in diversi edifici dell’Aquila, tra cui la Basilica delle Anime Sante in piazza Duomo, e nei paesi limitrofi, fra i quali anche la frazione, già travagliata dal terremoto di domenica, di Onna.

Berlusconi. Frattanto, il bilancio delle vittime causate dal terremoto è, per il momento, di 228 morti. Gli sfollati sono stati quantificati in una stima approssimativa di circa 25 mila unità. La Protezione Civile continua indefessamente ad unire, all’azione principale di soccorso a chi è ancora intrappolato sotto le macerie, l’ampliamento delle tendopoli già approntate ieri. Proprio all’interno di una di queste tendopoli, quella di San Demetrio, si è recato questa mattina il Presidente del Consiglio Berlusconi. Il premier, appena arrivato all’Aquila, ha fatto il punto della situazione, dando una stima aggiornata del numero delle vittime, dei danni e dello stato dei soccorsi, sollecitando la popolazione «a non tornare nelle case, per il rischio di nuove scosse». Dopo aver assicurato che «la ricostruzione sarà rapida», ha garantito che la sua presenza “sul campo” sarà costante: «tornerò tutti i giorni». Durante la visita a San Demetrio, il premier ha poi cercato di sdrammatizzare lasciandosi andare ad una battuta sulla sistemazione che toccherà agli sfollati: «Andate lì sulla costa, è Pasqua. Prendetevi un periodo che paghiamo noi». Molte persone rimaste senza casa sono, infatti, già state trasferite negli alberghi sulla costa adriatica, e molte altre verranno portate lì nei prossimi giorni. Berlusconi ha così cercato di rassicurare chi è rimasto senza casa: «State tranquilli, noi facciamo l’inventario delle case danneggiate e voi vi spostate sulla costa perché lo Stato vi è vicino. Sarete serviti e riveriti». Per quanto riguarda il capitolo aiuti, il premier ha ribadito il “no, grazie” alle molte proposte piovute un po’ da tutte le parti del mondo in questi due giorni, chiarendo che l’Italia sarà in grado di «provvedere da sola». In seguito ad una telefonata con il presidente Usa Obama, che, dopo la visita di questi giorni in Turchia, oggi si è recato, a sorpresa, rapidamente a Bagdad, Berlusconi ha però aperto uno spiraglio verso l’offerta di solidarietà statunitense: «Se gli Usa vorranno prendersi la responsabilità dei Beni Culturali e delle chiese, noi saremo lietissimi di poter avere questo sostegno». A proposito del sostegno economico alle vittime del sisma da parte dello Stato, il Cavaliere ha annunciato che ci sarà la «proroga dei termini» fiscali e previdenziali a favore dei contribuenti e che è al vaglio del governo la proposta di inserire nel provvedimento sugli ammortizzatori sociali un sistema di aiuti a favore dei piccoli imprenditori che hanno avuto la loro attività danneggiata dal terremoto. Quanto alla ricostruzione, ha garantito che gli interventi saranno «rapidi e avverranno in tempi certi, e saranno annunciati pubblicamente all’inizio dei lavori per ogni singola casa». Berlusconi, infine, si è augurato che, proprio all’interno delle molteplici opere di riedificazione che dovranno essere fatte all’Aquila, possa esservi anche una delle “new town” previste dal piano casa. E proprio nel ddl inerente agli interventi edilizi, verrà precisata la necessità che gli ampliamenti delle abitazioni siano eseguiti seguendo rigorosamente le regole dell’edilizia antisismica.

