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Il terremoto in Abruzzo. Oltre 150 morti. La notte e la sistemazione degli sfollati

aprile 6, 2009 di Redazione 

Piove, in qualche luogo grandina e si è ormai fatto buio sul territorio della provincia de L’Aquila. Mentre proseguono le ricerche e gli scavi tra le macerie – e andranno avanti ad oltranza – è il momento in cui le persone sopravvissute e rimaste senza casa devono trovare collocazione per la notte. Maroni: “Saranno tutti sistemati al più presto”. Nel capoluogo saranno cinque i campi allestiti. Alcuni fermi per sciacallaggio. Sentiamo gli ultimi aggiornamenti, nel servizio di Marco Fattorini.

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di Marco FATTORINI

Sarà una lunga serata per L’Aquila e le zone circostanti. Gli scavi e i soccorsi tra il capoluogo e le frazioni maggiormente colpite proseguono, tra alcuni importanti salvataggi e nuove, paurose, scosse. Buone notizie arrivano dalla “Casa dello studente”, la residenza universitaria che da questa notte è diventata una prigione di macerie per decine di giovani intrappolati all’interno. Nel tardo pomeriggio i soccorritori sono riusciti ad estrarre altri 6 ragazzi vivi dopo un’intera giornata di scavi e ricerche. Nel frattempo a L’Aquila è cominciato a piovere e, come se non bastasse, si sono verificate nuove scosse di assestamento sia nel capoluogo che a Paganica, altro teatro di dolore e crolli diffusi.
In tutto questo prosegue il lavoro di Vigili del Fuoco e Protezione Civile che scavano, molto spesso a mani nude per evitare ulteriori incidenti, alla ricerca di altre decine di persone che mancano all’appello, studenti, anziani, famiglie. Per ora il bilancio dei deceduti registrerebbe oltre 110 vittime, anche se alcune fonti parlano di addirittura 150 morti, oltre ad almeno 1500 feriti, tutti numeri quantomai altalenanti destinati a crescere nel giro di poche ore.
All’Aquila, il cui centro storico è stato fatto evacuare, si sono verificate diverse difficoltà ad intervenire per la situazione pericolante di diversi edifici, compresa la residenza universitaria, e per la grande quantità di macerie. L’ospedale inoltre, ormai inagibile e senz’acqua, è stato svuotato dei malati tutti stati trasferiti in altri istituti a Teramo, Pescara, Avezzano e Roma.
Nel frattempo continua l’opera della gigantesca macchina operativa dei soccorsi: nel corso del pomeriggio sono arrivati e continuano a giungere da tutta la penisola colonne di mezzi e uomini di Protezione Civile, Vigili del Fuoco, e forze dell’ordine. Dalla Lombardia, come dal Veneto, dal Lazio come dalle Marche, le regioni hanno inviato squadre specializzate e hanno offerto le loro competenze per rispondere all’emergenza. A margine di una conferenza Berlusconi ha dichiarato che «in questo momento stanno operando 4 mila soccorritori e mille unità».
Ci sono infatti da allestire in extremis campi e tendopoli (saranno 5 nel solo capoluogo) per l’accoglienza di decine di migliaia di sfollati: solo a L’Aquila potrebbero essere 50 mila persone, a cui si devono aggiungere i terremotati di paesi e frazioni circostanti, quantificabili in altre diverse migliaia. “Gli sfollati saranno tutti sistemati in tempi rapidi” assicura il Ministro dell’Interno Roberto Maroni a fronte di un vero e proprio esercito di senza casa che sarà accolto anche dalle strutture alberghiere della costa adriatica che hanno messo a disposizione diverse migliaia di posti letto, e da vagoni letto offerti dalle Ferrovie per ospitare altri sfollati. Inoltre è nato un vero problema di ordine pubblico e vigilanza, visto che già dal pomeriggio si sono verificati episodi di sciacallaggio nelle case e negli edifici ormai abbandonati. La Polizia, ha fatto sapere il massimo dirigente Manganelli, sta intervenendo e ha già arrestato alcuni malviventi che si sono resi protagonisti di tali azioni.
La stima dei danni è impossibile da snocciolare, almeno per ora, di certo però sono almeno 10-15 mila gli edifici colpiti dal sisma o crollati, tra questi anche la Prefettura dell’Aquila e l’università del capoluogo abruzzese che è stata gravemente colpita. Il rettore Di Iorio lo ha detto chiaramente: “L’ateneo è praticamente distrutto. Le strutture sono tutte gravemente danneggiate e non abbiamo un’altra sede dove trasferire i nostri 27.000 studenti”. Così anche numerose costruzioni artistiche, chiese comprese, sono rimaste gravemente lesionate dalle scosse della notte precedente. In più ci sono paesi semidistrutti come Onna, Fossa e Paganica, che hanno inoltre registrato diversi morti.
Nel pomeriggio il premier Berlusconi insieme a Bertolaso, al sindaco dell’Aquila e al Presidente della Regione, ha tenuto una conferenza stampa presso una caserma nella provincia abruzzese e ha confermato: “Sorvolando la regione ho visto che dovunque c’è un crollo c’è qualcuno che aiuta. E posso dire fin d’ora che nessuno viene e sarà lasciato solo” e in merito alle polemiche e ad eventuali previsioni ha aggiunto: “Non c’era alcun elemento tecnico-scientificoche potesse dire che ci sarebbe stata una scossa così. L’unica cosa che si poteva fare era preparare il sistema e questo è stato fatto. Non è il momento di dare luogo a discussioni: adesso bisogna reagire con i fatti e con l’azione. Quando avremo sistemato tutte le cose, si potrà cominciare a discutere sulla prevedibilità o meno di questi terremoti”.

Marco Fattorini

Commenti

One Response to “Il terremoto in Abruzzo. Oltre 150 morti. La notte e la sistemazione degli sfollati”

  1. martina on aprile 14th, 2009 15.07

    mi disp di tt ma dv vivono ora i sopravvissut?? dv si accampano??

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