Top

Il terremoto in Abruzzo. Martedì 7 Situazione al risveglio. 200 morti

aprile 7, 2009 di Redazione 

Facciamo il punto dopo la prima notte post-sisma. Che in realtà è stata segnata da altre scosse di una certa rilevanza (intorno ai 4,5, l’ultimo stamani alle 11.28), mentre i 17mila sfollati dormivano chi nelle tende (non sufficienti) installate, chi all’addiac- cio tra le coperte, chi nella propria macchina. Cresce purtroppo il bilancio delle vittime, ed è ancora provvisorio. Giampaolo Giuliani, il tecnico che aveva previsto il terremoto, chiede scusa per non averlo segnalato a dovere seguendo “la strada che mi avevano imposto”. 30milioni di euro già stanziati dal Governo per far fronte all’emergenza, a cui si aggiungeranno gli oltre 100 dal fondo dell’Unione Europea. Sulla ricostruzione le ombre del passato. Ci parla di questo e altro, Luna De Bartolo.           

-

di Luna DE BARTOLO

207 vittime, 34 dispersi, 1500 feriti e 17.000 sfollati. Questo il bilancio, assolutamente provvisorio, del terremoto che alle 3.32 del 6 aprile ha dilaniato l’Abruzzo con una scossa misurabile in 5,8 gradi della scala Richter e un’energia scatenata pari a 6,2; l’epicentro a pochi chilometri da L’Aquila. Il piccolo centro di Onna non esiste più, Paganica è rasa al suolo mentre Villa Sant’Angelo conta il 90% di edifici distrutti o gravemente colpiti.La terra trema dal gennaio scorso: anche questa notte si sono verificati decine di nuovi sismi, in particolare all’1 e 15 si è avvertita una scossa di 4,8 gradi; gli esperti tendono però ad escludere, anche se non del tutto, la probabilità che possa manifestarsi un altro episodio tellurico di violenza pari a quello dell’altro ieri notte. Un’ulteriore scossa, di 4,3 Richter, è stata avvertita questa mattina alle 11 e 28.

Oltre 150 persone sono state estratte vive dalle macerie; l’ultima, in ordine di tempo, è stata una studentessa di Teramo che ha resistito 23 ore sotto le travi e i calcinacci della palazzina di quattro piani che le è crollata addosso. I vigili del fuoco e i volontari giunti da tutt’Italia continuano a scavare febbrilmente anche se, con il passare delle ore, le speranze di rinvenire persone vive si fanno sempre più flebili.

Per le migliaia di sfollati la notte è trascorsa sotto la pioggia, al freddo delle tendopoli allestite dalla Protezione Civile; gli alloggi di fortuna, tuttavia, non sono bastati a coprire il fabbisogno: ad anziani e bambini la precedenza, mentre molte persone hanno trovato rifugio nelle proprie auto o negli autobus pubblici. Massimo Cialente, sindaco de L’Aquila, ha annunciato per oggi l’arrivo di altre 3000 tende. Gli alloggi, resi disponibili dagli alberghi della costa, sono stati in parte rifiutati per la volontà della popolazione di non abbandonare le proprie case. Non sono mancati, infatti, alcuni episodi di sciacallaggio ed arresti.
La Protezione Civile fa sapere che sono oltre 5000 le persone impegnate in operazioni di soccorso ed assistenza, oltre ai vigili del fuoco, volontari della Croce Rossa e 1300 militari.

Danni ingenti si osservano al patrimonio artistico. Il Ministero per i Beni e le Attività culturali cita in un comunicato i primi sopralluoghi: i crolli più gravi riguardano il campanile della chiesa di san Bernardino, il cupolino della Chiesa di sant’Agostino, la cupola della chiesa delle Anime Sante, il palazzo della Prefettura, dove si trova anche l’archivio di Stato, e la parte terminale del transetto della Basilica di santa Maria di Collemaggio, la chiesa di papa Celestino V, “colui che fece per viltade il gran rifiuto”.