L’opposizione. Il mondo politico in questi due giorni si è stretto attorno alle vittime del terremoto in maniera univoca, e da ogni parte sono arrivate sollecitazioni a lasciare da parte, per il momento, le schermaglie e le discussioni, per dare totale sostegno all’azione del governo e del premier. Da più parti sono state riconosciute l’efficacia e la tempestività dimostrate dal governo in queste circostanza. Primo fra tutti è stato Franceschini, ieri alla Camera, a dare completo appoggio a Berlusconi, complimentandosi con lui per la rapida decisione di recarsi di persona sul luogo del sisma. Timide voci di protesta si sono levate solo dall’Italia dei Valori, in particolare riguardo all’ipotesi che si sia trattato di una tragedia evitabile, visto che varie scosse si erano già fatte sentire nei giorni e nelle ore precedenti a quella devastante delle 3,32, e visto che il geologo Giuliani aveva anticipato l’eventualità di un terremoto di rilevanti dimensioni.

Il Parlamento. Al di là, però, di queste polemiche, la scena politica italiana si è mostrata compatta nel supportare l’interventismo di cui si è fatto promotore Berlusconi, e si sono susseguite, da parte dei parlamentari, varie proposte di aiuti, fra le quali la più concreta e rilevante è quella di cui si è fatto portavoce il Presidente del Senato Schifani. Schifani ha infatti annunciato, questo pomeriggio, che domani, alla riunione dei capigruppo, proporrà ai presidenti dei gruppi parlamentari di promuovere una raccolta di fondi la cui entità non sia inferiore ai mille euro a testa per ogni senatore. Alla proposta non ha tardato a dare il suo supporto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, chiarendo che «le senatrici, i senatori e i dipendenti del gruppo del Pd di Palazzo Madama aderiranno con convinzione alla proposta di raccogliere fondi per le popolazioni colpite dal sisma in Abruzzo». La Finocchiaro ha, poi, spiegato che «ogni iniziativa volta a reperire le risorse per aiutare concretamente quanti stanno vivendo la tragedia di aver perso i familiari, cari, abitazioni e propri beni, troverà il nostro pieno sostegno».

Maroni. E proprio sulla pelle di chi, in un breve giro di orologio, ha perso ogni cosa, si sta abbattendo in questi prime giornate concitate la bassezza umana e morale di tanti, troppi, sciacalli e delinquenti, che penetrano nelle case abbandonate e pericolanti per rubare quanto più possono. Parallelamente a ciò, si ripetono i falsi allarmi, con conseguente panico fra la popolazione, di nuovi sismi o cedimenti di edifici, lanciati da soggetti anonimi che spesso si spacciano per funzionari della Protezione Civile o delle forze dell’Ordine. Su questi riprovevoli episodi si è espresso oggi il ministro dell’Interno Maroni, che ha illustrato come già nella giornata di ieri fossero stati inviati in Abruzzo «100 poliziotti e 100 carabinieri in aggiunta a quelli che erano già lì, proprio per combattere il fenomeno dello sciacallaggio che, purtroppo, anche ieri ha visto qualche caso». Proprio perché questi fenomeni non accennano a diminuire, il ministro ha annunciato che «oggi rafforzeremo ulteriormente questo contingente, così come quello dei Vigili del Fuoco che arriveranno in duemila, anche per dare il cambio a quelli che ininterrottamente, dalle 5 di ieri, stanno estraendo le persone fuori dalle macerie».

E questo lavoro indefesso non smette di andare avanti, e anche di dare dei risultati positivi. E’ stata, infatti, poco fa, alle 21,47, estratta da sotto le macerie una ragazza ancora viva. Eleonora, questo il suo nome, ha 20 anni, era sepolta sotto i cumuli di una palazzina crollata nei pressi del centro storico dell’Aquila, sotto Villa Gioia. E’ riuscita a salvarsi perché nel punto in cui era rimasta incastrata si era creata una bolla d’aria che le ha permesso di continuare a respirare, nonostante sia rimasta lì sotto per più di 40 ore.

Dunque c’è ancora speranza. Bisogna continuare a scavare. E sappiamo bene che dentro le mani dei soccorritori, fra quelle dita che rovistano sotto e sopra le macerie, ci sono le emozioni, i pensieri e gli aneliti di speranza di migliaia di abruzzesi. E non solo degli abruzzesi.

Gabriele Canarini

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