Intanto non si esauriscono le polemiche: “Mi sento responsabile della morte di 200 persone e chiedo scusa a tutta la cittadinanza, chiedo scusa a tutti i morti che ci sono stati perchè sono stato io un coglione a cercare di seguire la strada che mi avevano imposto”, dice il ricercatore del Cnr Giampaolo Giuliani, che aveva avvertito le autorità circa la previsione di una scossa particolarmente violenta ma, non creduto, è stato denunciato per procurato allarme. “Loro non sono a conoscenza delle possibilità della macchina che noi abbiamo messo in funzione e della nostra rete. Quindi – prosegue Giuliani – capisco la loro ignoranza, non avendo informazioni ben precise sul modo di funzionamento e sulla qualità dei dati che può mettere a disposizione lo strumento. È chiaro che con le loro conoscenze non possono dire diversamente perchè non sanno. Nonostante da parte nostra ci sia stato in questi anni un appello a tutti gli enti preposti, visto che avevamo in mano dati di una certa importanza e rilevanza. Nessuno però ci è venuto incontro in nessun modo”. Enzo Boschi, responsabile dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ribadisce invece l’impossibilità per gli studiosi di prevedere un terremoto: “Sappiamo dove si verificheranno – ha dichiarato lo studioso dagli uffici della Protezione civile – ma non quando si verificheranno”, sottolineando la necessità di “fare prevenzione”, costruire, cioè, secondo le norme antisismiche. “E’ evidente che quegli edifici erano costruiti in modo da non sostenere una scossa sismica neanche particolarmente violenta. Questa è stata una scossa forte ma non fortissima” e quindi ha concluso evidenziando come sia fondamentale “costruire edifici che reggano a queste sollecitazioni o intervenire sulla messa in sicurezza dei vecchi edifici. Questo tradizionalmente non viene mai fatto in Italia, è uno dei grandi problemi del nostro Paese”; “In una zona sismica, ci si protegge con la messa in sicurezza degli edifici, come avviene in Giappone, dove eventi sismici di questa entità, quasi non vengono avvertiti”.

La riunione straordinaria del Consiglio dei ministri, tenutasi ieri, ha garantito 30 milioni di euro per far fronte alle prime emergenze, cui si aggiungeranno presto 100 milioni di euro dal fondo dell’Unione europea. “La Commissione europea – ha informato il vicepresidente della Commissione europea e commissario ai Trasporti, Antonio Tajani – è in contatto con la Protezione civile nazionale per mettere a disposizione delle popolazioni colpite risorse, strutture e mezzi”. Inoltre, ha dichiarato il ministro dell’Interno Maroni, “domani ci sarà un altro Consiglio dei ministri per stanziare fondi adeguati ma il tema non è un problema, nonostante la crisi economica: per questa emergenza nazionale saranno trovate tutte le risorse necessarie”.

La speranza è che non si ripeta il copione già visto in occasione del terribile terremoto dell’Irpinia, nel 1980. Nell’inchiesta denominata “Mani sul terremoto”, avviata nel 1994 e relativa allo “spreco” dei fondi destinati alla ricostruzione, vennero coinvolte 87 persone, fra le quali Ciriaco De Mita, Paolo Cirino Pomicino, Antonio Gava, Francesco De Lorenzo, Antonio Fantini, Salverino De Vito e lo stesso commissario strordinario Zamberletti, che coordinò gli interventi. La vicenda trovò il proprio epilogo nella prescrizione della maggior parte dei capi d’imputazione, mentre per altri reati venne decisa l’assoluzione. Nel libro Irpiniagate l’autore, Goffredo Locatelli, cita la conclusione dell’indagine che venne svolta da Rocco Caporale: “Solo il 50 per cento dei fondi (americani ndr) è andato dove doveva andare, il resto è stato dissipato. Il dopoterremoto è stato una cuccagna sulla quale hanno mangiato tutti: il 20 per cento del denaro è finito in tasca ai politici, un altro 20 per cento è andato ai tecnici della ricostruzione (prevista ndr). Camorra, imprese del Nord e imprenditori locali si sono mangiati il resto”.

Certo è che, a quasi 30 anni dal sisma e a fronte di 50.000 miliardi di lire stanziati, la ricostruzione del patrimonio edilizio non è assolutamente completata e in alcuni comuni diverse persone vivono ancora nei container o nei prefabbricati.

Luna De Bartolo

Commenti

One Response to “Il terremoto in Abruzzo. Martedì 7 Situazione al risveglio. 200 morti”

  1. AZ CONTROL on aprile 9th, 2009 11.23

    C’e’ poco spazio all’immaginazione dopo aver letto cose che purtoppo si sapevano gia.Ci si chiede come sia possibile che degli ESSERI UMANI siano capaci di tanta cattiveria difronte a catastrofi del genere che impongono la destinazine dei fondi per la ricostruzione a totale vantaggio degli sfollati e del patrimonio storico interessato.
    Speriamo vivamente che cose del genere non capitino MAI PIU’.
    Saluti.

Bottom